Gli indicatori anticipatori puntano a dati non agricoli superiori alle aspettative, il dollaro USA a bassa volatilità è a rischio di inversione di tendenza
Fai Informa, 5 giugno—— Il cambiamento delle aspettative di mercato deriva principalmente da tre pressioni: i prezzi elevati dell'energia, la resilienza del mercato del lavoro e la frenesia degli investimenti in AI che, nel breve termine, alimenta ulteriormente la domanda. Per Walsh, questa è una situazione spinosa e difficile: se mantiene una posizione invariata basandosi sulla logica deflazionistica dell’AI, rischia di perdere il controllo sull’inflazione; se invece si adegua ai dati assumendo una posizione più aggressiva, rischia di contrariarare la volontà di Trump di vedere un taglio dei tassi. Il primo meeting di politica monetaria il 17 giugno sarà il momento chiave in cui il mercato potrà testare la vera posizione di Walsh.
Venerdì (5 giugno) durante la sessione asiatica, l’indice del dollaro ha oscillato in un range ristretto, segnando un lieve calo e scambiandosi intorno a 99,42.
Sulla base dell’indice ISM sull’occupazione manifatturiera in ripresa, dei 122.000 nuovi occupati ADP e di una media mobile di quattro settimane delle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione solo lievemente aumentata, il rapporto sull’occupazione di questo mese potrebbe superare le aspettative, con nuovi posti di lavoro tra 120.000 e 160.000. Nonostante le frequenti notizie di licenziamenti legati all’AI, i dati macroeconomici non mostrano ancora ampi segni di rallentamento. È probabile che la recente bassa volatilità dell'indice del dollaro non continui a lungo.
Previsioni sul rapporto Non-Farm
Il rapporto Non-Farm di maggio sarà pubblicato venerdì alle 20:30 (UTC+8).
Trader ed economisti stimano 85.000 nuovi posti di lavoro a maggio, una crescita media oraria dello 0,3% mese su mese (3,4% anno su anno) e un tasso di disoccupazione stabile al 4,3%.
Goldman Sachs prevede solo 60.000 nuovi posti di lavoro e il team di analisti sottolinea che il proprio “Big Data Employment Growth Indicator” ha evidenziato un rallentamento a maggio.
Bank of America è relativamente ottimista, prevede 95.000 nuovi posti nel Non-Farm di maggio, sostenuta dal livello ancora basso delle richieste iniziali di disoccupazione, dalla robustezza dell’occupazione ADP e dall’assunzione anticipata nel settore alberghiero e ristorazione in vista dei Mondiali 2026 che offre ulteriore slancio.
Matt Simpson, Senior Market Analyst di StoneX, osserva che il rapporto Non-Farm “nelle ultime due uscite ha sorpreso al rialzo”; unito al miglioramento dell’ISM services PMI, la crescita dell’occupazione potrebbe continuare a sostenere la narrativa “higher for longer” della Fed, potenzialmente riaccendendo un dibattito sui rialzi dei tassi.
È arrivata l’”apocalisse lavorativa” dell’AI?
L'”apocalisse lavorativa” causata dall’AI è già alle porte? Anche se c’è, i segnali sono ancora molto deboli. Recentemente, il licenziamento di 8.000 persone da Meta, 4.000 da Cisco e 7.800 da IBM sono stati tutti attribuiti all’incremento di efficienza legato all’AI.
Il rapporto Challenger mostra che negli ultimi tre mesi l’AI è stata la principale causa di licenziamenti: ad aprile i licenziamenti correlati all’AI sono stati 21.500, mentre l’ultimo rapporto rileva che sono saliti a 38.000, rappresentando il 40% del totale.
Nonostante ciò, i dati macroeconomici non mostrano ancora un rallentamento diffuso. Negli ultimi due mesi, i rapporti Non-Farm hanno superato le aspettative e il mercato del lavoro statunitense si è mantenuto relativamente resiliente, con una media di circa 80.000 nuovi posti di lavoro al mese dall’inizio dell’anno, sufficiente a mantenere il tasso di disoccupazione ai minimi storici del 4,3%. Il mercato si aspetta che il rapporto di maggio confermi l’andamento degli ultimi dodici mesi, caratterizzato da “basse assunzioni e pochi licenziamenti”: una crescita moderata dell’occupazione, un tasso di disoccupazione stabile e salari in costante aumento.
Inflazione e aspettative sui tassi di interesse
Con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso, i prezzi del petrolio restano elevati, portando i costi energetici statunitensi verso l’alto e contribuendo all’inflazione—l’indice CPI di aprile è già salito al 3,8% anno su anno, ben al di sopra dell’obiettivo Fed del 2%. Nonostante il nuovo presidente Walsh avesse precedentemente previsto un potenziale deflazionistico dovuto all’AI e fosse considerato più accomodante dai mercati, i dati attuali stanno mettendo in discussione questo ottimismo. I trader hanno iniziato a prezzare la possibilità di almeno un rialzo dei tassi quest’anno: il CME FedWatch Tool indica una probabilità di circa il 50% di almeno un rialzo entro dicembre, in forte aumento rispetto a un mese fa.
Il cambiamento delle aspettative di mercato è guidato principalmente da tre fattori: prezzi dell’energia elevati, resilienza del mercato del lavoro e la domanda gonfiata nel breve dall’ondata di investimenti in AI. Per Walsh si tratta di una difficile scelta: mantenere una posizione invariata basata sulla deflazione dell’AI rischia di far perdere il controllo sull’inflazione; allinearsi ai dati in senso più aggressivo potrebbe deludere Trump, che auspica un taglio dei tassi. Il primo incontro di politica monetaria del 17 giugno sarà un momento cruciale per testare le reali intenzioni di Walsh.
Previsioni Non-Farm: quattro indicatori principali
Guardando a quattro indicatori storicamente affidabili, il rapporto Non-Farm di maggio ha margini di sorpresa al rialzo. L’indice ISM sull’occupazione manifatturiera è passato da 46,4 a 48,6, quello sui servizi è essenzialmente stabile a 47,9; l’ADP ha segnalato 122.000 nuovi occupati, in crescita rispetto ai 109.000 del mese precedente; la media mobile a quattro settimane delle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione è passata da 203.000 a 215.000.
Sommando questi dati, i nuovi posti Non-Farm di questo mese potrebbero essere tra 120.000 e 160.000, oltre la stima di consenso di 85.000. Tuttavia, a causa di fattori come il tasso di risposta alle indagini, l’incertezza resta elevata. Si sottolinea che la volatilità mensile del rapporto Non-Farm è molto difficile da prevedere e qualsiasi previsione non andrebbe presa come oro colato.
Analisi tecnica dell’indice del dollaro
L’indice del dollaro si muove attualmente intorno a 99,40, al di sopra della media mobile a 20 giorni, risalendo recentemente dal minimo di 97,62 fino a testare il massimo temporaneo di 99,55; le medie mobili di breve, medio e lungo periodo sono ordinatamente rialziste, confermando una tendenza al rialzo di medio termine con diversi supporti tecnici sottostanti.
Il MACD mantiene le barre rosse sopra la linea dello zero, con DIFF e DEA in ascesa regolare e momentum toro sostenuto; la resistenza a breve si trova nell’area di 99,55, il superamento di questo livello aprirebbe ulteriore spazio al rialzo, con eventuali storni che troverebbero supporto sulle medie mobili: il tono a breve rimane quindi moderatamente rialzista.
(Grafico giornaliero dell’indice del dollaro, fonte: yihuichong)
Alle 12:25 del 5 giugno (UTC+8), l’indice del dollaro era quotato a 99,41.
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