AbbVie (ABBV.US) amplia le strutture di ricerca e sviluppo a Oxford, nel Regno Unito, puntando sull'innovazione dei farmaci in immunologia, neuroscienze e oncologia.
AbbVie ha annunciato mercoledì di aver ampliato la sua struttura di ricerca e sviluppo a Oxford, nel Regno Unito, come parte di un piano di investimento superiore a 120 milioni di sterline (circa 161 milioni di dollari).
Secondo quanto riportato dall'app di Jinse Finance, la società farmaceutica statunitense AbbVie (ABBV.US) ha annunciato mercoledì di aver ampliato i propri impianti di ricerca e sviluppo a Oxford, Regno Unito, come parte di un programma di investimento di oltre 120 milioni di sterline (circa 161 milioni di dollari). Questo investimento giunge a pochi mesi dalla sigla di un accordo tra Stati Uniti e Regno Unito, finalizzato ad aumentare i prezzi dei farmaci nel Regno Unito secondo le nuove politiche di pricing introdotte dall’amministrazione del presidente Trump.
La nuova struttura, denominata “AbbVie Oxford”, copre un’area di 12.000 piedi quadrati e andrà a potenziare le capacità di ricerca dell’azienda nei settori dell’immunologia, neuroscienze e oncologia. Il polo è stato sviluppato sfruttando le competenze acquisite dopo l’acquisizione nel 2022 della società biotecnologica DJS Antibodies, con sede a Oxford. L’investimento supporterà la ricerca mirata all’identificazione di nuovi target terapeutici e terapie di combinazione, concentrandosi in particolare sulle aree con forti esigenze mediche insoddisfatte.
AbbVie collabora ogni anno con oltre 100 università e istituti di ricerca nel Regno Unito e sta rafforzando ulteriormente le sue partnership accademiche, inclusa quella con l'Università di Oxford. Uno dei progetti congiunti con l’ateneo mira a capire come i pazienti affetti da determinate malattie infiammatorie rispondano alle terapie durante tutto il decorso della patologia, con l’obiettivo di orientare lo sviluppo futuro dei farmaci. Inoltre, le sedi di AbbVie a Oxford, Maidenhead e Marlow danno lavoro complessivamente a più di 1.100 dipendenti nel Regno Unito.
I risultati finanziari annunciati a fine ottobre mostrano che, trainata dalla crescita nelle vendite dei farmaci di immunologia e neuroscienze, AbbVie ha registrato nel terzo trimestre un incremento del fatturato del 10% su base annua, raggiungendo 17,4 miliardi di dollari, oltre le stime degli analisti fissate a 17,32 miliardi di dollari. L’utile per azione rettificato si è attestato a 3,82 dollari, superiore ai 3,73 previsti dagli analisti.
L’ex “Global Drug King” Humira nel terzo trimestre ha registrato ricavi per 683 milioni di dollari, in calo del 31,2% su base annua (dati riportati), continuando a subire la pressione della concorrenza dei biosimilari. Tuttavia, il segmento immunologia non si è ridotto, ma ha completato con successo il ricambio tra prodotti storici e nuovi lanci, raggiungendo ricavi totali per 9,17 miliardi di dollari, in crescita del 16,3% su base annua. Questo grazie soprattutto alle forti performance dei due nuovi farmaci Skyrizi e Rinvoq, che hanno totalizzato rispettivamente 5,78 e 2,71 miliardi di dollari, contribuendo insieme a quasi metà del fatturato complessivo dell’azienda. Inoltre, le neuroscienze hanno segnato una crescita del 19,4% a 3,39 miliardi di dollari; l’oncologia un leggero aumento dello 0,8%; mentre il comparto medicina estetica ha registrato un calo dell’1,4%.
AbbVie prevede ora un utile per azione rettificato a fine anno compreso tra 13,95 e 13,99 dollari, al di sopra della precedente gamma indicata di 13,76-13,96 dollari e oltre le aspettative degli analisti fissate a 13,91 dollari.
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