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Trump è già entrato prima dell’esplosione dell’intelligenza artificiale Muse! Ad agosto le operazioni hanno centrato con precisione il rimbalzo di Meta e SpaceX, mentre prima delle nuove politiche spaziali sono stati acquistati i bond SpaceX.

Trump è già entrato prima dell’esplosione dell’intelligenza artificiale Muse! Ad agosto le operazioni hanno centrato con precisione il rimbalzo di Meta e SpaceX, mentre prima delle nuove politiche spaziali sono stati acquistati i bond SpaceX.

智通财经智通财经2026/10/09 07:21
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Per:智通财经

L'account di Trump ha effettuato 517 operazioni di trading di titoli ad agosto, con un valore totale delle transazioni compreso tra 74,3 milioni e 273,3 milioni di dollari, tra cui l'acquisto di azioni Meta per un valore compreso tra 5 e 25 milioni di dollari.

Secondo quanto riportato da FinanzaIntelligente APP, mentre il dibattito sul possibile “scoppio della bolla AI” si intensifica, i dettagli recentemente rivelati relativi alle operazioni azionarie nei documenti di disclosure finanziaria del presidente USA Trump hanno spostato l'attenzione del mercato sulle relazioni sempre più complesse tra sostegno politico, allocazione di asset collegati all’AI e costi di finanziamento. Il documento finanziario pubblicato l’8 ottobre sul sito dell’Ufficio Federale di Etica (OGE) mostra che il conto di Trump ha effettuato in agosto 517 operazioni titoli, per un valore complessivo tra 74,3 milioni e 273,3 milioni di dollari, inclusi acquisti di azioni Meta tra 5 e 25 milioni di dollari, e l’acquisto di obbligazioni SpaceX tra 1 e 5 milioni di dollari appena due giorni prima della firma della politica nazionale USA per i trasporti spaziali, azzeccando perfettamente il forte rimbalzo di azioni e obbligazioni SpaceX trainato dalla forte domanda di potenza di calcolo AI e dalle politiche spaziali dalla fine di agosto.

È stato reso noto che i documenti di disclosure finanziaria del presidente Trump sono stati pubblicati l’8 ottobre 2026 dall’Ufficio Federale di Etica (OGE). Questa tipologia di documenti governativi ricade sotto il “Rapporto sulle Transazioni Periodiche” (OGE Form 278-T); l’ultimo documento consiste in 18 pagine che coprono 517 operazioni di asset finanziari del conto Trump relative al mese di agosto, elencando principalmente, operazione per operazione, il nome del titolo, il tipo di operazione (acquisto, vendita o scambio), la data e la fascia di importo, con allegata la dichiarazione e le informazioni di verifica; è importante sottolineare che si tratta di una dichiarazione delle transazioni e non del portafoglio in tempo reale o di un resoconto completo delle performance di investimento.

Inoltre, la disclosure pubblica degli ufficiali statunitensi adotta un sistema di “fasce d’importo”, richiedendo solo la dichiarazione della fascia di valore di ciascuna transazione, senza necessità della cifra esatta. Ad esempio, l’operazione di acquisto di azioni Meta nella recente disclosure di Trump è stata registrata nella fascia “da 5.000.001 a 25.000.000 di dollari”; 25 milioni rappresenta il limite massimo della fascia, non il valore precisamente acquistato. Di conseguenza, questa nuova lista rappresenta un’allocazione diversificata tra settori e classi, non un semplice incremento massiccio di esposizione sull’AI da parte di Trump e tantomeno può essere interpretata come una manovra di “sostegno al mercato” durante il recente ritracciamento dei tech stock.

Trump centra l’acquisto di Meta proprio alla vigilia dell’esplosione dell’agente intelligente Muse, e investe fino a 5 milioni di dollari in obbligazioni SpaceX due giorni prima della firma della policy spaziale USA

Un file di disclosure finanziaria pubblicato giovedì mostra che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il 18 agosto, ha acquistato obbligazioni SpaceX (SPCX.US) per un valore compreso tra 1 e 5 milioni di dollari. Due giorni dopo, il governo da lui guidato ha firmato una politica volta ad espandere i trasporti spaziali commerciali statunitensi.

È stato specificato che tali obbligazioni sono titoli senior unsecured con un tasso d’interesse del 5,35% in scadenza a luglio 2031.

La “National Space Transportation Policy” pubblicata il 20 agosto prevede di promuovere le attività spaziali statunitensi autorizzando e ampliando l’uso di infrastrutture di lancio federali da parte di imprese private; entro il 2030 si punta a oltre 1.000 lanci e rientri annuali.

