Lloyds e Visa hanno testato il regolamento transfrontaliero di stablecoin tra il Regno Unito e gli Stati Uniti.
Lloyds Banking Group e Visa hanno condotto un test pilota di 7 giorni per la regolamentazione transfrontaliera utilizzando stablecoin, elaborando obbligazioni di pagamento per un totale di 750.000 dollari.
Il gruppo bancario britannico Lloyds Banking Group, che serve 28 milioni di clienti e circa 1 milione di imprese, e il colosso globale dei pagamenti Visa hanno completato un test di regolamento tramite stablecoin tra Regno Unito e Stati Uniti. Il test ha dimostrato i vantaggi dell’uso delle stablecoin per i regolamenti transfrontalieri.
L’iniziativa si è concentrata sullo scambio di fondi tra istituzioni finanziarie per completare e riconciliare le transazioni di pagamento, invece dei pagamenti dei clienti. Nel corso dei 7 giorni, Lloyds ha trasferito un totale di 750.000 dollari in stablecoin a Visa. La banca ha utilizzato USDC acquistati tramite Archax, una piattaforma britannica di scambio di asset digitali regolamentata. Le transazioni sono state registrate attraverso Lloyds Bank Corporate Markets plc, l’unità ufficiale offshore del gruppo in Jersey. I fondi sono stati poi trasferiti a Visa negli Stati Uniti.
I test hanno dimostrato che i fondi potevano essere trasferiti in meno di un’ora, anche nei fine settimana. Secondo Lloyds, la regolamentazione transfrontaliera tradizionale può richiedere un giorno o più se avviata fuori dagli orari bancari. Le stablecoin potrebbero consentire alle istituzioni finanziarie di regolare alcune transazioni a qualsiasi ora e ridurre la liquidità vincolata in attesa dei regolamenti, soprattutto nei fine settimana e nei giorni festivi.
Un’altra parte del progetto pilota ha testato l’interoperabilità tra diverse infrastrutture blockchain. Lloyds ha utilizzato il proprio nodo su Canton Network con funzionalità di privacy configurabili, mentre Visa ha supportato il regolamento su una rete pubblica blockchain.
Peter Left, responsabile Digital Assets di Lloyds Banking Group, ha dichiarato che l’esperimento ha permesso alle aziende di testare le stablecoin in presenza di reali obbligazioni di pagamento invece che su modelli teorici. Ha affermato che una maggiore visibilità sui movimenti dei fondi e una maggiore certezza sui tempi di regolamento potrebbero cambiare la gestione della liquidità da parte delle imprese, mentre l’interoperabilità delle blockchain potrebbe ampliare le opportunità per l’adozione su larga scala della moneta digitale.
Lloyds è uno degli istituti finanziari che partecipano a un consorzio internazionale dedicato all’emissione di stablecoin, oltre a essere coinvolta in un progetto pilota relativo ai depositi tokenizzati in sterline. La banca partecipa inoltre alle prove del ledger blockchain di SWIFT per i pagamenti transfrontalieri tramite depositi tokenizzati e utilizza obbligazioni governative tokenizzate e quote di fondi monetari come garanzia per transazioni in valuta estera.
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