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Dollaro australiano: il re più forte

Dollaro australiano: il re più forte

硅基星芒硅基星芒2026/01/29 23:58
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Per:硅基星芒

Morning FX

Nel 2025 l’AUD ha avuto una performance piuttosto piatta, ma con l’inizio di quest’anno, grazie al super ciclo delle materie prime e alle aspettative di rialzo dei tassi in Australia, l’AUD ha finalmente registrato una rottura rialzista, superando questa settimana la soglia importante di 0,70 (per la prima volta in tre anni). Nel primo mese dell’anno, l’AUD è già salito del 5,7% contro il dollaro USA, diventando il re del G10.Dollaro australiano: il re più forte image 0


I tre motivi principali dietro la forza dell’AUD

1. Alta inflazione + bassa disoccupazione, la RBA potrebbe dover alzare i tassi

I dati sull’inflazione di dicembre 2025 in Australia pubblicati mercoledì hanno superato le aspettative di mercato.

  • CPI di dicembre m/m 1,0%, a/a 3,8% (previsto 3,6%, dato precedente 3,4%)

  • L’indicatore più osservato dalla RBA, trimmed-mean CPI m/m 0,2%, a/a 3,3% (previsto 3,3%, dato precedente 3,2%)

  • Nel quarto trimestre il trimmed-mean CPI m/m0,9%, a/a 3,4% (previsto 3,3%, dato precedente 3,0%)

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Anche il mercato del lavoro mostra segni di ripresa, a dicembre l’occupazione è aumentata da -28.700 a +65.200, superando le aspettative di 27.000; il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,3% al 4,1%, ben al di sotto del previsto 4,4%.

Anche gli indici PMI hanno mostrato ottimi risultati, a gennaio il PMI manifatturiero è salito da 51,6 a 52,4, il PMI dei servizi è balzato da 51,1 a 56,0, il PMI composito da 51,0 a 55,5.

Supportati da dati macro forti, il mercato dei futures sui tassi prezza ora una probabilità del 67% di un rialzo della RBA a febbraio, con aspettative di 2,3 rialzi nel 2026.

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2. Il rialzo dei metalli non ferrosi traina l'AUD

Ieri il prezzo del rame ha segnato un nuovo massimo storico con un rialzo del 7%, anche oro e argento hanno registrato forti aumenti. L’Australia è uno dei principali esportatori mondiali di materie prime, ricca di minerale di ferro, carbone, rame, oro, ecc.; l’aumento dei prezzi dei metalli incrementa direttamente l’export australiano, spingendo l’AUD al rialzo.

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3. Hedging delle esposizioni in dollari USA da parte degli istituti australiani

La seconda maggiore cassa pensione australiana, ART, ha dichiarato chiaramente la scorsa settimana di voler coprire le posizioni in azioni USA tramite hedging FX (ovvero acquistare AUD/USD), motivando la scelta con un possibile taglio dei tassi USA mentre Giappone e Australia potrebbero rialzarli, prevedendo un indebolimento del dollaro quest’anno e sottolineando che il governo USA desidera un dollaro più debole per aumentare la competitività.

Attualmente l’esposizione in dollari di ART ammonta a circa 53 miliardi di AUD (circa 35 miliardi di USD); una stima approssimativa: se il livello di copertura salisse dall’attuale 20% al 40%, ci sarebbe una vendita di dollari per circa 7 miliardi di USD.

In un contesto di calo dei rendimenti e del cambio del dollaro, queste mosse degli istituti internazionali di ridurre l’esposizione in USD e aumentare la copertura valutaria potrebbero portare a vendite continue di dollari. Ad esempio, ieri anche il maggiore fondo pensione canadese (IMCO) ha annunciato un aumento dell’hedging sulle attività in dollari.


Opinioni sull’andamento futuro dell’AUD

In sintesi, il trend rialzista dell’AUD è molto forte e si resta positivi sulla performance della valuta quest’anno.

Tuttavia, nel breve termine ci sono alcuni fattori di rischio da tenere d’occhio:

1) Dal punto di vista delle posizioni, all’inizio dell’anno il mercato era unanimamente rialzista sull’AUD e attualmente le posizioni long sono piuttosto piene. Inoltre, le aspettative di mercato su 2,3 rialzi della RBA nell’anno appaiono piuttosto aggressive.

2) Dal punto di vista delle materie prime, l’attuale euforia è già piuttosto estrema e i benefici delle politiche interne restano ancora a livello di aspettative di mercato. Se ci fosse una correzione delle materie prime, potrebbe portare a una correzione dell’AUD.

3) Dal punto di vista del sentiment, l’AUD resta una valuta di rischio: se gli Stati Uniti dovessero attaccare l’Iran a breve, il sentiment risk off penalizzerebbe l’AUD.

Nel complesso, l’approccio sulle operazioni AUDUSD e sulle cross AUD nel breve termine resta buy on dip, senza inseguire i rialzi.


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