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Il dollaro australiano rimane stabile mentre l'economia cinese cresce nel quarto trimestre del 2025

Il dollaro australiano rimane stabile mentre l'economia cinese cresce nel quarto trimestre del 2025

101 finance101 finance2026/01/19 03:11
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Il Dollaro Australiano Guadagna Slancio Dopo la Pubblicazione dei Dati sull’Inflazione

Lunedì, il Dollaro Australiano si è rafforzato contro il Dollaro Statunitense dopo la pubblicazione dell’Indice TD-MI sull’Inflazione dell’Australia. L’indicatore ha mostrato un aumento annuale fino al 3,5% a dicembre, rispetto al precedente 3,2%. Su base mensile, l’inflazione è salita dell’1,0% a dicembre 2025, segnando la crescita più rapida da dicembre 2023 e un’accelerazione significativa rispetto all’aumento dello 0,3% registrato nei due mesi precedenti.

Il tasso di cambio AUD/USD è rimasto stabile dopo che la Cina ha pubblicato dati economici chiave. Dato il solido rapporto commerciale tra Australia e Cina, le variazioni nelle prestazioni economiche della Cina possono influenzare significativamente il Dollaro Australiano.

Secondo il National Bureau of Statistics (NBS), il Prodotto Interno Lordo (PIL) della Cina è cresciuto dell’1,2% trimestre su trimestre nel quarto trimestre del 2025, in aumento rispetto all’1,1% del trimestre precedente e superando la previsione di mercato dell’1,0%. Su base annua, il PIL è cresciuto del 4,5% nel Q4, leggermente inferiore al 4,8% del Q3 ma comunque sopra il previsto 4,4%.

Le vendite al dettaglio in Cina a dicembre sono aumentate dello 0,9% su base annua, al di sotto sia della proiezione dell’1,2% sia della crescita dell’1,3% registrata a novembre. Al contrario, la produzione industriale è cresciuta del 5,2% su base annua, superando la stima del 5,0% e migliorando rispetto al 4,8% di novembre.

Il Dollaro Statunitense Sotto Pressione in Mezzo a Crescenti Tensioni Geopolitiche

  • L’Indice del Dollaro USA (DXY), che misura il valore del dollaro rispetto a un paniere di sei principali valute, è sceso intorno a 99,20. I mercati finanziari statunitensi sono rimasti chiusi lunedì in occasione del Martin Luther King Jr. Day.
  • Il dollaro ha inoltre affrontato ulteriori ostacoli poiché l’avversione al rischio è aumentata a causa dell’incertezza crescente relativa alla disputa USA–Groenlandia. Nel fine settimana, il Presidente Donald Trump ha annunciato l’intenzione di imporre dazi a otto nazioni europee che si oppongono alla sua proposta di acquistare la Groenlandia.
  • Secondo Bloomberg, Trump intende applicare una tariffa del 10% sulle importazioni da Danimarca, Svezia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia, Regno Unito e Norvegia a partire dal 1º febbraio, a meno che gli USA non siano autorizzati ad acquisire la Groenlandia.
  • I dati recenti sul mercato del lavoro statunitense hanno posticipato le aspettative per ulteriori riduzioni dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve fino a giugno. I funzionari della Fed hanno indicato che non hanno fretta di tagliare ulteriormente i tassi finché non avranno prove più convincenti che l’inflazione sta muovendosi in modo sostenibile verso l’obiettivo del 2%.
  • Morgan Stanley ha aggiornato le sue previsioni per il 2026, ora prevedendo un taglio dei tassi a giugno seguito da un altro a settembre, rivedendo la sua precedente previsione di tagli a gennaio e aprile.
  • Il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti ha riportato giovedì scorso che le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione sono inaspettatamente scese a 198.000 per la settimana terminata il 10 gennaio, battendo le attese di 215.000 e in calo rispetto alle 207.000 riviste della settimana precedente. Questi dati suggeriscono che i licenziamenti rimangono limitati e che il mercato del lavoro è resiliente nonostante i costi di finanziamento elevati prolungati.
  • L’Indice dei Prezzi al Consumo Core (CPI), che esclude alimentari ed energia, è aumentato dello 0,2% a dicembre, al di sotto delle aspettative. L’inflazione core annuale è rimasta stabile al 2,6%, eguagliando il minimo degli ultimi quattro anni. I dati forniscono prove più chiare di un allentamento dell’inflazione, poiché i dati precedenti erano stati influenzati dagli shutdown governativi. L’indice CPI headline è aumentato dello 0,3% su base mensile a dicembre 2025, in linea con le previsioni e replicando l’aumento di settembre. L’inflazione annua rimane al 2,7% come previsto.
  • Funzionari della Reserve Bank of Australia (RBA) hanno osservato che l’inflazione è scesa in modo significativo rispetto al picco del 2022, anche se i dati recenti indicano una rinnovata pressione al rialzo. Il CPI headline è rallentato al 3,4% su base annua a novembre, il livello più basso da agosto, ma ancora al di sopra dell’obiettivo RBA del 2–3%. Il trimmed mean CPI è sceso al 3,2% rispetto al picco di otto mesi del 3,3% di ottobre.
  • La RBA ha osservato che i rischi di inflazione si sono leggermente spostati al rialzo, mentre i rischi al ribasso, soprattutto da sviluppi globali, sono diminuiti. Il consiglio prevede solo un altro taglio dei tassi quest’anno, con l’inflazione sottostante che dovrebbe rimanere sopra il 3% nel breve termine prima di diminuire gradualmente fino a circa il 2,6% entro il 2027.
  • Al 16 gennaio, i futures ASX 30-Day Interbank Cash Rate per febbraio 2026 erano a 96,35, indicando una probabilità del 22% di un aumento del tasso al 3,85% alla prossima riunione della RBA.

AUD/USD Punta a 0,6700 Vicino alla Media Mobile Chiave

Lunedì, la coppia AUD/USD veniva scambiata vicino a 0,6680. L’analisi tecnica del grafico giornaliero mostra la coppia che consolida vicino alla Media Mobile Esponenziale (EMA) a nove giorni, indicando una prospettiva neutrale a breve termine. Il Relative Strength Index (RSI) a 14 giorni si attesta a 52,78, rimanendo sopra la linea mediana e supportando un potenziale movimento rialzista.

Se il prezzo scendesse sotto la media a breve termine, la EMA a 50 giorni a 0,6642 potrebbe fungere da primo livello di supporto. Un ulteriore calo potrebbe portare la coppia verso 0,6414, il punto più basso da giugno 2025.

Al contrario, un movimento deciso sopra la EMA a nove giorni a 0,6690 rafforzerebbe lo scenario rialzista, potenzialmente spingendo AUD/USD verso 0,6766, il livello più alto da ottobre 2024.

AUD/USD: Grafico Giornaliero

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