I guadagni di McEwen Mining sono in arrivo: il miner riuscirà a realizzare una svolta?
McEwen Mining Inc. pubblica i risultati del quarto trimestre e dell'intero anno 2025 giovedì 12 marzo, con gli investitori concentrati sulla possibilità che la società mineraria d’oro possa realizzare una netta inversione di tendenza dopo un deludente terzo trimestre. Gli analisti si aspettano un utile di $0,21 per azione su ricavi di $71,3 milioni—un miglioramento significativo rispetto alla perdita di $0,01 del trimestre precedente su vendite di $50,5 milioni.
Il rapporto arriva mentre il settore minerario globale sta vivendo una “era d’oro”, con i prezzi dell’oro che si mantengono costantemente sopra i $4.000 per oncia e i principali produttori che riportano profitti record. I metalli preziosi come oro e argento stanno raggiungendo profitti record, poiché i prezzi dovrebbero salire più rapidamente dei costi. Tuttavia, il titolo di McEwen, attualmente a $25,80, ha avuto una performance inferiore rispetto ai concorrenti del settore, nonostante sia vicino al massimo annuale di $29,70.
Gli analisti valutano il titolo come Strong Buy, con tutti e sei gli analisti che coprono il titolo mantenendo la raccomandazione di acquisto e un prezzo medio target di $27,30, implicando un potenziale rialzo del 5,8% rispetto ai livelli attuali. La previsione dei ricavi di $71,3 milioni rappresenta una crescita annua del 114%, sebbene le stime dell’utile per azione siano diminuite del 37,5% negli ultimi 60 giorni, segnalando aspettative ridotte. Le stime sui ricavi sono rimaste stabili nell’ultima settimana e sono aumentate modestamente—del 2,15%—negli ultimi due mesi.
Cosa osservano gli investitori
La domanda principale è se McEwen riuscirà a ottenere il rimbalzo sequenziale atteso. La società ha avuto difficoltà nel terzo trimestre, non raggiungendo le aspettative sui ricavi del 21% e tornando in perdita quando gli analisti prevedevano un profitto. Con le stime dell’EPS drasticamente ridotte negli ultimi mesi, gli investitori analizzeranno i volumi di produzione, i costi sostenuti totali e se il management saprà trasformare i favorevoli prezzi dell’oro in margini migliorati.
L’esecuzione operativa sugli asset chiave della società sarà fondamentale. McEwen ha riportato solidi risultati di perforazione dal Gold Bar Mine Complex in Nevada a gennaio, con il miglior foro al deposito Windfall che ha incontrato 5,55 grammi per tonnellata d’oro su 44,2 metri. La società ha anche annunciato un accordo per acquisire Golden Lake Exploration a fine gennaio, sottolineando la sua strategia di consolidamento nella regione.
Infine, gli investitori attendono indicazioni sull’integrazione delle recenti acquisizioni e sugli obiettivi di produzione per il 2026. McEwen ha completato l’acquisizione di Canadian Gold Corp. e del Tartan Mine Project all’inizio di gennaio, espandendo la base degli asset in Canada. Le priorità di allocazione del capitale da parte della direzione e la tempistica per incrementare la produzione nei nuovi asset acquisiti potrebbero influenzare il sentiment in vista del nuovo anno.
Il rapporto prezzo/utili prospettico della società, pari a 235, riflette aspettative di forte crescita degli utili, ma lasciando poco margine di errore. Con il settore minerario che gode di condizioni favorevoli senza precedenti e il titolo McEwen vicino ai massimi pluriennali, il rapporto di giovedì sarà un banco di prova per capire se la società saprà finalmente capitalizzare su quello che molti definiscono il miglior contesto operativo del settore degli ultimi anni.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche

Tutti gli occhi puntati su Walsh, la prossima settimana la "super settimana delle banche centrali" porterà un’ondata di aumenti dei tassi nei paesi del G7?
Con l'aumento dell'inflazione, i conflitti geopolitici e il prezzo del petrolio che supera i cento dollari, le banche centrali del G7 si apprestano a una settimana cruciale di decisioni sui tassi d'interesse. Sostenuta da un'inflazione di base superiore alle attese, la Federal Reserve dovrebbe procedere al primo aumento dei tassi in tre anni; la Banca del Giappone è prevista innalzare i tassi all'1,25%, un massimo degli ultimi 30 anni; anche le posizioni restrittive della Banca d'Inghilterra, della Banca Centrale Europea e della banca centrale canadese si sono rafforzate, segnando una svolta significativa verso un inasprimento collettivo della politica monetaria globale.
La Fed aumenterà i tassi consecutivamente? Si ripeterà il “ciclo di stretta” della fine degli anni ’80?
Il rapporto di Citigroup sottolinea che l'attuale contesto macroeconomico è molto simile al ciclo restrittivo del 1988-1989, quando l'economia manteneva la sua resilienza e le pressioni inflazionistiche si accumulavano gradualmente. Successivamente, l'attività economica rallentò e la politica si orientò verso una maggiore flessibilità. Durante quel ciclo restrittivo, la Federal Reserve aumentò i tassi d'interesse per sedici volte consecutive.
Nemici storici raramente collaborano! Musk e Aaltman sostengono l'appello di Dario Amodei per "rallentare l'AI a livello globale"
Amodei di Anthropic lancia un appello per un “rallentamento globale dell’AI”, trovando un inatteso sostegno pubblico sia dal rivale Musk che da Altman. I tre grandi leader hanno concordato unanimemente di concedere a terze parti l’accesso ai test di livello impiegato e di coordinarsi per rallentare lo sviluppo; Altman ha addirittura annunciato che OpenAI non effettuerà un’IPO quest’anno. Le dimissioni indignate di un ricercatore e una serie di “fughe collettive” di AI fuori controllo hanno innescato il panico a lungo represso nel settore.
