Meta fa un'importante marcia indietro sulla visione del "metaverso", con oltre 1.000 licenziamenti presso Reality Labs
BlockBeats notizia, 14 gennaio, secondo quanto riportato da Fox Business, Meta effettuerà un nuovo round di licenziamenti all'inizio del 2026, principalmente rivolto al suo dipartimento Reality Labs (responsabile dell'hardware VR/AR e dei progetti metaverso), segnando un importante ritiro strategico dalla visione del "metaverso" fortemente promossa da Zuckerberg dal 2014. Meta ridurrà del 10% il personale del dipartimento Reality Labs, pari a oltre 1.000 posizioni; i dipendenti interessati hanno già iniziato a ricevere le notifiche da questo martedì.
Meta sta passando dai prodotti metaverso ai dispositivi indossabili, in particolare agli occhiali intelligenti AI. I suoi progetti metaverso hanno registrato perdite significative a lungo termine: dal 2021 Reality Labs ha accumulato perdite operative superiori a 70 miliardi di dollari, con una perdita di 4,4 miliardi di dollari solo nel terzo trimestre dell'anno fiscale 2025.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Tra continue richieste di aumento dei tassi, Trump chiede alla Federal Reserve di ridurre i tassi: gli Stati Uniti dovrebbero avere il tasso d’interesse più basso al mondo.
Trump ha dichiarato pubblicamente che gli Stati Uniti dovrebbero avere i tassi d'interesse più bassi al mondo e ha nuovamente minacciato di tagliare i rapporti commerciali con i Paesi con i quali esiste un disavanzo commerciale, per mettere pressione sulla Federal Reserve. Tuttavia, il CPI di agosto negli Stati Uniti ha superato le aspettative e attualmente il mercato attribuisce una probabilità dell'86% a un rialzo dei tassi a settembre, mettendo così il presidente della Federal Reserve Walsh di fronte a una pressione opposta per l'aumento dei tassi. La guerra tra Stati Uniti e Iran dura ormai da sette mesi; l’aumento dei prezzi dell’energia, unito alle politiche tariffarie, crea una situazione complessa per l'obiettivo d’inflazione della Federal Reserve.
