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La forte domanda di AI non riesce a compensare la debolezza delle attività non core: i risultati del Q3 di Corning (GLW.US) sono misti, con Wall Street che afferma che il rialzo del prezzo delle azioni richiede ancora un reale miglioramento dei margini di profitto.

La forte domanda di AI non riesce a compensare la debolezza delle attività non core: i risultati del Q3 di Corning (GLW.US) sono misti, con Wall Street che afferma che il rialzo del prezzo delle azioni richiede ancora un reale miglioramento dei margini di profitto.

智通财经智通财经2026/10/29 07:01
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Per:智通财经

Morgan Stanley e Bernstein hanno entrambi dichiarato che nel terzo trimestre il settore delle comunicazioni ottiche di Corning ha registrato ottime prestazioni, con una forte domanda legata all'AI. Tuttavia, entrambe le società mantengono un rating "neutrale", sottolineando che le perdite nel settore dell’energia solare, la debolezza della domanda dei terminali consumer e fattori come la remunerazione variabile stanno comprimendo la redditività a breve termine. Un ulteriore aumento del prezzo delle azioni richiederebbe un reale miglioramento dei margini di profitto.

Secondo quanto riportato da Zhitong Finance APP, Corning (GLW.US) ha recentemente pubblicato il suo bilancio del terzo trimestre dell’esercizio fiscale 2026: nonostante i ricavi totali e l’utile per azione (EPS) abbiano battuto le attese di Wall Street, le guidance per il quarto trimestre sono apparse leggermente deludenti a causa delle debolezze registrate nelle attività non core come solare ed elettronica di consumo. Inoltre, i timori del mercato sulla sostenibilità degli investimenti infrastrutturali per l’AI hanno portato il titolo Corning a chiudere in ribasso di circa l’1% nella giornata di riferimento.

A tal proposito, sia Morgan Stanley sia Bernstein hanno sottolineato che nel terzo trimestre la divisione Optical Communications di Corning ha ottenuto risultati brillanti e la domanda legata all’AI si è dimostrata forte. Entrambi mantengono però un rating "neutrale": il segmento solare in perdita ha zavorrato i risultati, la debole domanda di device consumer e le spese salariali variabili hanno compresso i margini di profitto nel breve termine. Per vedere ulteriori rialzi del titolo sarà necessario un concreto miglioramento della redditività.

Secondo Morgan Stanley, le principali catalizzazioni sono attese nella seconda metà del 2027 con un’espansione su larga scala dell’Optical Communications e con il venir meno delle pressioni sul business solare. Il target price è stato tagliato a causa della compressione delle valutazioni sull’intero comparto AI; Bernstein resta invece prudente sugli obiettivi di crescita di lungo termine della società, ritenendo che i benefici dell’Optical Communications siano in larga misura già prezzati. L’outlook debole per il Q4 è motivo di attenzione, sebbene in caso di deterioramento del sentiment sull’AI il rischio ribasso per Corning sia comunque limitato.

Optical Communications unico punto di forza, l’AI traina la crescita lato aziendale

Dai risultati emerge che nel terzo trimestre i ricavi totali di Corning hanno raggiunto i 5,081 miliardi di dollari, oltre le stime di consensus a 5,019 miliardi; l’utile per azione rettificato si è attestato a 0,91 dollari, anch’esso superiore rispetto alle attese di 0,88 dollari. Tuttavia, dietro questo risultato apparentemente brillante, la spinta oltre le attese arriva quasi esclusivamente dalla divisione Optical Communications, mentre le altre business unit hanno in generale deluso le previsioni.

Come principale motore di crescita di Corning, il segmento Optical Communications ha toccato nel terzo trimestre ricavi per 2,379 miliardi, ben oltre le attese che si fermavano a 2,224 miliardi. I ricavi sono cresciuti del 44% rispetto all’anno precedente, con la componente Enterprise che ha segnato un +84% e le vendite legate alla Gen AI che sono più che raddoppiate; la divisione Carrier cresce invece del 4% anno su anno.

Va sottolineato che l’incremento sequenziale dei ricavi in Optical Communications si è ulteriormente accelerato: nel terzo trimestre l’aumento è stato di circa 300 milioni di dollari contro i 225 milioni del Q2 e i 150 milioni del Q1. Ciò conferma che l’azienda possiede le capacità per raggiungere il target di crescita CAGR del 19% previsto dal modello a lungo termine 20-30-40. Anche sul fronte dei margini arrivano segnali positivi: quello operativo della divisione si è attestato al 22,4%, superando sia le aspettative del mercato al 21,3% sia quelle di Bernstein al 20,5%.

