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USD: oscillazioni su e giù come uno yo-yo

USD: oscillazioni su e giù come uno yo-yo

硅基星芒硅基星芒2026/01/28 23:58
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Per:硅基星芒

Morning FX

Questa settimana, la sensazione più profonda nei mercati valutari è stata la lotta tra la volontà del governo e la logica di mercato, specialmente considerando le divergenze tra diversi governi, e persino all'interno dello stesso governo. Questo rende la situazione ancora più interessante.

1. Casa Bianca vs BCE: chi ha più forza nell'influenzare il mercato?

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Martedì notte, l'indice del dollaro USA è sceso costantemente avvicinandosi al livello di 96, con EURUSD che ha superato di slancio la soglia di 1,19, tutto senza particolari notizie, apparentemente trainato più dai flussi di capitale. Tuttavia, fino a ieri notte, subito dopo la chiusura dei mercati americani e prima dell'apertura dei mercati asiatici, nel momento di minore liquidità della giornata, Trump ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: in breve, non è affatto preoccupato per l'indebolimento del dollaro, anzi ritiene che un dollaro debole sia giusto.

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Le dichiarazioni di Trump, unite alla scarsa liquidità, hanno portato a un crollo improvviso dell'indice del dollaro fino a 95,56, il livello più basso dal marzo 2022. L'EURUSD ha superato quota 1,20, schizzando fino a 1,2074, il massimo da luglio 2021.

Vedendo l'indice del dollaro vacillare attorno a 96, pensavo che l'EURUSD si sarebbe diretto vivacemente verso 1,23-1,25; invece, appena gli europei si sono svegliati, la prima cosa che hanno fatto è stata anch'essa una dichiarazione, lanciando un avvertimento sull'euro forte. Bisogna ammettere che ultimamente l'Unione Europea non concede nulla a Trump, ora anche sul cambio fanno il contrario. Con le dichiarazioni dei funzionari della BCE, l'EURUSD è stato riportato sotto 1,2 e l'indice del dollaro è risalito sopra 96.

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Tuttavia anche Standard Chartered ha sottolineato che il contesto delle dichiarazioni va considerato: Kocher ha affermato che il recente aumento dell'EURUSD è ancora moderato e non ha raggiunto il livello che richieda un intervento politico. Se però l'aumento dovesse diventare tale da abbassare le previsioni di inflazione, allora la BCE potrebbe dover intervenire. Quindi forse solo a livelli tra 1,25 e 1,30 si vedrà una vera reazione politica.

Pensavate fosse finita qui? Ieri sera, all'apertura dei mercati americani, Bessent ha dichiarato pubblicamente che "gli Stati Uniti hanno sempre sostenuto una politica del dollaro forte" e che "attualmente gli Stati Uniti non interverranno assolutamente sul cambio USDJPY". L'USDJPY è rimbalzato immediatamente di quasi 100 punti, mentre l'indice del dollaro di meno di 30 punti. Forse Bessent non si era consultato con Trump prima di parlare? Secondo me, voleva solo moderare l'aggressività del mercato, applicando una sorta di controllo della pendenza.

2. FOMC: prima falco poi colomba, gestione precisa

La Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati come previsto; non ci sono stati molti spunti in questo FOMC. Prima, nella dichiarazione, ha affermato che l'economia cresce a un ritmo "robusto", eliminando la menzione dell'aumento dei rischi al ribasso per l'occupazione; poi Powell, nella conferenza stampa, ha detto che "i rischi al rialzo per l'inflazione e quelli al ribasso per l'occupazione si sono entrambi attenuati", assumendo così una posizione leggermente più accomodante. L'indice del dollaro è prima salito poi sceso, senza grandi cambiamenti complessivi, mentre i tassi d'interesse sul dollaro hanno oscillato leggermente.

Grafico  Il mercato prezza il prossimo taglio dei tassi Fed tra giugno e luglio

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3. Opinioni successive

Alla luce delle dichiarazioni contraddittorie della Casa Bianca di ieri, ritengo che la direzione di medio termine tracciata da Trump punti almeno verso un indebolimento del dollaro, e anche l'analisi tecnica sul grafico mensile dell'indice del dollaro sembra confermare questa tendenza, anche se la velocità non sarà eccessivamente aggressiva. Dal punto di vista strategico, si passa da vendere DXY inseguendo il trend (approccio "right side") a vendere sulla forza (approccio "left side"), con una preferenza per EURUSD e USDCNY.

Grafico  L'indice del dollaro sul grafico mensile mostra segni di rottura

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