Nonostante i forti prezzi del rame, la crescente domanda di investimenti sta compensando gran parte dei guadagni registrati dalle società minerarie in Cile, secondo quanto affermato da Moody’s in un rapporto pubblicato giovedì.
Il Cile, il maggiore produttore mondiale del metallo rosso, sta attraversando un ciclo di investimenti focalizzato principalmente sul mantenimento dei livelli di produzione e sulla sostituzione delle riserve esaurite man mano che i grandi giacimenti invecchiano.
Moody’s ha dichiarato che l’attuale ciclo di investimenti nel settore privilegia la sostituzione delle riserve e rafforza la competitività a lungo termine, anche se richiede un finanziamento sostanziale in un periodo di costi e rischi operativi crescenti.
“I prezzi elevati del rame sostengono i profitti, ma gli investimenti in capitale assorbono gran parte di tali profitti, lasciando i produttori ad alto costo esposti a una possibile correzione dei prezzi”, si legge nel rapporto.
I prezzi del rame sono aumentati del 9% finora in questo trimestre sulla London Metal Exchange.
Moody’s ha inoltre affermato che i progetti collegati agli impianti di desalinizzazione e alle infrastrutture complementari hanno contribuito a risolvere vincoli operativi rilevanti, soprattutto quelli legati all’accesso all’acqua nel nord del Paese.
Tuttavia, il settore continua ad affrontare pressioni derivanti dal calo della qualità del minerale e dalla maggiore complessità operativa, fattori che hanno fatto aumentare i costi di produzione insieme alla crescita del costo del lavoro, dell’energia e di altri input.
Il rapporto ha evidenziato come le recenti riforme fiscali e del sistema di autorizzazioni potrebbero favorire gradualmente lo sviluppo di nuovi progetti.
La società statale cilena Codelco opera nel Paese insieme ad attori globali come BHP (ASX: BHP), Glencore (LON: GLEN) e Anglo American (LON: AAL).
(Servizio di Fabian Cambero, testo di Paolo Laudani. Editing di Lucinda Elliott)



