Morgan Stanley mantiene il rating "neutrale" su Oracle (ORCL.US): le performance di OCI sono in linea con le aspettative, ma la pressione strutturale sul margine lordo rappresenta un vincolo per la valutazione.
L’analista di Morgan Stanley, Sanjit Singh, ha mantenuto un rating “neutrale” su Oracle e un obiettivo di prezzo di 210 dollari nel suo ultimo rapporto.
Secondo quanto riportato da Jinse Finance, l'analista di JPMorgan Sanjit Singh ha mantenuto il rating “neutrale” per Oracle (ORCL.US) e un target price di 210 dollari nel suo ultimo rapporto. Il titolo del report riassume perfettamente il dilemma principale di questa trimestrale: “RISULTATI OCI IN LINEA, MA I MARGINI LORDI DEVONO ANCORA MIGLIORARE”.
In precedenza, Oracle aveva presentato un bilancio relativo al primo trimestre dell’esercizio 2027 quasi impeccabile. I ricavi sono stati di 19,35 miliardi di dollari, in crescita del 30% su base annua; i ricavi dell’infrastruttura cloud (OCI) hanno raggiunto i 7,4 miliardi di dollari, in aumento del 121%; i nuovi contratti cloud AI del trimestre superano i 30 miliardi di dollari; le obbligazioni residue da adempiere (RPO) sono salite alle stelle fino a 664 miliardi di dollari, con un incremento annuo di 209 miliardi di dollari. Tuttavia, la reazione dei prezzi delle azioni a questa trimestrale è diventata uno dei casi più drammatici tra le azioni tech recenti, rappresentando un vero e proprio “deep V”: nel trading after hours il titolo è arrivato a guadagnare quasi l'8%, per poi chiudere la giornata successiva in calo dell’1,74%; la performance da inizio anno rimane inferiore del 20%.
Mentre il divario tra una gestione operativa eccellente e la performance azionaria continua ad allargarsi, Oracle si trova di fronte non solo alla buona riuscita di una singola trimestrale, ma piuttosto a un dubbio di natura fondamentale: “Il modello di business dell’infrastruttura AI potrà essere accettato da Wall Street?”.
La posizione “neutrale” di JPMorgan non rappresenta una bocciatura della narrazione AI di Oracle, bensì un atteggiamento prudente di “attesa di verifica”. La banca riconosce che la capacità di fornitura di OCI è distribuita in più località, senza dipendere da un solo progetto; riconosce anche che il prezzo medio dei contratti GPU dopo il rinnovo è superiore del 20%, segno che la società ha potere di determinazione dei prezzi e non è costretta a rinnovare; e apprezza la conclusione del piano di aumento del capitale azionario per 20 miliardi di dollari, che elimina la pressione di diluizione azionaria nel breve termine.
Tuttavia, la questione centrale posta dalla banca è questa: i margini lordi del business dell’infrastruttura AI non hanno ancora dimostrato di poter raggiungere gli elevati livelli delle tradizionali attività software dell’azienda. Con l’aumento continuo della quota dei ricavi provenienti dall’infrastruttura cloud, la pressione strutturale al ribasso sui margini complessivi sarà inevitabile.
Il vero “elefante nella stanza”: 28,5 miliardi di dollari di spese in conto capitale e -5,4 miliardi di dollari di free cash flow
Questa è la vera ragione della divergenza tra l’andamento del prezzo delle azioni e le fondamenta dell’azienda. Nel trimestre, le spese in conto capitale di Oracle sono schizzate a 28,5 miliardi di dollari, più che triplicate rispetto agli 8,5 miliardi di dollari dell’anno precedente. Il free cash flow è peggiorato bruscamente passando da -362 milioni di dollari nello stesso periodo dell’anno scorso a -5,4 miliardi di dollari. Il debito complessivo della società è ora a 125 miliardi di dollari.
L’indicazione per le spese in conto capitale per l’anno intero resta nel range tra 90 e 95 miliardi di dollari. Il management prevede per l’esercizio 2027 un capex netto di circa 70 miliardi di dollari, ben superiore ai 55,7 miliardi dello scorso esercizio.
La chiave della questione è questa: se un’azienda brucia quasi 30 miliardi di dollari a trimestre per costruire data center, e la crescita dei ricavi – pur forte – non è ancora sufficiente a coprire questo livello di consumo di capitale, gli investitori hanno bisogno di una tabella di marcia chiara su “quando verrà generato un free cash flow positivo”. Al momento, la risposta fornita da Oracle è “una volta avviata la fase di crescita” — ma quanto durerà? E la pazienza dei mercati sarà sufficiente?
JPMorgan sottolinea chiaramente nel suo rapporto che il margine lordo del business AI e la capacità di generare free cash flow saranno le variabili chiave che decideranno se il rating di Oracle passerà da “neutrale” a “overweight”.
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