Huìtōng Finance 17 settembre—— A causa della resilienza dell'economia statunitense e dell'inflazione ostinata, il mercato sta generalmente scommettendo su una serie di aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve nella seconda metà dell'anno, esercitando pressione a breve termine sul prezzo dell'oro. Tuttavia, Alex Kuptsikevich, capo analista di FxPro, ritiene che la correzione causata dagli aumenti dei tassi rappresenti in realtà un'opportunità per costruire posizioni a lungo termine. Il prezzo dell'oro ha già dimostrato resilienza alla discesa. Nel lungo periodo, i rischi fiscali e le dinamiche di politica rimangono fattori di supporto fondamentali e stabili; ogni correzione rappresenta una finestra ideale per entrare a mercato.
L'economia americana mostra una notevole resilienza, e insieme a un livello di inflazione persistentemente elevato, il mercato è generalmente convinto che la Federal Reserve continuerà ad aumentare i tassi nella seconda metà del 2026. Questa aspettativa eserciterà pressione a breve termine sul prezzo dell'oro. Tuttavia, Alex Kuptsikevich, capo analista di mercato di FxPro, offre un punto di vista diverso, sostenendo che
Se il prezzo dell'oro dovesse correggere a seguito delle decisioni della Federal Reserve, ciò costituirebbe in realtà una rara occasione per posizionarsi sul lungo termine.
Le attese di un nuovo rialzo dei tassi della Fed nel corso dell'anno favoriscono l'oro
La Fed ha annunciato un aumento dei tassi di 25 punti base giovedì (17 settembre) ora di Pechino orientale; il mercato prevede che entro la fine del 2026 ci sia quasi l'80% di probabilità che avvenga un secondo rialzo dei tassi.
In un recente report sulla ricerca sui metalli preziosi, Alex Kuptsikevich di FxPro analizza che l'aumento dei tassi da parte della Fed potrebbe in realtà portare nuovi acquisti sull'oro. Ha dichiarato: "Lo scenario di base sui mercati dei futures dei tassi prevede l'inasprimento della politica monetaria, mentre il Federal Open Market Committee lascia intendere eventuali ulteriori aumenti nel corso dell'anno. In questo quadro, il dollaro rimarrà stabile, le preoccupazioni sul lungo periodo per una Fed fuori controllo si allenteranno, e i rendimenti dei Treasury a lunga scadenza potrebbero diminuire: in generale, un ambiente favorevole per l'oro. Tuttavia, se la Fed dovesse segnalare la possibilità di tre aumenti dei tassi in un anno, il dollaro si rafforzerebbe sensibilmente e sul mercato dei metalli preziosi si scatenerebbe una vera e propria ondata di vendite."
La resilienza dell'oro è evidente, il rischio maggiore a breve termine sono le posizioni ultra-hawkish inattese
Di fronte a continue aspettative di aumento dei tassi, il mercato dell'oro mostra notevole capacità di tenuta, con il prezzo del metallo che ha toccato nuovamente quota 4300 dollari.
Alex Kuptsikevich aggiunge che il rischio principale per l'oro è rappresentato dal rilascio da parte della Fed di segnali più 'falchi' di quanto si aspetti il mercato. Nelle ultime tre settimane, il rafforzamento del dollaro e l'aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi hanno esercitato ulteriore pressione sul prezzo dell'oro, un asset privo di rendimento; bastano però lievi rallentamenti della crescita del dollaro perché l'oro avvii un rapido rimbalzo, con la dinamica dei prezzi dell'oro strettamente correlata alla forza/debolezza del dollaro.
Oltre la volatilità di breve termine, rischi geopolitici e fiscali sostengono il valore dell'oro a lungo termine
Le azioni della Fed sul rialzo dei tassi potrebbero acutizzare il malcontento della Casa Bianca, le continue pressioni della Casa Bianca sulla Fed potrebbero portare a operazioni di svalutazione del dollaro. Parallelamente, la situazione fiscale degli Stati Uniti resta irrisolta, mentre il Tesoro USA aumenta le sue operazioni nei mercati dei cambi e dei bond; tutto ciò rafforza la domanda di asset resilienti e decentralizzati come l’oro.
Alex Kuptsikevich dice: "In un simile contesto,
i ribassi causati dai rialzi della Fed creeranno in realtà opportunità eccellenti per investire nell’oro." Nel breve termine sono le dinamiche sui tassi a dominare il prezzo dell'oro, ma nel lungo periodo sono le tensioni geopolitiche e il debito statunitense a sostenere il metallo prezioso. Non si può quindi abbandonare una vision rialzista sull’oro solo per una singola decisione della Fed.
Conclusione
La resilienza dell'economia statunitense, unita all’inflazione persistente, rende ormai scontato un nuovo rialzo della Fed nella seconda metà dell’anno: i tassi a breve sono ancora la variabile chiave per le quotazioni dell’oro. Il mercato prezza già due rialzi entro fine anno, mentre il linguaggio della Fed e i “dot plot” determineranno se il metallo prezioso reagirà con rimbalzi o nuove vendite. Nel lungo periodo, la pressione fiscale americana e il confronto politico tra Casa Bianca e Fed mantengono intatto il valore strategico dell’oro per la diversificazione di portafoglio.
Al di là delle oscillazioni di breve periodo, secondo gli analisti le correzioni sono occasioni per aprire posizioni di lungo termine sull’oro: gli investitori devono monitorare costantemente i segnali della Fed e la correlazione tra il dollaro e i rendimenti dei Treasury.
Grafico giornaliero dell'oro spot — Fonte: EasHuìtōng
17 settembre, 12:20 (GMT+8) Oro spot quotato a 4294,60 USD/oncia