Altman: La sicurezza è la priorità, nessun calendario per IPO, il rilascio di GPT-6.1 Astra è stato sospeso per grande cautela
Il CEO di OpenAI, Altman, ha dichiarato che la IPO potrebbe essere presa in considerazione solo dopo che l’azienda avrà una comprensione più chiara su come affrontare in sicurezza la “prossima generazione di AI”. Il rilascio di GPT-6.1 Astra è stato posticipato perché il modello non ha superato alcuni standard di test di sicurezza interna: si tratta di “un’azione di estrema cautela” e non della conseguenza di un incidente grave. Altman ha inoltre sottolineato che il sistema di sicurezza fornito da Nvidia per l’AI non rappresenta “una soluzione completa”; l’AI, secondo lui, è prima di tutto una questione scientifica, non solo ingegneristica.
Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha dichiarato che al momento l’azienda non ha piani specifici per una IPO e che la quotazione in borsa non è una priorità fino a quando non saranno chiariti i limiti di sicurezza della prossima generazione di intelligenza artificiale.
Intervistato martedì durante l’OpenAI Developer Day, Altman ha affermato che l’IPO potrebbe essere considerata solo dopo che la società avrà completato “alcuni casi di verifica sulla sicurezza” e avrà una comprensione più chiara di come affrontare in modo sicuro la “prossima generazione di AI”.
Altman ha detto che non intende portare avanti l’IPO mentre il contesto esterno relativo alla ricerca e alla sicurezza dell’AI è ancora in evoluzione.
“Non ho in mente un calendario preciso per la (IPO), credo che ora sia il momento di mettere sicurezza e missione al primo posto.”
Secondo quanto riportato da diversi media nello stesso giorno, OpenAI sta cercando di raccogliere oltre 30 miliardi di dollari con una valutazione di 1,4 bilioni di dollari, utilizzando un bridge round al posto dell’IPO per integrare i fondi.
Perché è stato rinviato il rilascio di GPT-6.1 Astra?
Quando gli è stato chiesto del recente rinvio del rilascio di GPT-6.1 Astra da parte di OpenAI, Altman ha dichiarato che ciò è avvenuto perché il modello non ha superato alcuni degli standard di testing interni utilizzati dall’azienda per valutare la sicurezza e l’allineamento, e non a causa di un incidente grave specifico.
Altman ha spiegato che il modello ha avuto “prestazioni leggermente inferiori” in alcune delle poche valutazioni utilizzate da OpenAI, definendo la decisione frutto di “estrema prudenza”. “Questa volta non ci sono stati rischi gravi”, ha aggiunto.
Ha descritto il rinvio o la ricostruzione dei modelli che non soddisfano gli standard di OpenAI come parte normale del processo di sviluppo.
In una prospettiva più ampia, Altman ha dichiarato che, man mano che le capacità dei modelli aumentano, allineamento, sicurezza, monitoraggio e salvaguardie devono essere “molto avanti rispetto alle capacità del modello”. Ha definito questo approccio come una “regolazione” del ritmo di sviluppo.
Le sfide della sicurezza dell’AI vanno oltre l’ingegneria
Altman ha inoltre confutato l’idea che “i problemi di sicurezza dell’AI possano essere risolti interamente con soluzioni ingegneristiche”. Ha sottolineato che i sistemi di sicurezza offerti da NVIDIA per l’AI non sono “una soluzione completa”. Per Altman, l’AI è soprattutto una questione scientifica, non solo ingegneristica.
“Siamo ancora nella fase esplorativa su come allineare questi modelli”, ha affermato, sostenendo che oltre al lavoro ingegneristico necessario per rendere i sistemi AI più sicuri, il settore deve affrontare anche sfide di tipo scientifico.
In tema di responsabilità legale, Altman prevede che si instaurerà un sistema di responsabilità multilivello, a seconda che la colpa risieda nel modello stesso, nell’utilizzo da parte degli sviluppatori o nell’abuso volontario dell’utente finale.
Ha paragonato questa struttura potenziale all’industria automobilistica, dove la responsabilità dipende dal segmento specifico in cui si verifica un problema.
Inoltre, Altman ha espresso un cauto ottimismo per le discussioni a Washington e il coordinamento internazionale, pur riconoscendo che le aspettative sulle tempistiche delle politiche non sempre trovano riscontro nella realtà.
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