Il trading azionario aumenta del 70% e le commissioni delle banche d'investimento crescono del 50%: i ricavi del secondo trimestre di Bank of America superano le aspettative, ma le sfide dei costi sono appena iniziate
Bank of America ha presentato un bilancio del secondo trimestre trainato da due motori: il trading e l’investment banking, superando largamente le aspettative del mercato.
L’utile netto di 9,1 miliardi di dollari e i ricavi totali di 31,6 miliardi di dollari hanno entrambi superato di gran lunga le previsioni degli analisti. Tuttavia, dietro questi numeri straordinari, le spese non legate agli interessi sono cresciute dell’8% su base annua fino a 18,6 miliardi di dollari. Nello stesso giorno J.P. Morgan ha aumentato le previsioni dei costi annui a circa 107,5 miliardi di dollari: il “libro dei costi” delle grandi banche di Wall Street sta diventando il secondo tema irrinunciabile in questa festa degli utili.
I ricavi totali della divisione vendite e trading sono balzati del 34% su base annua nel trimestre, raggiungendo i 7,1 miliardi di dollari, segnando un record storico e superando di gran lunga la stima di crescita del 15% ipotizzata in precedenza dal CEO Brian Moynihan.
In particolare, i ricavi dal trading azionario sono cresciuti del 70% su base annua fino a 3,6 miliardi di dollari, il miglior risultato trimestrale nella storia di Bank of America; le entrate dal trading di reddito fisso, valute e materie prime (FICC) sono aumentate di quasi il 9% fino a 3,5 miliardi di dollari, anche in questo caso ben oltre le attese degli analisti. Nel primo semestre del 2026, la divisione vendite e trading della banca ha registrato livelli di ricavi record.
Anche la divisione dell’investment banking ha vissuto una forte ripresa. I ricavi dalle commissioni sono aumentati del 50% su base annua fino a 2,1 miliardi di dollari, le commissioni per consulenza in fusioni e acquisizioni sono balzate del 68% fino a 558 milioni di dollari, i ricavi dai mercati azionari sono stati pari a 535 milioni di dollari e quelli dalle emissioni di debito sono saliti a 1,1 miliardi di dollari, superando ampiamente le aspettative degli analisti.
Guidata dal super ciclo degli investimenti in capitale alimentato dall’intelligenza artificiale, nel primo semestre del 2026 il numero di megadeal di M&A a livello globale superiori ai dieci miliardi di dollari è salito a livelli record.
Bank of America ha partecipato attivamente ad alcune di queste operazioni simbolo, servendo come joint bookrunner per l’IPO record da 2.000 miliardi di dollari di SpaceX e come consulente finanziario nell’acquisizione di Dominion Energy da parte di NextEra Energy per 66,8 miliardi di dollari.
Dopo la pubblicazione della trimestrale, Bank of America è salita del 2% durante la seduta di martedì. Da inizio anno il titolo ha registrato un incremento di circa il 9%, sovraperformando J.P. Morgan e Wells Fargo; negli ultimi 12 mesi il rialzo è stato del 28%, ben oltre il +7,4% dello S&P 500 Financials Index nello stesso periodo.

I “dividendi della volatilità” nel trading: un'accelerazione dal Q1 al Q2
L’exploit dell’attività di trading di Bank of America non è un caso isolato, ma parte di una tendenza rafforzata dallo scoppio delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Nel primo trimestre i ricavi dal trading azionario erano già aumentati del 30% fino a 2,8 miliardi di dollari, segnando un record temporaneo; la crescita del 70% nel secondo trimestre dimostra che il desk trading non solo ha mantenuto la posizione, ma ha addirittura aumentato la redditività in un contesto di elevata volatilità persistente.
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno scatenato timori per le forniture di petrolio, facendo salire i prezzi e accrescendo l’incertezza su tassi e inflazione, spingendo gli investitori a riposizionare frequentemente i loro portafogli.
Questo clima ad alta volatilità si traduce direttamente in una crescita delle entrate per i desk trading delle banche di grandi dimensioni. La trimestrale pubblicata lo stesso giorno da J.P. Morgan ha mostrato un balzo dell’86% nei ricavi dal trading azionario, arrivati a 6 miliardi di dollari, e per Wells Fargo le commissioni di investment banking sono in crescita del 35%. In questo trimestre, l’intero fronte trading e investment banking di Wall Street ha consegnato i migliori risultati degli ultimi anni.
Super ciclo degli investimenti nell’AI: la pipeline dell’investment banking continua ad ampliarsi
Secondo Stephen Biggar, direttore della ricerca sui servizi finanziari di Argus Research, il super ciclo degli investimenti di capitale trainato dall’intelligenza artificiale sta portando benefici diffusi alle emissioni azionarie, alle operazioni di M&A e al finanziamento del debito.
Nei primi sei mesi dell’anno, il valore globale delle operazioni di M&A annunciate ha raggiunto i 2.500 miliardi di dollari; man mano che queste operazioni saranno completate nei prossimi 6-9 mesi, le banche riscuoteranno gradualmente le commissioni.
Il CEO Brian Moynihan ha dichiarato nella nota sui risultati che in un contesto economico favorevole, consumatori e imprese resilienti si stanno affidando a Bank of America per consumare, prendere in prestito e investire; nel breve termine la pipeline delle attività rimane solida, con il credito commerciale che ha già mostrato segni di ripresa.
Il CFO Alastair Borthwick ha sottolineato nella call con i media: "La nostra strategia sta funzionando. Stiamo investendo in modo disciplinato, ottenendo crescita organica, ampliando la quota di mercato e puntando a livelli ancora più alti di crescita e redditività."
Aumento dei costi: la sfida collettiva di Wall Street
Nonostante i ricavi abbiano battuto tutte le previsioni, la pressione dal lato dei costi sta diventando il comune denominatore di questa stagione delle trimestrali. Nel secondo trimestre, le spese non legate agli interessi di Bank of America sono salite dell’8% su base annua fino a 18,6 miliardi di dollari, leggermente superiori ai 18,35 miliardi previsti dagli analisti.
Nello stesso giorno, J.P. Morgan ha ulteriormente rivisto al rialzo le stime dei costi annui portandole a circa 107,5 miliardi di dollari, superando quanto precedentemente anticipato dal CEO Jamie Dimon.
Sul fronte dei ricavi da interessi, nel secondo trimestre Bank of America ha registrato una crescita del 9% su base annua fino a quasi 16 miliardi di dollari, oltre l’incremento dell’8,5% atteso dal mercato. La media dei prestiti e dei leasing è aumentata dell’1% rispetto all’anno scorso fino a 321 miliardi di dollari, mentre la tenuta della spesa dei consumatori ha fornito un sostegno stabile agli introiti da interessi.
Per gli investitori, la domanda chiave che si pone per i trimestri a venire è la seguente: con i dividendi della volatilità che potrebbero affievolirsi e la base di costi ormai alzata, i tassi di crescita record nel trading e nell’investment banking riusciranno a mantenersi anche nella seconda metà dell’anno?
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