Micron e Qualcomm hanno firmato contratti a lungo termine per garantire l'approvvigionamento di memoria AI per auto
Micron sta entrando nel settore automobilistico con i suoi chip AI, formando alleanze con giganti come Qualcomm per conquistare la tendenza delle “auto definite dal software”. Tuttavia, dietro l’entusiasmo per l’AI emergono tensioni nascoste: per timore di un rallentamento degli investimenti da parte delle aziende cloud, Wall Street sta silenziosamente riducendo l’esposizione ai semiconduttori, e le azioni dei produttori di chip sono ormai in una fase di elevata speculazione che entra in acque profonde.
Micron Technology sta estendendo la domanda di chip AI dai data center al settore automobilistico, assicurandosi clienti e stabilità nelle entrate attraverso accordi di fornitura a lungo termine.
Giovedì, Micron ha annunciato la firma di accordi a lungo termine con diversi fornitori del settore automobilistico, tra cui il designer di chip Qualcomm, il produttore di prodotti audio Harman, e fornitori di componenti automotive come Visteon, JOYNEXT, DENSO, Astemo e Hyundai Mobis. L'obiettivo degli accordi è garantire una fornitura stabile di memoria e componenti di storage per veicoli abilitati all'AI, e aiutare i partner ad ottimizzare la pianificazione produttiva e le decisioni di investimento sulle future piattaforme avanzate tramite la fissazione dei prezzi.
La firma di questi accordi riflette la tendenza dell'industria automobilistica ad accelerare la trasformazione verso veicoli definiti dal software. Cristiano Amon, presidente e CEO di Qualcomm, ha dichiarato: "Man mano che i veicoli diventano sempre più software-defined, i produttori hanno bisogno di piattaforme tecnologiche in grado di integrare calcolo ad alta prestazione, connettività, memorizzazione e funzioni di storage."
L'automotive diventa un pilastro fondamentale nella strategia di diversificazione di Micron
La firma concentrata di Micron nel settore automotive rappresenta una parte integrante della sua più ampia strategia. Il CEO di Micron, Sanjay Mehrotra, aveva rivelato a giugno di aver già siglato 16 accordi strategici con clienti. Egli prevede che la crescita trainata dai data center sarà gradualmente affiancata dalle funzionalità AI in smartphone, PC di fascia alta, applicazioni automotive e robotica.
Le principali applicazioni dei chip per automotive comprendono sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) e cockpit digitali, funzioni che richiedono prestazioni elevate e fornitura stabile dei chip di memoria. Attraverso il legame a lungo termine con gli attori della filiera, Micron può costruire una struttura di ricavi più prevedibile dal lato della domanda.
Micron è l'unico produttore statunitense di chip di memoria ad alta larghezza di banda (HBM), ampiamente utilizzati nei processori AI di Nvidia. Spinta dalla rapida diffusione degli strumenti AI, la domanda di chip di memoria rimane elevata, consentendo a Micron e ai concorrenti SK Hynix e Samsung Electronics di mantenere margini di profitto elevati sui prodotti.
Questo quadro di domanda ha anche incentivato l'intero settore dei semiconduttori ad accelerare l'espansione della capacità produttiva. Gli scenari di applicazione dei chip di memoria spaziano da data center, elettronica di consumo fino al settore automobilistico, conferendo a Micron potenzialità di crescita in diversi mercati finali.
Gli investitori istituzionali iniziano a rivedere le allocazioni sul settore semiconduttori
Sebbene aziende come Micron stiano attualmente beneficiando della domanda trainata dall'AI, alcuni investitori istituzionali hanno iniziato a mostrare cautela sulle valutazioni del settore semiconduttori. Secondo Reuters, con il crescente timore che la spesa in conto capitale dei fornitori di cloud su larga scala (hyperscaler) rallenti, alcuni fondi attivi stanno riducendo l'esposizione ai titoli dei chip per aumentare quella nei giganti del cloud stesso, così come in segmenti collegati all'AI come software, finanza e sanità.
UBS stima che la spesa in conto capitale dei grandi fornitori di cloud crescerà quest'anno del 76% fino a 673 miliardi di dollari, ma il tasso di crescita rallenterà al 25% il prossimo anno e al 6% entro il 2028. Alexis Bossard, gestore globale di portafogli azionari presso Edmond de Rothschild Asset Management, afferma: "Quando smettono di aumentare la spesa in conto capitale, è senza dubbio positivo per i fornitori di cloud, ma è un segnale negativo per l'industria dei semiconduttori."
Il Philadelphia Semiconductor Index è cresciuto più del doppio nell'ultimo anno, ma è già sceso di quasi il 18% rispetto al picco di giugno. Un sondaggio di luglio di Bank of America Merrill Lynch fra i gestori di fondi ha mostrato che l'82% degli intervistati considera i semiconduttori l'asset più affollato del mercato, senza nessuno che dichiari di voler andare short sul settore.
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