Il gigante bancario britannico Standard Chartered ha aggiunto agli asset sotto osservazione alcune altcoin con potenziale di crescita, oltre a Bitcoin ed Ethereum.
Tra queste c’è Chainlink, per cui la banca ha fissato un target di prezzo di 200 dollari per LINK entro la fine del 2030.
Questa stima si traduce in un profitto di circa 25 volte rispetto al prezzo attuale di LINK, pari a circa 8 dollari.
La banca sostiene che il boom della tokenizzazione richiederà dati affidabili on-chain, posizionando Chainlink come infrastruttura critica sia per la finanza tradizionale (TradFi) sia per la finanza decentralizzata (DeFi).
A questo proposito, Standard Chartered sottolinea che la crescita del mercato della tokenizzazione degli asset potrebbe rappresentare un importante catalizzatore per Chainlink.
Obiettivo di 200$ per Chainlink entro il 2030!
In un nuovo report di ricerca intitolato “Chainlink – Getting on the Rails”, Standard Chartered prevede che il mercato della tokenizzazione degli asset possa raggiungere una dimensione di circa 4 mila miliardi di dollari entro il 2030.
La banca afferma che Chainlink fornisce un’infrastruttura che collega diverse blockchain con dati esterni e sistemi finanziari e che la domanda per l’infrastruttura di Chainlink aumenterà mano a mano che la tokenizzazione si diffonderà su asset finanziari tradizionali come azioni e obbligazioni.
In questo contesto, Standard Chartered osserva che Chainlink si è espansa oltre gli oracle, includendo interoperabilità, conformità e privacy, diventando così l’unica piattaforma end-to-end in grado di supportare asset tokenizzati sia in DeFi che in TradFi.
Tutti questi vantaggi potrebbero spingere il prezzo di LINK a 200 dollari entro la fine del 2030.
Infine, la banca ha dichiarato che l’utilizzo dei servizi Chainlink è in crescita ogni giorno, aggiungendo che tra le aziende e istituzioni che già li utilizzano figurano Swift, DTCC, Euroclear, JPMorgan, Mastercard, UBS, Fidelity e WisdomTree.



