Dopo l'impennata, nessuno osa fiatare
Fonte: Cerchia di intelligence di Wall Street
Il mondo intero trattiene il respiro, in attesa del discorso di Trump. Non si tratta più di un semplice riassunto militare, ma di un minuzioso ‘discorso di salvataggio dei mercati globali’. Ma la questione è: dopo il discorso, quando la polvere si sarà posata, quelle petroliere che non osano attraversare lo stretto, riprenderanno davvero la navigazione solo grazie a qualche promessa?”
I mercati globali salgono per il secondo giorno consecutivo:
- Le borse americane e oro salgono insieme, il prezzo dell’oro recupera i 4700 dollari;
- Dollaro e petrolio invece scendono insieme, il petrolio americano scende sotto i 100 dollari, il Brent riesce appena a chiudere sopra i 100 dollari.
Il mercato si trova ora davanti a una scelta di direzione, senza osare respirare.
Guardando alle oscillazioni dei mercati (mercoledì chiaramente più debole rispetto a martedì), si tratta di una valutazione della “rimozione dello scenario peggiore” (ripresa dei prezzi). Le borse USA sono ancora correlate all’oro, il dollaro è ancora correlato al petrolio, si tratta ancora di una combinazione rischiosa — la fiducia nel rischio sistemico non è stata completamente recuperata.
Oggi l’attenzione del mercato è concentrata sul discorso di Trump, che probabilmente sarà un “discorso di salvataggio dei mercati”.
Un funzionario della Casa Bianca afferma che Trump si concentrerà sulle vittorie militari ottenute in Iran, sottolineando che l’azione militare potrebbe concludersi entro due o tre settimane. Il discorso posizionerà il successo degli USA come il raggiungimento o il superamento di tutti gli obiettivi militari, incluso distruggere missili balistici e impianti di produzione iraniani, annientare la marina, eliminare la capacità dei gruppi armati filo-iraniani di destabilizzare la regione e assicurare che l’Iran non possa mai possedere armi nucleari.
Se il discorso di Trump stasera sarà davvero come anticipato — “missione compiuta”, con una data di fine entro due o tre settimane — il mercato riceverà un’ulteriore ondata di ottimismo.
Ma dietro la festa ci sono alcune questioni su cui riflettere:
Primo, lo Stretto di Hormuz rimane praticamente chiuso o semichiuso. Finché le petroliere non osano attraversare, la “carenza” del mercato spot non sparirà.
Secondo, quello che vediamo ora è solo la versione americana, che annuncia unilateralmente la vittoria. L’atteggiamento iraniano non è ancora chiaramente cambiato; l’Iran afferma che la “richiesta di cessate il fuoco” è falsa. Il mercato sta attualmente negoziando sulle “aspettative di ritiro degli Stati Uniti”, non sulla “vera pace regionale”.
Terzo, se il discorso di Trump non conterrà “sostanza” oltre le aspettative (ad esempio accordi concreti e firmati), il rialzo attuale potrebbe essere un esempio di “comprare sulle aspettative, vendere sulla realtà”. Il mercato potrebbe registrare un forte calo dopo il discorso.
Quarto, attenzione alla linea rossa del 4,30% sui Treasury USA; ora è stabile, segno che i grandi investitori (i guru del mercato obbligazionario) non hanno ancora creduto al “discorso sulla pace” di Trump.
Dopo due giorni di rialzi, il mercato sta entrando in una “fase di fatica narrativa”, la resistenza alle “notizie di cessate il fuoco” sta aumentando. La prossima notizia capace di far salire fortemente i mercati deve essere un “passaggio delle petroliere riuscito attraverso lo stretto”, ovvero un fatto concreto, e non più un post di Trump sui social media.
Immaginate: se dopo il discorso di Trump, l’Iran non solo non si ritira, ma annuncia di voler “chiudere lo stretto a tempo indeterminato”, quanti riuscirebbero a salvarsi?
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