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JPMorgan: La Federal Reserve resterà ferma questa notte, il divario di finanziamento di 4.1 trillioni di dollari si avvicina passo dopo passo, il vero evento principale dei Treasury USA sarà la prossima settimana.

JPMorgan: La Federal Reserve resterà ferma questa notte, il divario di finanziamento di 4.1 trillioni di dollari si avvicina passo dopo passo, il vero evento principale dei Treasury USA sarà la prossima settimana.

智通财经智通财经2026/10/28 07:11
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JPMorgan prevede che la Federal Reserve manterrà invariati i tassi d'interesse, ma potrebbero emergere opinioni dissenzienti di tipo restrittivo. Il Tesoro manterrà invariata la dimensione delle aste di raccolta fondi per novembre e il deficit di finanziamento per gli anni fiscali dal 2027 al 2030 raggiungerà i 4,1 biliardi di dollari.

Secondo quanto riportato da Jinse Finance, il team di strategia sul reddito fisso di JPMorgan guidato da Jay Barry ha affermato che è molto probabile che la Federal Reserve mantenga i tassi invariati nella riunione di mercoledì, ma che potrebbero esserci più di un voto dissenziente di stampo falco; per il mercato dei Treasury statunitensi, però, il vero evento chiave sarà l’annuncio del rifinanziamento trimestrale del Tesoro della settimana prossima.

Si prevede che la Fed resti ferma, emergono voti dissenzienti falchi

Alla vigilia della decisione sui tassi, i rendimenti dei Treasury USA restano all’interno di un range, con la curva dei rendimenti che si appiattisce di 1 punto base. JPMorgan è in linea con il consenso di mercato, prevedendo una conferma della politica da parte della Federal Reserve, ma la presidente della Federal Reserve di Cleveland, Mester, e la presidente della Federal Reserve di Dallas, Logan, dovrebbero esprimere voti falchi; c’è anche il rischio che anche il presidente della Federal Reserve di Minneapolis, Kashkari, si unisca.

Il vero punto di interesse riguarda come il presidente Powell spiegherà: perché a settembre ha scelto di alzare i tassi con un dato core PCE su base mensile allo 0,2%, mentre ora, con la previsione del prossimo valore allo 0,3%, abbia deciso di rimanere in attesa. Secondo JPMorgan, se Powell eviterà la spiegazione, il mercato lo interpreterà come un segnale accomodante.

Anticipazioni sul rifinanziamento: dimensioni invariate, ma la comunicazione deve cambiare

Il Tesoro annuncerà la stima sul fabbisogno di finanziamento trimestrale il 2 novembre e pubblicherà l’annuncio completo di rifinanziamento il 4 novembre. JPMorgan prevede che il volume delle aste dei titoli a cedola rimanga invariato. I dati chiave sono: per l’anno fiscale 2026 il deficit sarà di 1,992 mila miliardi di dollari (1,992 trilioni), solo 28 miliardi in meno rispetto alle previsioni della banca; per il 2027 il deficit stimato resta a 1,96 mila miliardi di dollari. Ciò corrisponde a 2,038 mila miliardi di dollari di prestiti netti dal settore privato nel 2026 e 2,202 mila miliardi nel 2027; tra questi, nel 2027 l’offerta netta di Treasury a breve termine salirà di 991 miliardi di dollari, rendendo questo il valore più alto dall’inizio del 2023.

JPMorgan sottolinea che, da una prospettiva di gestione prudente del debito, il Tesoro dovrebbe rimuovere la parola "almeno" dall’indicazione "si prevede di mantenere il volume delle aste nei prossimi trimestri". Infatti, già ad agosto il Treasury Borrowing Advisory Committee (TBAC) ha suggerito di aggiornare la formulazione per mantenere flessibilità.

Tuttavia, il timore del Tesoro per il livello dei rendimenti è evidente: ad agosto ha modificato "valutare eventuali aumenti" in "valutare cambiamenti futuri" e, due settimane dopo, ha sorpreso alzando le dimensioni delle operazioni di riacquisto sulla parte lunga della curva. Secondo la banca, le linee guida attuali resteranno valide fino al 2027, con le dimensioni delle aste invariate fino all’agosto 2027, dopodiché seguirà una serie di aumenti per diversi trimestri, concentrati sulle scadenze tra 2 e 10 anni.

Un buco di 4,1 mila miliardi di dollari

Con l’attuale programmazione delle aste, il deficit di finanziamento tra il 2027 e il 2030 raggiungerà i 4,1 mila miliardi di dollari. Il report ritiene che ridurre il volume delle aste a lungo termine per abbassare i rendimenti non abbia senso strutturale e sposterebbe solo la pressione sul rifinanziamento verso i titoli a breve. Secondo le loro previsioni, la quota di Treasury a breve termine sul debito in circolazione salirà al 24% alla fine del 2027 e al 25% a fine 2028, mentre la durata media ponderata del debito in essere diminuirà di circa 3 mesi nei prossimi due anni, attestandosi a 66,9 mesi.

JPMorgan: La Federal Reserve resterà ferma questa notte, il divario di finanziamento di 4.1 trillioni di dollari si avvicina passo dopo passo, il vero evento principale dei Treasury USA sarà la prossima settimana. image 0

Nei prossimi anni si verificherà un notevole deficit di finanziamento

Ma la flessibilità della domanda di titoli a breve resta in dubbio: la crescita dei fondi monetari è scesa ai minimi da anni, la detenzione ufficiale da parte di stranieri è diminuita negli ultimi mesi, la capitalizzazione delle stablecoin è stagnante da 18 mesi e i dealer sono costretti ad assorbire una quota crescente dell’offerta. Al contrario, la domanda di titoli a lunga scadenza resta elevata: da inizio anno la domanda alle aste a 30 anni è stata la più alta di sempre.

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L’incidenza dei titoli a breve sul debito in circolazione salirà al 25%

Variazioni di posizionamento

Quanto alle posizioni, il sondaggio tra i clienti sui Treasury statunitensi della banca mostra una sovrapposizione di duration ai livelli più alti dal novembre 2025; si consiglia di continuare con strategie di steepening tra i titoli a 10 e 30 anni e di chiudere le posizioni long sull’IOTA decennale (differenziale swap inflazione/TIPS), operazione che ha perso 2,5 punti base dall’apertura.

Dal punto di vista dei dati, quest’anno il valore medio giornaliero degli swap d’inflazione sul CPI USA è pari a 11,6 miliardi di dollari, in crescita del 57% su base annua e pari al 48% del volume dei TIPS. Tecnicamente, il rendimento dei Treasury a 2 anni sbatte contro una resistenza fra il 4,60% e il 4,63%; a meno che l’S&P 500 non scenda sotto il supporto chiave dei 7.500-7.600 punti, i tassi a breve dovrebbero restare in range nel quarto trimestre, con limite superiore al 5,00%. Il supporto di breve è a 4,825%; se i rendimenti dovessero scendere ulteriormente, l’area compresa tra il 4,35% e il 4,43% rappresenta una solida zona di supporto.

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