Tuttavia, l'oro si è mantenuto vicino ai 4.400 dollari l'oncia, mentre l'argento si è consolidato all'interno del suo recente intervallo. Questa divergenza conferma che il calo del rame non si è ancora trasformato in una vendita generalizzata dei metalli.
I prezzi del rame erano aumentati poiché i trader si aspettavano che gli Stati Uniti ampliassero i dazi esistenti sui prodotti raffinati, comprese le catodi e i concentrati prodotti nelle miniere. Gli acquirenti industriali hanno spostato le forniture nei magazzini statunitensi prima di eventuali tariffe, creando una delle maggiori scorte mondiali di rame.
Il Dipartimento del Commercio ha presentato un aggiornamento al Presidente Donald Trump entro la scadenza del 30 giugno. Tuttavia, la Casa Bianca non ha ancora preso una decisione finale.
I funzionari devono bilanciare il sostegno all'estrazione e alla raffinazione interna con i maggiori costi che devono affrontare i produttori. Gli Stati Uniti importano circa la metà del rame di cui hanno bisogno ogni anno e gestiscono solo due fonderie di rame.
Il ritardo ha indebolito il premio da dazio incorporato nei prezzi dei future. Ha inoltre lasciato incertezza su una proposta di tariffa del 15% che potrebbe entrare in vigore a gennaio 2027.
Rame e oro reagiscono a forze di mercato differenti. Il rame corrisponde alla domanda proveniente da costruzioni, trasporti, elettronica, infrastrutture per l'intelligenza artificiale ed energie rinnovabili. L'oro risponde principalmente a preoccupazioni sull'inflazione, rischi geopolitici, movimenti valutari e domanda delle banche centrali.
Il rapporto rame/oro rimane storicamente depresso. Sebbene valori bassi indichino tipicamente debolezza economica, le condizioni attuali riflettono anche una forte domanda di oro come bene rifugio, insieme a vincoli dell'offerta e incertezza sulle tariffe che incidono sul rame.
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});L'argento si posiziona fra i due mercati perché le applicazioni industriali coprono circa il 50%–60% della domanda. Pannelli solari, elettronica, veicoli elettrici e infrastrutture AI collegano l'argento all'attività manifatturiera.
Tuttavia, gli investitori utilizzano anche l'argento come copertura in metalli preziosi. Questa domanda monetaria ha limitato l'impatto di un clima industriale più debole. I prezzi si sono recentemente consolidati tra 56 e 68 dollari, invece di seguire il forte calo del rame.
L'ultimo movimento evidenzia un mercato guidato più da segnali politici che da stress macroeconomici diffusi. Il ritracciamento del rame riflette lo smantellamento delle posizioni create dalle tariffe, piuttosto che un crollo della domanda globale. Finché oro e argento rimarranno stabili, la correzione probabilmente resterà concentrata sul rame, con il prossimo orientamento che dipenderà da come la Casa Bianca risolverà definitivamente la questione dei dazi.


