Dall’ordine di 1,5 GW all’ambizione di una valutazione da 20 miliardi di dollari: l’operatore di data center di Singapore DayOne si lancia in Borsa negli Stati Uniti
Secondo fonti informate, DayOne Data Centers ha presentato in segreto la domanda per un'offerta pubblica iniziale (IPO) presso il mercato azionario statunitense. L'azienda prevede di essere quotata già dal prossimo trimestre e sta valutando di raccogliere circa 5 miliardi di dollari tramite l'IPO.
Secondo quanto riportato dalla testata finanziaria Zhitong Financial APP, alcuni media hanno riferito, citando fonti informate, che DayOne Data Centers Ltd., uno dei principali protagonisti a livello globale nel boom della costruzione di data center, ha presentato in modo riservato una richiesta di IPO (offerta pubblica iniziale) sul mercato azionario statunitense. Le fonti indicano che questo operatore di data center con sede a Singapore prevede di quotarsi già dal prossimo trimestre. Poiché le informazioni rilevanti non sono ancora pubbliche, le fonti hanno richiesto l’anonimato. Secondo quanto riferito, la società starebbe prendendo in considerazione la raccolta di circa 5 miliardi di USD tramite l’IPO.
Alcuni media avevano precedentemente riportato che DayOne potrebbe puntare a una valutazione intorno ai 20 miliardi di USD attraverso questa quotazione. Le fonti sottolineano che la valutazione è ancora oggetto di discussione e che dettagli come l’ammontare da raccogliere e la tempistica dell’IPO potrebbero ancora cambiare. DayOne non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento.
A giugno, DayOne ha completato un finanziamento di Serie C da 4,5 miliardi di USD, guidato dai suoi principali azionisti Coatue Management e Hillhouse, insieme ai nuovi investitori Achi Capital Partners e al fondo sovrano d’investimento indonesiano. L’azienda ha dichiarato che questi fondi accelereranno la massiccia espansione di DayOne su mercati chiave come Singapore, Malesia, Indonesia, Thailandia, Giappone, Hong Kong, Finlandia e Spagna.
Dalla sua fondazione nel 2022, DayOne ha già assicurato prenotazioni di capacità di data center superiori a 1,5 gigawatt (GW) nella regione Asia-Pacifico e in Europa. Tra gli investitori figurano anche l’operatore cinese di data center GDS, il gigante giapponese degli investimenti SoftBank Vision Fund di Masayoshi Son e il fondatore di Citadel Ken Griffin.
Con l’ascesa pervasiva delle tecnologie di intelligenza artificiale, l’interesse degli investitori verso le infrastrutture fondamentali per il training e l’inferenza AI – i data center – è cresciuto in modo esponenziale. Firmus Technologies Pty, con sede in Australia, ha annunciato la scorsa settimana un impegno d’investimento per un finanziamento da 2 miliardi di USD a sostegno di questo settore, con anche qui la partecipazione di Coatue. Tra gli altri noti operatori di grandi data center in procinto di preparare l’IPO negli USA figurano anche Switch Inc. e Nscale, i cui debutti sono attesi già quest’anno.
Aziende come Csquare Inc., con sede a Dallas, hanno raccolto 1,05 miliardi di USD tramite IPO lo scorso mese, fissando il prezzo di emissione a 21 USD per azione, al di sotto dell’intervallo di prezzo inizialmente previsto. Lunedì questa società di data center supportata dal gigante nordamericano Brookfield Corp. ha chiuso a 21,6 USD alla Borsa di New York.
La domanda sempre più pressante di potenza computazionale AI e la febbre di costruzione di data center stanno alimentando un boom di investimenti in intelligenza artificiale: questa è la logica strategica fondamentale per cui DayOne ha scelto di correre verso il mercato dei capitali americani proprio ora.
DayOne non si affida solo a proiezioni future per i propri finanziamenti: la società ha appena concluso a giugno un finanziamento equity di Serie C da 4,5 miliardi di USD e, dal 2022, ha già assicurato prenotazioni di capacità superiori a 1,5 GW in Asia-Pacifico ed Europa, definendo inoltre lo sviluppo di campus data center “AI-ready” per i principali cloud provider e clienti enterprise. Questa IPO rappresenta quindi, nell’attuale ciclo massimo di capex alimentato dall’AI, il tentativo di ricollocare sul più grande mercato pubblico azionario del mondo un’infrastruttura composta da “energia + terreni + sale macchine + capacità computazionale AI”, già validata dal capitale privato.
Ciò che dovrebbe maggiormente interessare gli investitori riguardo l’IPO di DayOne negli USA non è semplicemente “un’altra azione AI sul mercato”, bensì l’espansione delle classi di asset legate all’AI bull market: dai benefici del segmento semiconduttori dominato da Nvidia GPU si passa ai flussi di cassa delle locazioni di capacità dei data center, e infine alla titolarità infrastrutturale, i crediti e gli strumenti di cartolarizzazione che ne supportano gli asset. Switch ha di recente presentato a sua volta domanda segreta per l’IPO negli USA e DayOne la segue a ruota, a conferma che i giganti della gestione patrimoniale di Wall Street stanno cercando di reimpacchettare i data center AI, da progetti a elevata intensità di capitale, in “asset infrastrutturali digitali a flussi di cassa”, con contratti a lungo termine, prenotazioni di capacità e potenziali valori residui.
Dal punto di vista dell’ingegneria dei grandi sistemi AI (AI Systems Engineering), i miglioramenti delle performance dei modelli stanno spostando il collo di bottiglia dalla singola GPU verso l’intera catena di infrastrutture fisiche: cluster GPU → rete ad alta velocità → accesso elettrico → raffreddamento a liquido/termico → data center campus → finanziamenti a lungo termine dal mercato finanziario. DayOne si posiziona esattamente nel segmento con la maggiore intensità di capitale, con il ciclo di costruzione più lungo e le restrizioni di offerta più forti: il livello “data center + capacità elettrica”. Ciò che vende non sono i modelli AI di per sé, ma capacità di infrastruttura AI disponibile, in megawatt/gigawatt (MW/GW), in grado di sostenere operativamente decine di migliaia o anche centinaia di migliaia di GPU.
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