L'euro si consolida al di sotto del livello più alto dal 17 giugno mentre le tensioni in Medio Oriente sostengono il USD
La coppia EUR/USD inizia la nuova settimana con tono cauto e scambia poco sopra 1,1550 durante la sessione asiatica, rimanendo vicina a un nuovo massimo dal 17 giugno, raggiunto in reazione ai deludenti dati sul mercato del lavoro USA di venerdì.
I tanto attesi Nonfarm Payrolls (NFP) degli Stati Uniti hanno mostrato che l'economia ha perso 23 mila posti di lavoro a luglio, mancando di gran lunga le stime di consenso di 80 mila. Inoltre, la lettura del mese precedente è stata rivista al ribasso, mostrando un aumento di 20 mila posti di lavoro rispetto ai 57 mila inizialmente riportati. Ulteriori dettagli hanno rivelato che l'inflazione salariale annuale, misurata dalla variazione delle Retribuzioni Orarie Medie, è scesa al 3,2% dal 3,4%. Questo compensa una diminuzione del Tasso di Disoccupazione al 4,1%, dal 4,2% di giugno, e riduce le probabilità che la Federal Reserve (Fed) degli Stati Uniti aumenti i tassi di interesse.
Tuttavia, la reazione immediata del mercato si rivela di breve durata, poiché le persistenti incertezze sugli sforzi per riaprire lo strategico Stretto di Hormuz offrono un certo supporto al Dollaro USA (USD) rifugio. Il USD Index (DXY), che traccia il Greenback contro un paniere di valute, punta ora a consolidare il rimbalzo di venerdì sera dai minimi dal 17 giugno e risulta essere un elemento chiave che agisce da ostacolo per la coppia EUR/USD. Tuttavia, i trader sembrano restii a prendere posizioni direzionali e preferiscono attendere ulteriori sviluppi riguardo alla crisi in Medio Oriente.
Nel fine settimana, l'Iran ha dichiarato che i colloqui con l'Oman per stabilire una rotta marittima sicura attraverso lo strategico stretto sono vicini a un accordo. Teheran ha tuttavia avvertito che qualsiasi accordo non porterà a una riapertura immediata. Inoltre, i militanti Houthi sostenuti dall'Iran in Yemen hanno rivendicato un recente attacco alla raffineria di Jazan in Arabia Saudita, mentre una petroliera operata da Abu Dhabi National Oil Co. è stata attaccata nello stretto. Questo mantiene il premio di rischio geopolitico attivo e sostiene i prezzi del petrolio, alimentando i timori di inflazione e le scommesse per almeno un rialzo dei tassi da parte della Fed nel 2026.
Il contesto fondamentale misto, a sua volta, suggerisce cautela prima di posizionarsi per un'estensione del recente forte movimento al rialzo della coppia EUR/USD dalla zona intorno a metà 1,1300, toccata il 28 luglio. Ora l'attenzione del mercato si sposta sui dati più recenti dell'inflazione al consumo statunitense, in uscita mercoledì, che saranno osservati per ulteriori indicazioni sul percorso della politica della Fed. Oltre a questo, i prossimi titoli geopolitici giocheranno un ruolo chiave nell'influenzare l'andamento del prezzo del USD e nel generare opportunità di trading a breve termine intorno alla coppia EUR/USD.
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