Meta (META.US) fallisce nel tentativo di bloccare il processo! Il caso di dipendenza degli adolescenti dai social media inizia questa settimana: potenziali richieste di risarcimento fino a 1,4 trilioni di dollari
Meta Platforms ha cercato di fermare urgentemente un processo simbolo riguardante accuse di dipendenza da social media tra adolescenti, ma la richiesta è stata respinta dalla corte d'appello federale degli Stati Uniti.
Secondo quanto riportato da Smart Finance APP, Meta Platforms (META.US) ha tentato di fermare urgentemente un processo simbolico relativo alle accuse di dipendenza dei social media tra gli adolescenti, ma la richiesta è stata respinta dalla Corte d’Appello Federale degli Stati Uniti. Ciò significa che la causa, intentata dai procuratori generali di decine di Stati, inizierà regolarmente questa settimana e Meta potrebbe dover affrontare richieste di risarcimento che raggiungono un massimo di circa 1,4 trilioni di dollari.
Un collegio di tre giudici della Corte d’Appello del Nono Circuito degli Stati Uniti ha stabilito lunedì che la corte non ha attualmente giurisdizione per esaminare l’appello anticipato presentato da Meta e ha quindi respinto il caso.
Secondo il programma attuale, la selezione della giuria per il processo inizierà mercoledì presso il tribunale federale di Oakland, in California, con le dichiarazioni di apertura previste per il 18 agosto e l’intero procedimento dovrebbe durare diverse settimane.
Meta non ha ancora commentato l’ultima decisione della Corte d’Appello del Nono Circuito.
L’appello anticipato di Meta respinto: al centro dell’attenzione una possibile domanda di risarcimento di 1,4 trilioni di dollari
La causa è stata avviata congiuntamente dai procuratori generali di numerosi Stati americani, accusando le piattaforme social di Meta, come Instagram e Facebook, di attirare e trattenere utenti minorenni grazie a un design dei prodotti che crea dipendenza, causando così danni alla salute mentale degli adolescenti.
Con il rifiuto della corte d’appello di intervenire, Meta dovrà ora difendersi direttamente davanti al tribunale federale di Oakland.
In particolare, il mercato osserva con attenzione la possibilità che i procuratori possano richiedere una sanzione fino a circa 1,4 trilioni di dollari. Se questa richiesta dovesse essere supportata dal tribunale, la sua entità supererebbe di gran lunga la maggior parte delle sanzioni normative e legali che Meta ha affrontato in precedenza, rendendo questo processo uno dei casi legali più seguiti dell’industria dei social media negli Stati Uniti.
Tuttavia, per ora la cifra di 1,4 trilioni di dollari rappresenta soltanto una possibile richiesta da parte dei procuratori, e non significa che Meta sia già stata condannata a pagare tale ammontare. L’effettiva responsabilità e l’entità del risarcimento dipenderanno dal risultato del processo.
Meta invoca la “Sezione 230” ma non riesce a fermare l’avvio del processo
Nell’ambito di questa causa multi-statale, Meta aveva precedentemente chiesto alla giudice federale distrettuale Yvonne Gonzalez Rogers di respingere la causa, ma la richiesta è stata bocciata. Successivamente Meta ha presentato un appello anticipato alla Corte d’Appello del Nono Circuito.
Uno dei principali argomenti di difesa di Meta è la Sezione 230 del Communications Decency Act degli Stati Uniti, che da tempo garantisce un’ampia protezione alle piattaforme internet contro certe responsabilità legate ai contenuti pubblicati dagli utenti.
Meta sostiene che la Sezione 230 dovrebbe proteggere anche nei confronti di cause riguardanti la “dipendenza” dai social media.
Tuttavia, la giudice Jacqueline Nguyen della Corte d’Appello del Nono Circuito ha affermato nella decisione di lunedì che, prima di una sentenza definitiva, di norma le decisioni intermedie dei tribunali inferiori non sono soggette a ricorso anticipato.
La corte ha anche rifiutato l’argomentazione di Meta secondo cui il caso rientrerebbe in rare eccezioni, e quindi giustificherebbe una revisione anticipata.
Meta aveva inoltre chiesto alla Corte d’Appello del Nono Circuito di emettere un ordine urgente per sospendere il processo in programma per questa settimana. Tuttavia, la corte ha ritenuto di non avere giurisdizione sull’appello anticipato di Meta e quindi la richiesta di sospendere il processo è diventata irrilevante.
Meta di fronte a una raffica di cause sulla salute mentale degli adolescenti negli Stati Uniti
La causa multi-statale di Oakland rappresenta solo uno dei molteplici casi che Meta si trova ad affrontare riguardo la dipendenza da social media degli adolescenti.
