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Il presidente della Federal Reserve di St. Louis: il tasso di interesse attuale è ancora accomodante, la Federal Reserve potrebbe dover aumentare ulteriormente i tassi

Il presidente della Federal Reserve di St. Louis: il tasso di interesse attuale è ancora accomodante, la Federal Reserve potrebbe dover aumentare ulteriormente i tassi

智通财经智通财经2026/09/21 22:36
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Il presidente della Federal Reserve di St. Louis, Musalem, ha dichiarato che per raggiungere l'obiettivo d'inflazione al 2% della Federal Reserve potrebbero essere necessari ulteriori aumenti dei tassi d'interesse.

Secondo quanto riportato dall’applicazione di informazione finanziaria Zhito Finance APP, il presidente della Federal Reserve di St. Louis, Musalem, ha dichiarato che, per raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2% della Federal Reserve, potrebbero essere necessari ulteriori aumenti dei tassi di interesse. A suo avviso, anche se la Federal Reserve ha già aumentato i tassi questo mese, l'attuale politica monetaria potrebbe ancora esercitare un effetto di stimolo sull’economia.

Lunedì, in un’intervista ai media, Musalem ha affermato che la domanda costantemente forte e i fattori di offerta ricorrenti stanno insieme mantenendo il rischio d’inflazione su livelli elevati. Secondo lui, se la politica monetaria non verrà ulteriormente inasprita, nei prossimi 18 mesi la probabilità che il tasso d’inflazione sia significativamente superiore al target del 2% della Federal Reserve è maggiore rispetto a quella che scenda a tale livello obiettivo.

Questo commento rafforza ulteriormente i segnali di politica monetaria restrittiva recentemente trasmessi dalla Federal Reserve. Gli esponenti della Federal Reserve hanno votato all’unanimità la scorsa settimana per aumentare i tassi di interesse, segnando il primo aumento dopo più di tre anni. Dopo questo incremento, la fascia obiettivo per il tasso dei federal funds è salita al 3,75%-4%. Al contempo, le ultime previsioni sui tassi di interesse dei funzionari della Federal Reserve indicano la possibilità di un ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.

Il presidente della Federal Reserve, Walsh, ha dichiarato al termine della riunione che questo aumento dei tassi mira a rimuovere parte dell'allentamento della politica monetaria e a favorire un ritorno più rapido dell’inflazione verso l’obiettivo del 2%.

Nonostante la Federal Reserve abbia già avviato gli aumenti dei tassi, Musalem ritiene che l’attuale livello dei tassi possa ancora non essere sufficiente a limitare in modo evidente l’attività economica. Ha spiegato che la fascia obiettivo del tasso dei federal funds al 3,75%-4% è ancora “sul lato accomodante”. Questa valutazione implica che, secondo Musalem, la politica monetaria attuale potrebbe continuare a stimolare l’economia e non esercita ancora una pressione sufficiente a contenere la crescita economica e l’inflazione.

Se questa valutazione venisse condivisa da un maggior numero di funzionari della Federal Reserve, significherebbe che questo ciclo di aumenti dei tassi non rappresenta un aggiustamento di politica isolato, ma potrebbe essere solo l’inizio di una fase di ulteriore inasprimento della politica monetaria.

Musalem, quest’anno, non detiene il diritto di voto sulle decisioni di politica monetaria del Federal Open Market Committee (FOMC), ma partecipa comunque alle discussioni sulle decisioni politiche.

Ha inoltre sottolineato che, piuttosto che attendere l’ulteriore peggioramento delle pressioni inflazionistiche per adottare misure di politica più drastiche, aumentare i tassi in modo graduale e anticipato può provocare minori distorsioni sull’economia. In altre parole, Musalem preferisce un irrigidimento graduale e di entità minore prima che i rischi di inflazione persistente si manifestino pienamente, riducendo così la probabilità che in futuro ci sia bisogno di aumenti dei tassi molto più ampi.

Le più recenti dichiarazioni di Musalem riflettono anche come l’attenzione principale della Federal Reserve stia passando dall’osservazione del semplice livello dell’inflazione, alla valutazione della persistenza delle pressioni sui prezzi.

In precedenza, alla conferenza stampa successiva alla riunione di politica monetaria di settembre, il presidente della Federal Reserve, Walsh, ha affermato che le tensioni in Medio Oriente e l’aumento dei prezzi dell’energia hanno intensificato di recente le pressioni inflazionistiche, ma che l’attenzione della Federal Reserve deve essere rivolta non solo agli shock di prezzo di natura temporanea, ma anche alla possibilità che tali shock si riversino su altri beni e servizi e influenzino le aspettative d’inflazione del pubblico.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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