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Franco svizzero in calo mentre la domanda di beni rifugio sostiene il dollaro USA

Franco svizzero in calo mentre la domanda di beni rifugio sostiene il dollaro USA

FXStreetFXStreet2026/08/10 04:35
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USD/CHF sale leggermente dopo aver registrato perdite superiori allo 0,5% nella precedente giornata di contrattazioni, attestandosi intorno a 0,8090 durante le ore asiatiche di lunedì. La coppia si apprezza mentre il Dollaro Statunitense (USD) guadagna grazie all’aumento della domanda di asset rifugio, con le tensioni geopolitiche che restano elevate mentre il conflitto in corso tra Stati Uniti (US) e Iran entra in una fase diplomatica cruciale, con intensi scontri militari e pressioni strategiche attorno allo Stretto di Hormuz che alimentano la cautela sui mercati.

L’Iran ha dichiarato che i colloqui con l’Oman per istituire una rotta sicura per il trasporto marittimo attraverso lo stretto strategico sono prossimi a un accordo, sebbene Teheran abbia avvertito che qualsiasi intesa non comporterà una riapertura immediata.

Nel frattempo, i militanti Houthi sostenuti dall’Iran nello Yemen hanno rivendicato un recente attacco alla raffineria saudita di Jazan, e una petroliera gestita dalla Abu Dhabi National Oil Co. è stata attaccata nello Stretto. Teheran, per il momento, ha respinto i negoziati diretti con gli Stati Uniti (US), citando presunte violazioni dell’accordo di pace provvisorio raggiunto a giugno. Nonostante le crescenti pressioni sull’amministrazione statunitense per risolvere con Teheran, il presidente Donald Trump ha segnalato pazienza riguardo ai negoziati.

I Nonfarm Payrolls (NFP) hanno segnato a sorpresa un calo di 23.000 unità a luglio, mentre pesanti revisioni al ribasso a 20.000 unità da 57.000 precedenti in giugno hanno evidenziato un indebolimento delle condizioni del mercato del lavoro. Il CME FedWatch Tool suggerisce che ora i mercati vedono circa il 46% di probabilità di un rialzo dei tassi di 25 punti base a settembre, in calo dal 67% di una settimana fa. Gli investitori sono ora concentrati sui prossimi rapporti sull’inflazione per ulteriori indizi sulla politica monetaria.

L’inflazione svizzera è rallentata al minimo da quattro mesi, attestandosi allo 0,4% su base annua (YoY) a luglio, in calo dallo 0,5% precedente, mostrando un impatto minimo degli shock dei prezzi energetici geopolitici. Il calo ha contraddetto le previsioni della Swiss National Bank (SNB) che auspicava una lieve ripresa dell’inflazione in seguito alla decisione di mantenere i tassi di riferimento allo 0%. Guardando avanti, si prevede che la SNB manterrà i tassi invariati fino a fine anno, considerando ulteriori tagli come piano di riserva piuttosto che come scenario di base, supportata da un settore bancario resiliente.

Il franco rimane sotto pressione mentre la SNB tollera una valuta più debole

Gli analisti di OCBC sottolineano che il Franco Svizzero “rimane sotto pressione poiché la domanda di finanziamento carry trade cresce e la SNB sembra a suo agio con una valuta più debole.” Notano che, con “un’inflazione contenuta e i tassi probabilmente ancorati allo zero,” il contesto favorisce una continua debolezza della valuta e che “la debolezza del CHF potrebbe persistere fino a fine anno.”

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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