SpaceX (SPCX.US), fondata da Elon Musk—l’uomo più ricco d’America e CEO di Tesla—è il principale fornitore di servizi di lancio per la NASA e un contractor di rilievo per il governo USA.

Tuttavia alcuni analisti sottolineano che il timing degli acquisti non prova che Trump fosse a conoscenza preventiva della policy. La disclosure di agosto copre fino a 517 operazioni di grande portata, tra cui, il 21 agosto, un acquisto di azioni Meta Platforms (META.US), casa madre di Facebook, del valore compreso fra 5 e 25 milioni di dollari.

Il 21 agosto il conto di Trump acquistava azioni Meta; il boom mondiale dell’agente intelligente Muse, che ha rivoluzionato l’AI per business e consumer, sarebbe stato lanciato da Meta pochi giorni dopo, l’8 settembre, con il titolo che dal giorno dell’acquisto al 7 ottobre sarebbe cresciuto circa del 31%.

A distanza di alcune settimane da queste transazioni, il 29 settembre Trump ha ricevuto alla Casa Bianca Elon Musk, Mark Zuckerberg (CEO di Meta) e altri top leader del settore AI e tech. Durante l’incontro, Trump si è opposto a ulteriori regolamentazioni sulla sicurezza AI, preferendo un approccio più flessibile.

Richard Painter, ex consigliere legale della Casa Bianca in materia etica durante l’amministrazione George W. Bush, ha dichiarato ai media: “Esiste un conflitto d’interessi. Non dico che abbia fatto qualcosa di illegale, ma l’impressione di corruzione è reale.”

Il portavoce della Casa Bianca, Davis Ingler, in una nota esclusiva ai media, ha affermato: “Il portafoglio azionario e obbligazionario del presidente Trump è gestito in modo indipendente da un istituto finanziario terzo. Tutte le posizioni sono conferite in un conto fiduciario gestito tramite modelli computerizzati e algoritmi basati sull’intelligenza artificiale che replicano automaticamente indici di mercato riconosciuti come lo Schwab 1000.”

517 operazioni disegnano la mappa più recente dell’allocazione patrimoniale di Trump: potranno sostenere il prossimo bull market AI?

Dalla disclosure di agosto emergono acquisti per almeno 44,2 milioni di dollari e vendite per almeno 30,1 milioni, con volumi inferiori ai picchi di oltre 1.000 operazioni mensili di giugno e luglio; tra i titoli acquistati, oltre a tecnologia, anche energia, sanità, telecom e asset a reddito fisso. L’operazione più rilevante è stata l’acquisto di Meta il 21 agosto; stesso giorno, sono stati acquistati tra 1 e 5 milioni di dollari di titoli AT&T, ConocoPhillips, Abbott, Netflix e Chevron mentre nello stesso range sono stati venduti AMD e Church & Dwight, oltre a posizioni minori in Boeing, Home Depot, T-Mobile, Datadog, Dell, Palo Alto Networks e Nvidia.

Relativamente al titolo di massimo interesse, Nvidia (NVDA.US) “superpotenza AI dei chip”, calcoli di stampa suggeriscono che ad agosto il conto di Trump abbia acquistato il titolo fino a un massimo di 1,6 milioni di dollari e venduto fino a un massimo di 1 milione, con operazioni in entrambi i sensi; questi limiti non permettono di stimare il saldo netto acquistato o venduto su Nvidia ad agosto.

L’investimento in SpaceX, invece, si evidenzia per la tipologia: sono state acquistate obbligazioni senior unsecured al 5,35% con scadenza luglio 2031; il rendimento è dato da interessi e rischio di credito, e non condivide il beneficio diretto degli utili tipico delle azioni, ma ha comunque in gran parte goduto del rally di SpaceX, cresciuta del 50% circa da inizio agosto, trainata dalla combinazione AI + spazio.

Si segnala che la politica spaziale firmata il 20 agosto mira, attraverso la semplificazione dei permessi, l’incremento delle opportunità d’uso di siti di lancio federali per privati e il sostegno agli investimenti privati e partnership pubblico-private, a superare le mille missioni annuali dopo il 2030; la nuova policy sostiene concretamente la crescita spaziale commerciale riducendo i vincoli amministrativi e infrastrutturali a beneficio di aziende come SpaceX.

La vicinanza temporale tra la firma della policy e l’acquisto di obbligazioni è sufficiente a generare dubbi su conflitti d’interesse e trasparenza, ma al momento nessuna evidenza pubblica dimostra che sia stato Trump a impartire direttamente l’istruzione, o che il gestore abbia usato informazioni privilegiate.

