Dalla Sahara a Tradoor, una panoramica sulle recenti strategie di "crollo creativo" delle altcoin
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L’airdrop si trasforma in “short”, i benefici del progetto diventano un bancomat per gli insider.
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Odaily
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Odaily: La sera del 29 novembre, il token SAHARA di Sahara AI ha subito un crollo di oltre il 50% in breve tempo, senza poi mostrare un significativo recupero di prezzo, attestandosi attualmente a 0,03869 dollari. Il giorno successivo, il team di Sahara AI ha prontamente pubblicato una dichiarazione, il cui contenuto principale si articola in tre punti: innanzitutto, nessun membro del team o investitore ha venduto, poiché tutti sono soggetti a lock-up e manca ancora un anno al primo sblocco (giugno 2026); in secondo luogo, lo smart contract non presenta problemi, non è stato attaccato né manipolato da hacker, e non ci sono stati trasferimenti anomali di token; infine, sebbene il business sia in fase di aggiustamento, non sono emersi problemi gravi e il team sta integrando le risorse, concentrandosi sulle aree a maggior potenziale di crescita. Nonostante la dichiarazione ufficiale sembri “innocua”, l’attenzione della community si è focalizzata altrove. Il KOL crypto “加密无畏” ha sottolineato che il crollo di SAHARA potrebbe essere stato causato dalla liquidazione a catena di un market maker attivo su diversi progetti, tra cui Sahara AI sarebbe solo una “vittima collaterale”. Tuttavia, il team ha smentito questa ipotesi, affermando che i market maker coinvolti sono solo Amber Group e Herring Global, nessuno dei quali è stato indagato o liquidato; secondo il team, il crollo è dovuto principalmente a massicce liquidazioni di contratti perpetui e a una concentrazione di posizioni short, un effetto domino strutturale del mercato. Attualmente sono in corso comunicazioni con gli exchange e, una volta verificate ulteriormente le informazioni, verranno rese pubbliche. Il token APR del progetto aPriori, ad alto finanziamento nell’ecosistema Monad, è stato lanciato in anticipo su BNB Chain prima del TGE, debuttando su Binance Alpha e Binance Futures il 23 ottobre, raggiungendo inizialmente 0,7 dollari per poi scendere fino a 0,13 dollari. A scatenare il malcontento della community è stato il fatto che il 60% dell’airdrop sia stato reclamato da un’unica entità tramite 14.000 wallet interconnessi. Questi wallet hanno depositato separatamente 0,001 BNB in breve tempo, trasferendo poi APR su nuovi wallet. Ancora più deludente è stata la mancata risposta del team alle domande sollevate da Bubblemaps e dalle analisi on-chain, fino al 21 novembre, quando si è limitato a dichiarare “non ci sono prove che il team o la fondazione abbiano ricevuto l’airdrop”, cercando di spostare l’attenzione sull’airdrop della mainnet Monad. Questa risposta evasiva non ha placato i dubbi, facendo passare la community dalla delusione alla rabbia. L’airdrop sfruttato, l’assenza di aggiornamenti ufficiali e la scomparsa degli admin hanno rapidamente eroso la fiducia della community nel progetto. Il progetto Irys, che ha raccolto quasi 20 milioni di dollari e si concentra su una blockchain L1 per l’intelligenza dei dati, ha visto le sue attività on-chain prima dell’airdrop e del lancio della mainnet sollevare sospetti di “front-running”. Secondo Bubblemaps, il 28 novembre, 900 indirizzi hanno ricevuto ETH da Bitget e reclamato circa il 20% dei token dell’airdrop, mostrando comportamenti altamente coordinati tipici dei cluster Sybil. Ulteriori indagini hanno rivelato che questi token sono stati infine trasferiti agli exchange per la vendita, con circa 4 milioni di dollari immessi sul mercato. Il team ha risposto che l’evento non è collegato a membri o investitori, riflettendo sulle carenze delle misure anti-Sybil nell’airdrop e promettendo miglioramenti. Situazioni simili si sono verificate anche nel progetto Tradoor, il cui token TRADOOR ha raggiunto i 6,64 dollari il 1° dicembre per poi crollare dell’80% in 24 ore; i primi dieci indirizzi detengono il 98% della fornitura, la liquidità su DEX è bassa, e ritardi nell’airdrop e vulnerabilità nello staking hanno aggravato la crisi di fiducia degli utenti. Nell’attuale contesto di mercato crypto, gli esperti consigliano agli investitori di adottare strategie prudenti per affrontare la volatilità: le altcoin ad alto rischio potrebbero rimbalzare nel breve termine, ma “prendere profitto quando si è in vantaggio” resta l’opzione più sicura.
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