Attualmente, i procuratori generali di diversi Stati americani, avvocati dei consumatori e distretti scolastici hanno avviato azioni legali contro Meta per il potenziale impatto di piattaforme come Instagram e Facebook sulla salute mentale degli adolescenti, con un numero crescente di cause sia individuali che promosse dai distretti scolastici nei tribunali statali e federali della California.
Tra queste, in una causa intentata separatamente dal procuratore generale del New Mexico, le sanzioni che Meta potrebbe dover pagare hanno raggiunto quasi 950 milioni di dollari.
A marzo di quest’anno, una giuria ha emesso una sentenza di 375 milioni di dollari; successivamente, il giudice ha aggiunto circa 567 milioni di dollari la settimana scorsa, ordinando a Meta di pagare la somma allo Stato del New Mexico per istituire un fondo per la salute mentale, per un totale di circa 942 milioni di dollari.
Contemporaneamente, Meta sta affrontando un altro processo presso un tribunale del Tennessee, dove anche il procuratore generale dello Stato ha avviato una causa per la dipendenza degli adolescenti dai social network, sulla base delle leggi relative alla protezione dei consumatori.
Crescono le cause individuali e dei distretti scolastici: i primi processi scolastici si terranno l’anno prossimo
Oltre alle azioni legali degli Stati, aumentano anche le cause individuali contro le grandi piattaforme social.
All’inizio di quest’anno, una giuria di Los Angeles ha stabilito un risarcimento di 6 milioni di dollari a favore di una donna che aveva citato Meta e YouTube (di Google) per averle causato ansia e depressione legate a problemi di salute mentale.
Nel frattempo, proseguono anche le cause intentate dai distretti scolastici statunitensi contro le aziende di social media, con i primi processi previsti per febbraio 2027.
Ciò significa che, anche se Meta riuscisse ad avere la meglio in questa causa multi-statale, i rischi legali legati all’uso dei social media da parte dei giovani e ai problemi di salute mentale correlati continueranno a persistere.
Il processo che inizierà questa settimana a Oakland assume quindi un’importanza cruciale. Oltre alla richiesta di risarcimento che può arrivare fino a 1,4 trilioni di dollari, il caso potrebbe testare ulteriormente la possibilità per le piattaforme internet di utilizzare la Sezione 230 del Communications Decency Act come scudo contro le cause legate al design dei prodotti e ai meccanismi di dipendenza, influenzando potenzialmente in modo più ampio i limiti della responsabilità legale futura per l’industria dei social media negli Stati Uniti.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche

Tutti gli occhi puntati su Walsh, la prossima settimana la "super settimana delle banche centrali" porterà un’ondata di aumenti dei tassi nei paesi del G7?
Con l'aumento dell'inflazione, i conflitti geopolitici e il prezzo del petrolio che supera i cento dollari, le banche centrali del G7 si apprestano a una settimana cruciale di decisioni sui tassi d'interesse. Sostenuta da un'inflazione di base superiore alle attese, la Federal Reserve dovrebbe procedere al primo aumento dei tassi in tre anni; la Banca del Giappone è prevista innalzare i tassi all'1,25%, un massimo degli ultimi 30 anni; anche le posizioni restrittive della Banca d'Inghilterra, della Banca Centrale Europea e della banca centrale canadese si sono rafforzate, segnando una svolta significativa verso un inasprimento collettivo della politica monetaria globale.
La Fed aumenterà i tassi consecutivamente? Si ripeterà il “ciclo di stretta” della fine degli anni ’80?
Il rapporto di Citigroup sottolinea che l'attuale contesto macroeconomico è molto simile al ciclo restrittivo del 1988-1989, quando l'economia manteneva la sua resilienza e le pressioni inflazionistiche si accumulavano gradualmente. Successivamente, l'attività economica rallentò e la politica si orientò verso una maggiore flessibilità. Durante quel ciclo restrittivo, la Federal Reserve aumentò i tassi d'interesse per sedici volte consecutive.
Nemici storici raramente collaborano! Musk e Aaltman sostengono l'appello di Dario Amodei per "rallentare l'AI a livello globale"
Amodei di Anthropic lancia un appello per un “rallentamento globale dell’AI”, trovando un inatteso sostegno pubblico sia dal rivale Musk che da Altman. I tre grandi leader hanno concordato unanimemente di concedere a terze parti l’accesso ai test di livello impiegato e di coordinarsi per rallentare lo sviluppo; Altman ha addirittura annunciato che OpenAI non effettuerà un’IPO quest’anno. Le dimissioni indignate di un ricercatore e una serie di “fughe collettive” di AI fuori controllo hanno innescato il panico a lungo represso nel settore.