È importante notare che le operazioni concluse da Trump in agosto non corrispondono a nuovi acquisti durante il ritracciamento dei semiconduttori in ottobre. Quello che conta davvero per la catena d’approvvigionamento AI è la reale domanda di clienti e la capacità di finanziamento: ad esempio, SpaceX sta negoziando un finanziamento da 40 miliardi di dollari destinato all’acquisto di chip Nvidia, che, se finalizzato, sosterrebbe la domanda di hardware AI; un indebitamento di tale portata, tuttavia, attira l’attenzione sulla sostenibilità della raccolta e sulla capacità di rimborso. Il supporto politico può migliorare le condizioni per la crescita degli utili, ma sono i flussi di cassa e la solidità finanziaria a determinare la sostenibilità della crescita sul lungo periodo.

Il rally del petrolio, il rialzo dei rendimenti dei titoli a lungo termine e il ritorno delle teorie pessimiste sul “crac della bolla AI”

Negli ultimi giorni, con i rendimenti delle obbligazioni USA a 10 anni e oltre ai massimi dal 2002 e quelli di Regno Unito, Giappone e altri paesi ai massimi da oltre vent’anni, la crescente preoccupazione che il rialzo dei costi di raccolta a lungo termine metta a rischio la capacità dei big del cloud computing di coprire con i ricavi AI i crescenti capex in potenza di calcolo, associata allo storno dei titoli di semiconduttori per via delle attese di incremento della produzione HDD di Toshiba, ha dato nuova linfa alle tesi ribassiste sulla possibile imminente “bolla AI”.

Il dibattito globale tra investitori istituzionali e retail sul destino della “bolla AI” si sta spostando dal tema delle valutazioni dei campioni della catena del valore AI come Nvidia e AMD, a una questione più concreta e tagliente: se l’aumento del costo del capitale su orizzonti sempre più lunghi metterà in crisi la capacità di settori come NeoCloud, società di grandi modelli e storici cloud provider di generare sufficienti ritorni di cassa da sostenere la corsa all’investimento in AI.

Giovedì 8 ottobre, Wall Street ha mostrato una netta divergenza: Nasdaq Composite -1,25%, S&P 500 -0,47%, Dow Jones +0,10%; l’indice Philadelphia Semiconductor -3,39%, con i principali titoli guida della catena AI in forte storno: Nvidia -2,94%, Broadcom -4,35%, Micron -4,79%. Ai principali driver negativi—prezzo del petrolio e tassi alti—si è aggiunta anche la delusione sui ricavi di OpenAI, che secondo alcune testate sarebbero a fine settembre intorno a 5 miliardi di dollari annualizzati, meno dei 7 miliardi circolanti nelle stime di mercato, anche a causa delle diverse metodologie di calcolo dei proventi da partnership e proiezioni degli investitori. Nonostante ciò non rappresenti un calo effettivo di 2 miliardi, ha spinto il mercato a interrogarsi di nuovo su quale quota dei ricavi AI anticipata nei multipli trovi davvero riscontro in flussi di cassa ricorrenti e disponibili.

Sul fronte energia, i rischi di trasporto non ancora superati continuano a imprimere pressione sulle valutazioni dei tech stock. All’attacco alle petroliere nello Stretto di Hormuz si è aggiunta una serie di stop forzati per uragani nel Golfo del Messico USA, spingendo il Brent a +4,1% a 104,28 dollari/barile e il WTI a +3,6% a 91,49 dollari; rispetto all’ultimo giorno di trading pre-guerra (27 febbraio, Brent a 72,48 e WTI a 67,02), i future short sono saliti rispettivamente del 43,9% e 36,5%. Trump ha poi cercato di “raffreddare” i prezzi, dichiarando che non si attaccherà l’Iran prima delle elezioni midterm del 3 novembre; da parte sua, l’Iran sta valutando una risposta americana sull’eventuale riapertura dello Stretto, ma non ha ancora preso decisioni operative. Questi messaggi più concilianti hanno fatto ritracciare parte dei guadagni, con il Brent a 102,91 e il WTI a 90,40 dollari alle 12:50 del 9 ottobre (ora di Pechino).

Il mercato delle obbligazioni a lungo termine (oltre 10 anni) ha aumentato sensibilmente la difficoltà di raccolta per le imprese. Il rendimento delle T-Note decennali USA il 7 ottobre ha toccato il 5,364%, massimo dal 2002, col trentennale ai livelli top da 24 anni; il Gilt decennale UK l’8 ottobre ha toccato il 5,527%, dal 2007 non si vedeva un dato così alto, col trentennale inglese ai massimi dal 1998 (6,05%). Tuttavia, la forte richiesta per l’asta ultra-long USA di giovedì ha fatto rientrare i rendimenti decennali e trentennali rispettivamente a 5,227% e 5,602% nel pomeriggio di New York.

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