Il "grande short" Burry colpisce ancora Nvidia (NVDA.US): critica Huang Renxun paragonandolo al CEO di Palantir Karp, il buyback da 150 miliardi di dollari suscita dubbi
Michael Burry, noto scettico della recente mania per le infrastrutture AI che coinvolge NVIDIA (NVDA.US) e il settore più ampio, ha nuovamente criticato il produttore di chip, paragonando il CEO Jensen Huang al CEO di Palantir, Alex Karp.
Secondo quanto riportato da Zhitong Finance APP, Michael Burry, noto scettico sull'entusiasmo per le infrastrutture AI di Nvidia (NVDA.US) e dell'intero settore, ha nuovamente criticato il produttore di chip, paragonando il CEO Jensen Huang al CEO di Palantir, Alex Karp. Burry, figura ispiratrice del film "La grande scommessa", è celebre per aver previsto con precisione la crisi dei subprime del 2008. Attualmente Jensen Huang sta rilasciando interviste ai media in modo intensivo. Burry detiene opzioni put su Nvidia, dalle quali trarrebbe profitto in caso di calo del prezzo delle azioni.
Più tardi lunedì sera, in una discussione sulla sua pagina Substack, un utente ha commentato la recente ondata di apparizioni mediatiche di Jensen Huang. Burry ha risposto: "In questo sta diventando un po' come Karp."
Karp appare spesso in interviste televisive, discutendo di AI, Palantir e del più ampio settore tecnologico. L'attuale offensiva mediatica di Jensen Huang avviene mentre alcuni investitori esprimono preoccupazioni sulla valutazione di Nvidia e sul cosiddetto riciclaggio di capitale nel settore AI.
Il programma di buyback da 150 miliardi di dollari di Nvidia attira attenzione
I commenti di Burry arrivano mentre Nvidia sta rafforzando il proprio programma di riacquisto di azioni. Lunedì, il consiglio di amministrazione dell'azienda ha approvato un'ulteriore autorizzazione all'acquisto di azioni per 150 miliardi di dollari, portando il totale autorizzato residuo a 235 miliardi di dollari.
Nvidia prevede di eseguire questo piano entro l'esercizio fiscale 2028. L'azienda afferma che questo incremento rappresenta la più grande autorizzazione di buyback mai concessa nella storia. In precedenza, Nvidia aveva già approvato un'autorizzazione da 80 miliardi di dollari a maggio. Secondo gli ultimi documenti, solo nella prima metà dell'anno fiscale 2027, Nvidia ha riacquistato azioni per 39,8 miliardi di dollari.
In un gruppo di discussione di Burry, un utente ha messo in dubbio la razionalità di riacquistare azioni durante quella che ha descritto come una "follia di mercato", sostenendo che il management dovrebbe mantenere liquidità quando le azioni sono sopravvalutate e invece investire in modo più aggressivo quando i prezzi sono sottovalutati.
Burry ha sostanzialmente condiviso questo punto di vista, ma ha aggiunto: "Sì, questa prassi è attualmente più comune all'estero che negli Stati Uniti. Negli USA, indipendentemente dal livello, il buyback di azioni sembra ormai diventata una routine."
Critico senza peli sulla lingua
Burry è da tempo uno scettico riguardo Nvidia e il boom delle transazioni legate all'AI, mettendo frequentemente in discussione la logica degli investimenti nell'intelligenza artificiale e ritenendo che i massicci investimenti in conto capitale non portino necessariamente a rendimenti sostenibili. Ha più volte avvertito che la crescita delle spese nell'AI e le alte valutazioni somigliano a una "bolla", sollevando dubbi sulla sostenibilità degli investimenti infrastrutturali su larga scala nell'AI, esprimendo preoccupazione per le spese aggressive delle aziende su GPU Nvidia e criticando l'entusiasmo del mercato per la crescita guidata dall'AI.
L'inizio delle posizioni short di Burry sulle azioni americane dell'AI risale al terzo trimestre 2025, quando ha assunto opzioni put per un valore nominale di circa 1,1 miliardi di dollari su Nvidia (NVDA.US) e Palantir (PLTR.US). Nel 2026, la sua esposizione si è estesa all’intera filiera di semiconduttori, memorie e infrastrutture AI, comprendendo posizioni ribassiste su Micron Technology (MU.US), Oracle (ORCL.US), Nebius (NBIS.US) e sull’ETF iShares Semiconductor (SOXX).
Di recente, Burry ha chiuso le posizioni short dirette su Nvidia, Palantir, Micron, Nebius e altre azioni connesse all'AI, sostituendone molte con opzioni put in scadenza nel 2027.
Ha dichiarato che nuovi studi lo hanno spinto ad anticipare l’orizzonte temporale del ribasso, sottolineando che la maggior parte degli aggiustamenti di portafoglio deriva dalla convinzione che la bolla dell’AI possa "scoppiare prima del previsto".
Di recente, Burry ha osservato che il successo attuale dell’industria dell’intelligenza artificiale (AI) è diventato fondamentale per il governo degli Stati Uniti quanto per i colossi tecnologici che guidano questa ondata. Pur continuando a mantenere una visione ribassista su alcune aziende chiave del settore AI, Burry ritiene che lo sviluppo delle infrastrutture AI sia ormai una forza trainante fondamentale per l’economia americana.
Su Stocktwits, il sentiment degli investitori retail su Nvidia rimane in area "ribassista", stabile rispetto alla scorsa settimana, mentre alcuni utenti discutono della nuova autorizzazione per i buyback.
Un trader ha scritto: "Le buone notizie su Nvidia sono troppe, sarebbe inspiegabile se il prezzo delle azioni non aumentasse significativamente nel breve." Un altro ha commentato: "Se Nvidia oggi sale, bisogna essere grati. È una notizia entusiasmante. Continuo a mantenere la posizione."
Alla chiusura dell’ultima sessione, il prezzo delle azioni Nvidia è salito del 23% dall’inizio dell’anno.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
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