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L’ex CTO di Ripple difende nuovamente il controllo di Ripple su XRP

L’ex CTO di Ripple difende nuovamente il controllo di Ripple su XRP

TimesTabloidTimesTabloid2026/02/25 12:12
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Per:TimesTabloid

La battaglia su cosa definisce la vera decentralizzazione è riesplosa, e questa volta, XRP è al centro dell’attenzione. Mentre le reti blockchain competono per la rilevanza istituzionale e la purezza ideologica, critici e sviluppatori continuano a scontrarsi sui modelli di governance.

L’ultimo scambio mette in luce quanto l’industria delle criptovalute sia ancora profondamente divisa sul significato di “permissionless”.

L’ex CTO di Ripple, David Schwartz, ha difeso pubblicamente l’XRP Ledger dopo che il commentatore crypto Justin Bons ha accusato diverse grandi reti di operare come sistemi centralizzati.

Bons ha sostenuto che Ripple, insieme a Canton, Stellar, Hedera e Algorand, si basi su strutture di validatori che minano la decentralizzazione. Schwartz ha contestato direttamente questa affermazione, respingendo l’idea che Ripple eserciti un controllo assoluto su XRP.

"…conferendo di fatto alla Ripple Foundation & all’azienda potere & controllo assoluti sulla chain…"

Questo è oggettivamente insensato quanto affermare che qualcuno con la maggioranza della potenza di mining possa creare un miliardo di bitcoin.

— David 'JoelKatz' Schwartz (@JoelKatz) 24 febbraio 2026

Il nucleo della critica

Bons ha concentrato la sua critica sulla Unique Node List di Ripple, comunemente nota come UNL. Ha affermato che, poiché molti partecipanti si affidano a una lista raccomandata di validatori, discostarsi da essa potrebbe causare un fork.

Ha sostenuto che questa struttura conferisce di fatto a Ripple una notevole influenza sul consenso della rete. Pur riconoscendo che la fornitura di XRP non può essere aumentata arbitrariamente e che i fondi non possono essere rubati, ha suggerito che un’influenza dominante dei validatori potrebbe teoricamente consentire il double-spending o la censura.

Bons ha paragonato questo scenario a un attacco di mining di maggioranza su Bitcoin, suggerendo che un controllo concentrato in qualsiasi sistema di consenso crei un rischio sistemico.

La replica tecnica di Schwartz

Schwartz ha respinto fermamente il paragone. Ha affermato che XRPL non funziona come le reti proof-of-work e non dipende dalla concentrazione della potenza di mining. Ha spiegato che ogni operatore di nodo seleziona in modo indipendente i validatori di fiducia. Un nodo conta gli accordi tra i validatori e non convaliderà un double-spend o un tentativo di censura a meno che il suo operatore non lo configuri deliberatamente in tal senso.

Schwartz ha sottolineato che nessuna entità singola può imporre unilateralmente cambiamenti di consenso su nodi configurati in modo indipendente. Ha descritto l’affermazione secondo cui Ripple detiene il “potere assoluto” come tecnicamente infondata e fondamentalmente incoerente con il funzionamento del consenso XRPL.

Come differisce il consenso XRPL

L’XRP Ledger utilizza un protocollo di consenso Byzantine Fault Tolerant. I validatori propongono set di transazioni, e la rete raggiunge un accordo quando si allinea una supermaggioranza. Ripple pubblica una UNL raccomandata, ma gli operatori dei nodi mantengono la piena discrezione di modificare le proprie liste. Questa flessibilità, sostiene Schwartz, preserva la decentralizzazione mantenendo al contempo l’efficienza.

A differenza dei sistemi proof-of-work, XRPL non premia il dominio del mining. Si basa invece sull’accordo distribuito tra i validatori, riducendo il rischio di controllo unilaterale.

Le implicazioni più ampie

Questo scambio riflette una più ampia divisione ideologica all’interno del mondo crypto. I puristi richiedono la massima permissionlessness, mentre le reti orientate alle imprese danno priorità alla scalabilità e a una governance prevedibile. Con la crescita dell’adozione e l’ingresso di attori istituzionali nello spazio, è probabile che questi dibattiti si intensifichino.

Per ora, Schwartz sostiene che l’XRP Ledger resiste al controllo centralizzato per sua concezione. Resta da vedere se i critici accetteranno questa difesa, parte della continua evoluzione delle criptovalute.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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