Dal lusso ai simboli a basso costo, il mercato dei diamanti sta crollando rapidamente
L'indice Bloomberg Diamond Standard è sceso ai minimi storici, con i prezzi dei diamanti naturali che sono diminuiti di circa il 50% negli ultimi quattro anni. Nonostante un taglio della produzione del 20%, la tendenza negativa è difficile da arrestare. Con l'afflusso dell'eredità della generazione dei baby boomer nel mercato dell'usato, la pressione sull'offerta continuerà ad aumentare. Gli analisti avvertono che i diamanti potrebbero seguire lo stesso destino delle perle naturali di un secolo fa, passando da simbolo di ricchezza a segno di "volgarità". Per l'intera filiera, questo shock potrebbe innescare un crollo sistemico.
Il mito della valorizzazione dei diamanti naturali si sta sgretolando. Le svolte tecnologiche nella produzione di diamanti coltivati in laboratorio hanno distrutto il premio di scarsità che sosteneva i prezzi elevati dei diamanti naturali, accelerando il collasso strutturale del settore.
Nella prima metà di agosto, l’indice di riferimento dei diamanti monitorato da Bloomberg Terminal è sceso ai minimi storici. Attualmente, le gemme sintetiche di qualità paragonabile e a prezzi molto più bassi stanno erodendo il mercato dei diamanti naturali a una velocità senza precedenti.
Gli osservatori di mercato ritengono che il punto di svolta verso la flessione dei prezzi sia ormai raggiunto. Il commentatore Saul Sadka su X afferma senza mezzi termini che nei prossimi anni il crollo dei prezzi dei diamanti naturali "accelererà drasticamente"; il mercato sta diminuendo sia in termini di volume che di valore, "trascinato nell'abisso dalla moderna tecnologia che ha trasformato il loro prodotto in una commodity".
L’impatto di questa rivoluzione va ben oltre il solo settore della gioielleria. Per i consumatori che vedevano negli anelli nuziali uno strumento di conservazione del valore, la base di questa convinzione è già stata minata.
E per l’intera filiera del diamante naturale, dalle miniere ai tagliatori, il risultato finale potrebbe essere un collasso sistemico del settore.
Ascesa dei diamanti da laboratorio, il premio di scarsità scompare del tutto
La logica alla base del crollo del prezzo dei diamanti naturali risiede nell’enorme progresso tecnologico dei diamanti coltivati in laboratorio.
L’utente X Crémieux osserva:
I progressi tecnologici nei diamanti da laboratorio sono sorprendenti, e oggi la maggior parte degli anelli di fidanzamento utilizza già diamanti coltivati; questo non dovrebbe sorprendere nessuno.
I diamanti coltivati in laboratorio sono identici ai diamanti naturali sia per proprietà fisiche che chimiche, tanto che nella pratica né i consumatori comuni né i dispositivi professionali di analisi riescono quasi a distinguerli.
Sadka osserva che, anche tentando di differenziarli usando apparecchiature professionali da ventimila dollari, nell’uso reale questo risulta privo di significato.
Ancora più importante, i motivi per cui i consumatori scelgono attivamente i diamanti da laboratorio stanno aumentando. Sadka ritiene che la maggior parte degli acquirenti non è interessata alla provenienza del prodotto, e questo rappresenta la fine dell’ultima barriera protettiva dei diamanti naturali.
Sadka analizza ulteriormente la perdita di validità della logica del prezzo: non importa quante volte il consumatore sia disposto a pagare un premio per il “naturale”, una volta che il costo di produzione dei diamanti da laboratorio si avvicina a zero, il valore assoluto del “premio naturale” diventa trascurabile. Sadka sottolinea:
Le persone sono disposte a pagare qualcosa in più per avere una storia interessante dietro il prodotto, ma non pagheranno una cifra illimitata.
La compressione dell’offerta non basta, il prezzo è già sceso del 50%
Per resistere all’impatto dei diamanti da laboratorio, i produttori di diamanti naturali hanno già ridotto drasticamente la produzione per sostenere i prezzi.
Secondo i dati citati da Sadka, negli ultimi quattro anni la produzione di diamanti naturali si è ridotta di circa il 20%, passando da 120 milioni di carati annui a 98 milioni.
Ciononostante, il prezzo dei diamanti naturali negli ultimi quattro anni è in realtà sceso complessivamente di circa il 50%. Sadka sottolinea che la compressione dell’offerta ha solo ritardato il crollo; una volta che la produzione tornerà ai livelli precedenti, il prezzo scenderà ancora più rapidamente.
Nel frattempo, l’attributo di “eternità” dei diamanti naturali si sta rivelando una fonte di pressione aggiuntiva per il settore.
Sadka evidenzia che, con il progressivo decesso della generazione del baby boom, un’enorme quantità di diamanti naturali entrerà nel mercato dell’usato, generando un nuovo flusso di offerta; a quel punto, persino la domanda residua del segmento di fascia alta potrebbe essere soddisfatta senza dover ricorrere a miniere e tagliatori. Sadka afferma:
I diamanti sono davvero eterni, ed è proprio questa caratteristica che oggi si è trasformata in una maledizione per il settore.
L’esempio delle perle: i diamanti rischiano di diventare simbolo del “volgare”
Sadka paragona questo processo al crollo del mercato delle perle naturali avvenuto un secolo fa: il progresso tecnologico ha distrutto allo stesso modo il mito della scarsità delle perle naturali, facendole passare in cinquant’anni da simbolo dell’alta società a segno comune e privo di valore.
Secondo lui, i diamanti subiranno una trasformazione d’immagine simile, se non più drastica: “I diamanti diventeranno un simbolo del kitsch, non più uno status symbol o un emblema di esclusività”.
Fa l’esempio delle strade di Miami: persone con “l’aspetto da gangster” che sfoggiano grandi bracciali a tennis; gioielli che vent’anni fa avrebbero potuto valere un milione di dollari, oggi sono equiparabili al prezzo di un Rolex usato.
Questo declino culturale rischia di colpire l’industria ancora più della caduta dei prezzi. Se il legame tra diamanti, ricchezza e gusto si spezzerà del tutto, la logica commerciale di tutto il settore si sgretolerà.
Le conseguenze sono già visibili in comparti collegati. Sadka, citando il caso israeliano, osserva che l’industria del diamante rappresentava il 3% del PIL israeliano, contro meno dello 0,2% attuale.
Per investitori e consumatori, considerare i diamanti naturali come una riserva di valore non ha più senso. La conclusione di Sadka è netta: se stai pensando di comprare un anello nuziale sperando che mantenga il suo valore, “temo che rimarrai deluso”.
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