In un report, Morgan Stanley evidenzia che Corning sta sfruttando efficacemente contratti di lunga durata con importanti clienti per sostenere l’espansione produttiva. Attualmente la maggior parte degli investimenti in conto capitale legati alla crescita sono coperti da accordi e prepagamenti dei clienti, che forniscono risorse per la crescita della capacità. Dall’inizio dell’anno, i depositi dei clienti hanno contribuito per 639 milioni di dollari al cash flow operativo, sostenendo oltre 2 miliardi di dollari di free cash flow. Secondo Morgan Stanley, questo modello rappresenta un efficace strumento per mitigare i rischi nella fase di ramp-up del piano Springboard, specie nell’attuale fase di accelerazione degli investimenti produttivi in Optical Communications.

Solare ed elettronica di consumo sotto pressione, compensi variabili comprimono i margini

Al contrario della forza registrata nelle comunicazioni ottiche, le altre divisioni di Corning hanno in generale mostrato debolezza nel terzo trimestre. Il segmento Solare ha realizzato ricavi per 436 milioni di dollari, in aumento del 37% su base annua ma sostanzialmente invariati rispetto al trimestre precedente e ben al di sotto delle attese (501 milioni). Il settore registra una perdita netta di 7 milioni di dollari.

Il management di Corning ha spiegato che ciò è da attribuire principalmente alla velocità di ramp-up inferiore alle attese per la produzione di wafer e componenti, anche se la domanda di mercato si mantiene solida. Secondo Morgan Stanley, i costi di produzione restano ancora una zavorra per il solare: la recente riforma del Section 232 Trade Act ha migliorato l’ambiente di pricing, ma il lento aumento della produttività limita il potenziale di miglioramento dei margini nel breve. L’aspettativa è che i profitti migliorino gradualmente nel 2027.

Il business Glass Innovations registra un calo dei ricavi del 3% anno su anno a 1,51 miliardi e una contrazione degli utili del 10%, penalizzato soprattutto dall’aumento dei prezzi delle memorie che ha raffreddato l’elettronica di consumo. In particolare, le vendite di TV sono scese del 4%, quelle di notebook e device portatili di circa il 20%. Nonostante Corning sovraperformi il mercato finale aumentando il contenuto per device, Morgan Stanley ritiene che in un contesto di domanda debole i margini di miglioramento restino limitati. Gli aumenti di prezzo annunciati per il comparto display dovrebbero produrre benefici concreti soltanto dal 2027. L’automotive ha generato ricavi per 470 milioni, leggermente oltre le attese, ma il margine operativo del 14,3% è inferiore al consensus del mercato (17%).

Inoltre, Morgan Stanley segnala come le spese per compensi variabili (Variable Comp) si siano mantenute su livelli elevati nel terzo trimestre, in linea con il secondo. Sebbene il management preveda una stabilizzazione nel Q4 e una normalizzazione nel 2027, tali costi continuano a comprimere i margini delle divisioni non collegate alle comunicazioni ottiche, limitando la leva operativa nell’immediato.

Guidance Q4 sotto alcune attese, il 2027 chiave come finestra catalizzatrice

Corning prevede ricavi tra 5,2 e 5,3 miliardi di dollari nel quarto trimestre, con un utile per azione atteso fra 0,96 e 1,00 dollari. La guidance sui ricavi è inferiore alle stime precedenti di Bernstein (5,4 miliardi) ma la guidance sull’EPS è superiore al consensus (0,93 dollari). L’azienda non ha aggiornato le sue linee guida di crescita a lungo termine, né fornito outlook incrementali per il 2027.

Sulla base delle nuove risultanze, Morgan Stanley ha rivisto al rialzo la stima sui ricavi core 2026 a 19,4 miliardi e l’EPS a 3,37 dollari; per il 2027 prevede 23,2 miliardi di ricavi e 4,37 dollari di EPS.

Tuttavia, pur alzando le stime sugli utili, la banca ha abbassato il target price da 165 a 155 dollari e il multiplo di base scenario dai 30x di EPS a circa 28x (basato su EPS 2028 di circa 5,60 dollari).

Questo, spiega Morgan Stanley, riflette la compressione dei multipli di mercato nell’AI e un quadro di mercato stabilmente bilanciato. Secondo la banca, la domanda aziendale in accelerazione e l’espansione della capacità giustificano valutazioni a premio, ma attualmente i catalyst per una ulteriore espansione dei multipli sono limitati: il maggiore impatto dovrebbe arrivare nel 2027, grazie a un’accelerazione più chiara della domanda per Optical Communications e al venir meno dei fattori negativi per il solare.

Bernstein ha fissato il target price a 140 dollari (25x EPS 2028 pari a 5,7 dollari). La banca osserva che il quadro di crescita di lungo termine di Corning è ambizioso: le proprie previsioni model stressano ricavi a 28 miliardi nel 2028, in lieve difetto rispetto alle implicazioni previste dall’azienda stessa e dal consensus.

Bernstein riconosce tuttavia che Corning dispone di ampio potenziale di crescita nei contenuti per AI accelerator e prevede un tasso annuo composto di crescita dei ricavi per la divisione enterprise Optical Communications del 51% tra il 2026 e il 2028; automotive e glass innovations restano invece segmenti che rallentano la crescita complessiva.

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