L'indice del dollaro USA si avvicina al massimo di 3 mesi: è positivo o negativo per Bitcoin?
Punti chiave:
Bitcoin mostra resilienza decouplando dai mercati azionari tradizionali e dall’oro, nonostante il rafforzamento del dollaro USA.
La domanda istituzionale per Bitcoin rimane solida, come dimostrato dai 1,5 miliardi di dollari di afflussi netti nei recenti ETF in soli 7 giorni.
Bitcoin (BTC) ha difeso con successo il livello di 68.000 dollari martedì, nonostante un calo dell’1% del Nasdaq 100 Index e una diminuzione del 3,6% dei prezzi dell’oro. Sebbene Bitcoin si sia inizialmente separato dai mercati tradizionali, i trader restano preoccupati poiché il dollaro USA si è rafforzato rispetto alle altre principali valute fiat, anche mentre gli Stati Uniti rischiano una guerra prolungata con l’Iran.
Indice del Dollaro USA (sinistra) vs. Bitcoin/USD (destra). Fonte: L’indice del dollaro statunitense (DXY) ha raggiunto 99,4 martedì, in rialzo rispetto a 96,6 di sole tre settimane prima. Questa forza del dollaro USA è attribuita agli investitori che cercano sicurezza in liquidità e titoli di Stato, segnali tipicamente associati a un ambiente di avversione al rischio. Al contrario, i periodi di debolezza del DXY solitamente coincidono con rendimenti positivi per Bitcoin, come il bull market osservato tra marzo 2025 e agosto 2025.
Tuttavia, un’analisi più ampia mostra che l’indice del dollaro USA rimane ben al di sotto dell’intervallo 105-110 mantenuto tra novembre 2024 e marzo 2025. Gli ultimi 12 mesi riflettono infatti una fase di consolidamento più che di forza sostenuta. Il recente decoupling di Bitcoin dai titoli tecnologici sembra più significativo, dato che la correlazione era salita considerevolmente anche quando il Nasdaq 100 era scambiato solo il 6% sotto il suo massimo storico.
Correlazione a 30 giorni Bitcoin/USD vs. futures Nasdaq 100. Fonte: TradingView La correlazione mobile a 30 giorni tra Bitcoin e il Nasdaq 100 è scesa al 69% dopo aver raggiunto il 92% solo una settimana prima. L’identità di mercato di Bitcoin si è trasformata ripetutamente nel tempo, venendo vista alternativamente come un sistema monetario indipendente, oro digitale, un database onchain inarrestabile o un veicolo speculativo. Pertanto, prevedere un crollo di Bitcoin solo sulla base della forza del dollaro USA sembra ingiustificato.
Persiste una chiara mancanza di momentum rialzista, probabilmente guidata da fattori come il flash crash del 10 ottobre 2025, le preoccupazioni sulla computazione quantistica, la delusione per i progressi della riserva strategica di Bitcoin degli Stati Uniti e lo spostamento dell’attenzione degli investitori verso l’AI. I trader continuano inoltre a cercare un catalizzatore specifico che abbia portato al calo verso i 60.000 dollari, aumentando così il timore e l’incertezza prevalenti.
Il mercato ribassista di Bitcoin amplifica l’effetto delle notizie negative
Una recente documentazione presentata alla Securities and Exchange Commission (SEC) degli USA da parte di MARA Holdings (MARA US) ha portato i partecipanti al mercato a fraintendere la strategia di riserva in Bitcoin dell’azienda. I trader hanno espresso timori che MARA potesse replicare le azioni di altri importanti miner quotati, come Cango (CANG US), Bitdeer (BTDR UR) e Core Scientific (CORZ US), che di recente hanno liquidato tutte le proprie riserve di Bitcoin.
Fonte: X/ Robert Samuels, Vice Presidente delle Relazioni con gli Investitori di MARA, ha smentito queste voci, spiegando che la società “può acquistare o vendere di volta in volta”, il che non significa però che vi sia l’intenzione di liquidare la maggior parte delle loro riserve. I partecipanti al mercato possono aver agito impulsivamente prima di questa chiarificazione, soprattutto perché Bitcoin si trova in un mercato ribassista mentre i concorrenti hanno spostato il loro modello di business core verso i data center AI.
La forza relativa dell’indice del dollaro USA non dovrebbe essere vista come un segnale automatico di vendita per Bitcoin. Ciò è particolarmente vero dal momento che la criptovaluta dimostra resilienza mentre l’oro mostra segni di esaurimento, ritestando il supporto a 5.000 dollari dopo un rally del 25% da inizio anno nel 2026. I detentori di Bitcoin affrontano comunque un percorso difficile per riconquistare piena fiducia dopo una contrazione del 52% dal massimo storico, sebbene il sentiment generale stia iniziando a migliorare.
L’afflusso netto di 1,5 miliardi di dollari negli exchange-traded fund di Bitcoin dal 24 febbraio rappresenta un chiaro indicatore di una domanda istituzionale in accelerazione. Tuttavia, è probabile che i trader attendano una rottura definitiva sopra i 75.000 dollari prima di poter concludere che il mercato ribassista sia finito. Fino al raggiungimento di questa soglia, dati come l’Indice del Dollaro USA continueranno probabilmente a esercitare una certa pressione negativa su Bitcoin, indipendentemente dalla debole correlazione attuale.
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