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Morgan Stanley: Nei prossimi 10 anni la spesa in capitale per l’AI potrebbe raggiungere tra 10 e 15 mila miliardi di dollari

Morgan Stanley: Nei prossimi 10 anni la spesa in capitale per l’AI potrebbe raggiungere tra 10 e 15 mila miliardi di dollari

智通财经智通财经2026/11/03 07:28
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Morgan Stanley ha dichiarato che nei prossimi dieci anni la spesa in conto capitale nel settore dell’intelligenza artificiale (AI) potrebbe raggiungere i 10-15 trillioni di dollari.

Secondo quanto riportato da Jinse Finance, Ted Pick, CEO di Morgan Stanley, ha dichiarato al vertice internazionale dei leader finanziari che nei prossimi dieci anni la spesa in conto capitale nel settore dell'intelligenza artificiale (AI) potrebbe raggiungere i 10-15 trilioni di dollari, consolidando così l'AI come la trasformazione economica più significativa dalla nascita di Internet. Ha stimato che le principali big tech, in un arco temporale di 7-12 anni, potrebbero investire annualmente tra 800 miliardi e 1 trilione di dollari in data center e infrastrutture di calcolo. Pick ha descritto lo stato attuale della diffusione come ancora agli inizi, affermando: “Ora siamo probabilmente alla seconda ripresa di una partita da nove.”

Pick ritiene che, se paragonata alla valutazione azionaria, una spesa totale di 10-15 trilioni di dollari, pur essendo enorme, non sia irragionevole rispetto alla capitalizzazione di circa 70 trilioni di dollari dello S&P 500; di questa cifra, tra 2 e 3 trilioni sono già stati impiegati o sono operativi. Stima inoltre che il dividendo di produttività apportato dall’AI potrebbe far crescere il PIL reale degli Stati Uniti di 50-70 punti base all’anno.

Tuttavia, Emmanuel Roman, CEO di PIMCO, avverte che il volume dei finanziamenti legati all’AI potrebbe salire a circa 10 trilioni di dollari nei prossimi cinque anni, raggiungendo infine livelli eccessivi. Stima, infatti, che per coprire le spese in conto capitale dell’industria AI, sarà necessario raccogliere ogni anno circa 2 trilioni di dollari, mentre il mercato obbligazionario statunitense ha una dimensione di circa 12 trilioni.

Emmanuel sottolinea che l’entità dei finanziamenti finirà “per diventare troppo grande” e che “prima o poi arriverà il momento in cui il flusso si ritirerà, ed è allora che sorgeranno dei problemi”; l’aumento dei tassi negli USA, la guerra in Medio Oriente o una crisi della zona euro potrebbero fungere da elementi di svolta. Ron O’Hanley, presidente e CEO di State Street Bank, invece, afferma che al momento è “molto difficile” considerare l’AI una bolla, perché l’ampia domanda di mercato sostiene gli investimenti: “Questi data center non vengono costruiti a caso; invisibile ogni volta un ordine reale, e nella maggior parte dei casi dietro c’è davvero un’azienda.” Sostiene che la vera questione sarà se, in futuro, l’AI diventerà tanto efficiente da rendere superflua tutta la capacità produttiva ora in costruzione.

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