Osservazione del mercato di EUR
Con la situazione tra Stati Uniti e Iran in continua evoluzione, nella prima metà della scorsa settimana abbiamo assistito a un nuovo rimbalzo di EUR, che ha superato quota 1.16 durante la sessione, come se stesse puntando a raggiungere il livello di 1.18. In un contesto di notizie di mercato che si susseguono senza sosta, la ripresa dell’EUR potrà continuare? Vorrei analizzare la situazione dell’EUR dal punto di vista del mercato.
Dal punto di vista del mercato, personalmente ritengo che se dobbiamo definire una valutazione sintetica sul trading attuale dell’euro, a breve termine EUR/USD dovrebbe ancora essere visto principalmente come un rimbalzo da vendere, mentre sopra 1.16 non si tratta di un punto di rottura, ma di una zona di pressione in cui i ribassisti stanno ridisponendo le posizioni.
Questo giudizio si basa fondamentalmente su due indizi che si rafforzano a vicenda: Primo, dal punto di vista tecnico, l’area intorno a 1.16 è stata ripetutamente testata come livello di resistenza chiave; dopo più cadute a marzo, il recupero non è stato efficacemente mantenuto, il che dimostra che rimane pressione di vendita al di sopra. Secondo, il risk reversal delle opzioni (RR) indica che la preferenza per il dollaro è tornata a crescere; almeno nella parte breve della curva, i capitali non si sono ancora orientati verso una visione sistematicamente rialzista sull’euro.
1. Dal grafico, il trend rialzista dell’EUR che dura dall’anno scorso si sta indebolendo gradualmente, la pendenza della linea di tendenza si sta appiattendo e da marzo, dopo la rottura della trendline, il livello di resistenza intorno a 1.16 è diventato un ostacolo. Abbiamo visto che nei vari rimbalzi dovuti all’emotività del mercato scatenata dall’inizio del conflitto, EUR non è mai riuscito a consolidare sopra quota 1.16. Dopo il rimbalzo del 1° aprile fino a 1.1605, il prezzo è tornato vicino alla resistenza, ma il predominio ribassista non è stato effettivamente superato. Se la resistenza di 1.16 sarà efficace, è probabile che EUR/USD torni a testare il supporto a 1.1530, con la possibilità di romperlo al ribasso.
È da notare che l’RSI è già salito a 66.0, segno che il rimbalzo a breve termine è consistente, ma questo non significa automaticamente che il trend sia rialzista. Infatti, in una struttura debole, l’aumento dell’RSI spesso indica che “il rimbalzo entra in una zona affollata”, e non che il trend si sia già invertito. Il mercato tende a mostrare un andamento “impulso seguito da resistenza – nuovo calo”. In altre parole, questa è un’area in cui vale la pena attendere un rimbalzo per poi vendere.

2. Dal punto di vista del sentiment dei risk reversal delle opzioni, attualmente il mercato mantiene un atteggiamento prudente verso l’EUR. Dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, la curva EURUSD RR è scesa rapidamente in zona negativa, con la parte breve in forte calo; il 1m 25d EURUSD RR è sceso di 2.0 e si mantiene quasi sempre sotto il livello -1.0, a dimostrazione che non prevale un sentiment rialzista sull’euro. Guardando alla storia, nel marzo 2022 il RR ha registrato un calo simile, e lo spot è sceso di 200-300 punti. Inoltre, secondo la statistica di BOA, generalmente il sentiment rialzista sul USD (skew) riflesso nel prezzo delle opzioni RR a breve termine è inferiore a quello a lungo termine; casi in cui il skew USD a breve termine supera quello a lungo termine sono rari. Se appare una simile inversione, nel breve termine il mercato si dirige spesso verso un rafforzamento del dollaro.


In sintesi, a prescindere dalle recenti influenze macroeconomiche, guardando alla situazione del mercato dell’euro, nel breve termine non si vedono segnali chiari di inversione. Personalmente sono più propenso a cercare un’occasione per vendere sopra 1.16, monitorando il supporto a 1.1530; se viene rotto al ribasso, si può guardare al livello di 1.14.
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