Il mercato esclude completamente un taglio dei tassi da parte della Fed! L’oro sotto pressione perde il livello di 4550, la situazione attuale è più favorevole ai ribassisti?
Martedì (19 maggio) il prezzo internazionale dell'oro è sceso, oscillando vicino al minimo di un mese e mezzo toccato nella seduta precedente, principalmente a causa delle preoccupazioni legate all’inflazione e alle aspettative di un aumento dei tassi d’interesse negli Stati Uniti. Inoltre, le crescenti aspettative che la Federal Reserve adotti una posizione più aggressiva hanno aiutato il dollaro a recuperare slancio, esercitando ulteriore pressione sull’oro, che non genera rendimento.
Al momento della scrittura, l’oro spot era in calo dello 0,5% a 4.542,07 dollari. Lunedì, il prezzo dell'oro era sceso fino a 4.479,54 dollari, il livello più basso dal 30 marzo.
Il rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni di riferimento è rimasto stabile vicino ai massimi di oltre un anno. La guerra in Medio Oriente ha fatto salire i prezzi dell’energia, alimentando le preoccupazioni per l’inflazione e rafforzando le scommesse su ulteriori aumenti dei tassi. Tassi di rendimento più elevati sui titoli di Stato statunitensi aumentano il costo opportunità di detenere asset come l’oro che non producono reddito.
Dal punto di vista geopolitico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di rinviare l’attacco pianificato contro l’Iran per guadagnare più tempo per le trattative, notizia che ha dato un certo sostegno ai prezzi dell’oro. Tuttavia, dall'inizio della guerra, il prezzo dell'oro è calato di oltre il 13%.
Lunedì Trump ha dichiarato di aver sospeso un attacco pianificato contro l’Iran dopo che Teheran ha presentato a Washington una proposta di pace. Trump ha inoltre affermato che è “molto probabile” raggiungere un accordo per limitare il programma nucleare iraniano.
Tuttavia, finora la reazione dei mercati è stata limitata, poiché i segnali rimangono contrastanti. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, rispondendo all’avvertimento di Trump “il tempo sta finendo”, ha dichiarato che l’Iran non si sottometterà a nessuna forza, sottolineando che Teheran partecipa al dialogo sulla base della dignità, dell’autorità e della tutela dei diritti nazionali.
D’altra parte, Trump ha affermato di aver ordinato all’esercito americano di mantenere la prontezza operativa e di attaccare l’Iran in modo massiccio nel caso non si raggiunga un accordo. Questo mantiene alto il rischio geopolitico e sostiene il ruolo del dollaro come valuta di riserva.
Gli analisti della banca Saxo hanno dichiarato: “I trader rimangono concentrati sulla crisi in Medio Oriente e sull’impatto inflazionistico dell’elevato prezzo dell’energia. Un’escalation delle tensioni potrebbe comprimere ulteriormente l’oro facendo salire i rendimenti e rafforzando il dollaro; al contrario, una distensione credibile o un percorso verso la pace potrebbero infine sostenere i prezzi dell’oro.”
Il prezzo del petrolio Brent è sceso martedì, ma si è mantenuto sopra i 110 dollari al barile, poiché il conflitto ha di fatto portato alla chiusura dello strategico Stretto di Hormuz.
Ricardo Evangelista, analista di ActivTrades, ha commentato: “Il perdurare delle tensioni nel Golfo Persico alimenta le preoccupazioni sull’inflazione e favorisce aspettative più aggressive sulla Federal Reserve, realtà che pesa sui metalli preziosi.”
Ha aggiunto inoltre: “Gli investitori continueranno a monitorare attentamente gli sviluppi nello scontro tra Stati Uniti e Iran. Qualsiasi nuovo evento potrebbe influenzare le aspettative sul percorso di politica monetaria della Fed, incidendo così anche sul prezzo dell’oro.”
Il mercato ha di fatto escluso la possibilità di tagli dei tassi della Federal Reserve per il resto del 2026. Al contrario, sullo sfondo del rincaro energetico e delle crescenti preoccupazioni per l’inflazione dei consumatori, attualmente scommette almeno su un rialzo dei tassi prima della fine dell’anno. Secondo lo strumento FedWatch del CME, la probabilità che la Fed alzi i tassi di 25 punti base durante la riunione di dicembre è vicina al 40%.
Nonostante l’oro sia tradizionalmente visto come uno strumento di copertura dall’inflazione, tassi elevati tendono a deprimere la performance di questo asset privo di rendimento.
Gli investitori attendono anche i verbali più recenti della riunione di politica monetaria della Federal Reserve, previsti per mercoledì. Prima di prendere una posizione direzionale sull’oro, il mercato aspetterà di trarre spunti più chiari sull’orientamento della Fed dai suddetti verbali.
Nel frattempo, l’attenzione rimarrà puntata sui futuri sviluppi della crisi in Medio Oriente. Tali evoluzioni potrebbero innescare volatilità nei mercati finanziari globali e dare indicazioni sulla direzione dei metalli preziosi. Tuttavia, il quadro di fondo continua a favorire gli orsi e suggerisce che il percorso di minore resistenza del prezzo dell’oro potrebbe restare al ribasso.
Analisi tecnica dell’oro
Dal punto di vista tecnico, l’oro continua a muoversi al di sotto della media mobile a 100 ore. Sebbene il prezzo abbia recentemente effettuato un rimbalzo dai minimi, la tendenza di breve periodo rimane ancora ribassista. Inoltre, il MACD resta in area positiva, ma con un valore attuale di 3,32, a indicare che la spinta rialzista si sta indebolendo. Allo stesso tempo, l’indice di forza relativa (RSI) si trova intorno a 51,7, segnalando una pressione rialzista solo moderata, senza una tendenza al rialzo definitiva.

(Fonte: FXStreet)
Pertanto, finché il prezzo dell’oro non scenderà con decisione sotto la soglia psicologica dei 4.500 dollari e il minimo raggiunto circa a 4.480 dollari nella notte, gli investitori dovrebbero attendere ulteriori segnali di conferma prima di scommettere su ribassi più marcati.
Al rialzo, la prima resistenza è posta sulla media mobile a 100 ore, ovvero nei pressi di 4.625,58 dollari. Il prezzo dell’oro dovrebbe superare con decisione questa resistenza per attenuare la tendenza al ribasso e aprire uno spazio per un rimbalzo più costruttivo.
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