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Le tensioni in Medio Oriente mettono sotto pressione le valute locali; le valute dell’Europa centrale e orientale attendono indicazioni sull'inflazione dagli Stati Uniti.

Le tensioni in Medio Oriente mettono sotto pressione le valute locali; le valute dell’Europa centrale e orientale attendono indicazioni sull'inflazione dagli Stati Uniti.

智通财经智通财经2026/08/12 09:31
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⑴ Mercoledì le valute dell’Europa Centrale e Orientale contro l’euro sono rimaste complessivamente stabili; il mercato è stato cauto in attesa della pubblicazione dei dati sull’inflazione statunitense, monitorando attentamente l’andamento del prezzo del petrolio e le ultime dinamiche geopolitiche in Medio Oriente.⑵ Il prezzo del petrolio è leggermente aumentato, dopo che Stati Uniti e la milizia Houthi in Yemen hanno rispettivamente riportato incidenti di navigazione avvenuti martedì; l’Iran ha ribadito che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso a meno che gli Stati Uniti non accettino le sue condizioni. Se il conflitto mediorientale dovesse intensificarsi ulteriormente, il rafforzamento parallelo del dollaro e del prezzo del petrolio eserciterebbe una doppia pressione sulle valute dei mercati emergenti.⑶ Lo złoty polacco ha registrato un lieve calo di circa lo 0,05% a 4,3030 per 1 euro, la corona ceca è rimasta praticamente invariata, mentre il fiorino ungherese ha rimbalzato circa lo 0,15% a 364,70 per 1 euro, recuperando parzialmente le perdite dovute all’aumento del prezzo del petrolio all’inizio della settimana. Il fiorino è particolarmente sensibile alle variazioni dei prezzi globali dell’energia, dato che il Paese dipende fortemente dalle importazioni energetiche.⑷ Il tasso di inflazione annualizzato di luglio in Romania è sceso dal 10,42% di giugno a circa l’8,16%, una diminuzione inferiore alle attese; le istituzioni hanno indicato che il calo riflette principalmente un effetto base, senza un evidente rallentamento degli impulsi su base mensile. Si prevede che l’inflazione continui a diminuire, ma la banca centrale probabilmente non taglierà i tassi prima dell’inizio del 2027; il tasso di riferimento del Paese è rimasto al livello più alto nell’UE, circa il 6,5%, lunedì.⑸ Il leu rumeno è leggermente sceso di circa lo 0,04% a 5,24 per 1 euro; il mercato ha già valutato pienamente la posizione aggressiva della banca centrale e la volatilità dei tassi di cambio è maggiormente influenzata da fattori esterni.⑹ Nel complesso, la situazione in Medio Oriente e l’andamento del prezzo del petrolio rimangono le principali variabili che determinano il rischio a breve termine delle valute della regione, mentre i dati sull’inflazione statunitense in serata delineeranno la direzione del dollaro, influenzando così il trend a breve termine delle valute dell’Europa Centrale e Orientale contro l’euro.
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