Dopo sei mesi dalla precedente raccolta di 100 milioni, Meta si prepara a emettere per la prima volta obbligazioni in euro per espandere il fondo dedicato all’intelligenza artificiale.
Secondo Bloomberg, Meta sta valutando la possibilità di raccogliere almeno 20 miliardi di dollari tramite un'emissione di obbligazioni investment-grade transfrontaliere e ha incaricato Citigroup e Morgan Stanley di organizzare delle conference call con gli investitori questo lunedì e martedì per valutare l'interesse del mercato. Questa emissione obbligazionaria rappresenterebbe la prima grande operazione di finanziamento tramite debito di Meta negli ultimi sei mesi, nonché il suo primo ingresso nel mercato delle obbligazioni in euro.
Meta sta finanziando le sue ambizioni nell’IA sia tramite obbligazioni che azioni, ma il sentiment di mercato si è chiaramente raffreddato.
Il 2 novembre, secondo quanto riportato da Bloomberg citando fonti informate, Meta starebbe valutando di raccogliere almeno 20 miliardi di dollari attraverso un’emissione di obbligazioni investment grade cross-border e ha incaricato Citigroup e Morgan Stanley di tenere conference call con gli investitori lunedì e martedì di questa settimana per valutare la domanda di mercato.
Secondo le fonti, non è stata ancora presa una decisione finale sull’emissione e l'ammontare definitivo potrebbe essere ulteriormente aumentato in base alla domanda degli investitori. Questa emissione rappresenterebbe la prima importante operazione di finanziamento tramite debito di Meta in sei mesi ed è anche la sua prima incursione nel mercato delle obbligazioni in euro.
Nel contempo, mentre i giganti tech contraggono debiti su larga scala per finanziare infrastrutture di intelligenza artificiale, aumentano i dubbi sul fatto che tali investimenti portino effettivamente rendimenti, e il costo della protezione contro il default sul debito di diverse aziende tecnologic americane ha raggiunto nuovi massimi storici.
Doppio attacco con dollari ed euro, ampia copertura delle scadenze
Secondo fonti citate da Bloomberg, questa emissione adotterà una struttura cross-border a doppia valuta: le obbligazioni in dollari avranno una durata dai 5 ai 30 anni, mentre quelle in euro si estenderanno da oltre 4 a oltre 38 anni, garantendo così una grande diversificazione nelle scadenze.
Questa operazione segna l’allineamento di Meta ai concorrenti Google e Amazon, espandendo le fonti di raccolta da singolo dollaro a più valute. Lo scorso mese Meta aveva già incontrato investitori in Europa, come parte di un roadshow non transactional, per preparare il terreno alla presentazione delle obbligazioni in euro.
Nel contempo, lunedì anche Google ha lanciato un’emissione obbligazionaria da 6 miliardi di euro, offrendo agli investitori rendimenti significativamente superiori a emissioni simili di inizio anno; Oracle sta inoltre raccogliendo 10 miliardi di dollari sul mercato delle obbligazioni in dollari, offrendo premi di emissione sostanziali per attrarre acquirenti disposti al rischio.
L’ultima volta che Meta ha fatto il suo ingresso sul mercato delle obbligazioni ad alto rating è stato nell’aprile di quest’anno, con un’emissione di 25 miliardi di dollari e una domanda che ha raggiunto il picco di 96 miliardi di dollari, registrando un’ottima accoglienza.
Obbligazioni e azioni: Meta apre il rubinetto dei finanziamenti per l’IA
Questa emissione obbligazionaria è solo una parte dell’ampio piano di finanziamento attualmente in corso da parte di Meta.
Secondo Bloomberg, la settimana scorsa Meta ha completato il pricing di 25 miliardi di dollari in azioni ordinarie raccogliendo, contemporaneamente, 12,5 miliardi di dollari tramite l’emissione di azioni privilegiate.
Inoltre, l’azienda prevede di raccogliere fino a 60 miliardi di dollari tramite un piano di emissione continua di azioni (ATM), che permetterà alla società di vendere titoli sul mercato aperto in modo opportunistico.
Dallo scorso anno, i giganti tech hanno già immesso centinaia di miliardi di dollari in prestiti per la realizzazione di data center e l’acquisto di chip, suscitando ampi interrogativi sull'effettivo ritorno degli enormi investimenti sostenuti.
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