Il presidente di OpenAI conferma la quotazione in borsa nel 2027: i clienti aziendali sono diventati la principale fonte di reddito, ma l'obiettivo di finanziamento si è ridotto da 3 miliardi a 2 miliardi.
Il presidente di OpenAI, Brockman, ha dichiarato che le vendite aziendali hanno contribuito alla maggior parte delle entrate e che l'azienda sarà pronta per la quotazione in borsa entro il 2027; sta accelerando il processo di finanziamento, competendo con Anthropic, che prevede un IPO entro la fine dell'anno.
Secondo quanto riportato da Zhihu Cai Jing APP, il presidente di OpenAI Greg Brockman ha dichiarato mercoledì che attualmente la maggior parte delle entrate dell'azienda proviene dalla vendita ai clienti aziendali e si è detto fiducioso che la società sarà pronta per la quotazione in borsa nel 2027.
Brockman ha affermato che questo laboratorio di intelligenza artificiale sta intensificando gli sforzi nelle vendite rivolte alle imprese, entrando in competizione con l'avversario Anthropic, che potrebbe quotarsi in borsa entro la fine dell'anno, anche promuovendo il suo agente intelligente Codex.
Queste dichiarazioni sono state fatte dal dirigente AI durante una conferenza tecnologica tenutasi a Napa, California. Quando sul palco gli è stato chiesto se OpenAI sarebbe stata pronta per l'IPO l'anno prossimo, ha risposto: “Penso di sì”.
OpenAI continua ad accelerare la raccolta di fondi per capitalizzare la crescita recente dopo aver rinviato i piani di IPO.
Un percorso difficile verso i finanziamenti
La strada per la raccolta fondi di OpenAI sta diventando sempre più accidentata. A causa della riduzione degli impegni da parte di alcuni investitori, OpenAI ha abbassato il target per il round di raccolta fondi privato in corso da 30 miliardi di dollari a 20 miliardi di dollari, con una riduzione di un terzo.
Le difficoltà provengono da tre fronti. Primo, la valutazione nel settore AI è in calo. Lo scorso mese i titoli tecnologici legati all'AI hanno registrato forti ribassi e sono cresciuti i dubbi sul ritorno degli investimenti nell'AI, offuscando le prospettive di IPO sia per OpenAI sia per Anthropic. Ancora più complicato è il fatto che il concorrente Anthropic prevede di quotarsi entro fine anno, contendendosi gli stessi fondi e l'attenzione di OpenAI. Secondo, aumenta la pressione sulla monetizzazione. Il prezzo dei token è sceso a circa 0,59 dollari ogni milione, in calo del 35% da fine giugno, e OpenAI sarà costretta dal 31 dicembre ad applicare un limite condiviso all'uso di ChatGPT e Codex, con la nuova politica che interesserà i piani Plus, Pro e Business, mentre le conversazioni in modalità Instant non saranno conteggiate; la struttura delle tariffe è diventata significativamente più rigida. Terzo, le spese in conto capitale sono enormi. Per sostenere i modelli più avanzati, l'azienda deve continuare a investire ingenti somme, ma i mercati pubblici non sono necessariamente disposti a finanziare tutto ciò.
Per questo motivo, OpenAI ha rivolto lo sguardo verso il Medio Oriente. Il CEO Sam Altman si è recato personalmente ad Abu Dhabi per incontri con il principe ereditario e ha concluso accordi con Abu Dhabi National Oil Company, Mubadala, MGX e altre istituzioni, nel tentativo di ottenere finanziamenti ancorati dai fondi sovrani; ha inoltre fatto una visita discreta in Corea del Sud per incontrare dirigenti di Samsung e il presidente del Gruppo SK, Chey Tae-won. Secondo Bloomberg, OpenAI ha avviato trattative con diversi fondi emiratini, tra cui MGX, nel tentativo di trovare investitori di riferimento per il suo round di finanziamento da 30 miliardi di dollari.
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