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Bitcoin supera di nuovo gli 80.000 dollari! Le azioni legate alle criptovalute decollano, la SEC “autorizza” le azioni tokenizzate come catalizzatore

Bitcoin supera di nuovo gli 80.000 dollari! Le azioni legate alle criptovalute decollano, la SEC “autorizza” le azioni tokenizzate come catalizzatore

华尔街见闻华尔街见闻2026/09/18 21:51
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Per:华尔街见闻

Venerdì Coinbase, Strategy e alcune azioni di società minerarie di criptovalute sono aumentate di oltre il 10%. Martedì scorso, il CLARITY Act, una legge strutturale di mercato delle criptovalute considerata una pietra miliare, ha incontrato ostacoli nel suo avanzamento al Senato degli Stati Uniti, ma giovedì due autorità di regolamentazione hanno utilizzato i rispettivi poteri per promuovere un quadro normativo. La SEC ha introdotto un’“esenzione innovativa”, concedendo un’esenzione temporanea e condizionata alle piattaforme di scambio di titoli tokenizzati che soddisfano determinati requisiti. Parallelamente, la CFTC ha allentato le restrizioni adottando una nuova posizione di “non azione applicativa” nei confronti dei fornitori di software passivi.

I regolatori statunitensi continuano a inviare segnali positivi al mercato delle criptovalute. I flussi di capitale tornano nei Bitcoin ETF, il mercato sta progressivamente assorbendo i recenti ostacoli legislativi e l’aumento dei tassi della Federal Reserve, e venerdì gli asset digitali hanno vissuto una giornata di rialzo collettivo: bitcoin torna sopra la soglia degli 80.000 dollari, mentre le azioni legate alle criptovalute registrano anch’esse forti aumenti.

Secondo i dati di CoinMarketCap, la criptovaluta con la capitalizzazione più alta, bitcoin (BTC), è salita rapidamente durante la sessione europea di venerdì, superando per la prima volta dal 4 settembre gli 80.000 dollari. Nel pomeriggio di Wall Street, il prezzo ha raggiunto un picco oltre gli 81.300 dollari, segnando il massimo dal 4 settembre e aumentando di oltre 5.000 dollari rispetto al minimo giornaliero, con un rialzo superiore al 6,7%.

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Il secondo asset più grande per capitalizzazione, Ethereum (ETH), ha infranto momentaneamente i 2.640 dollari durante il pomeriggio della sessione USA di venerdì, raggiungendo il livello più alto dall’11 settembre e crescendo di oltre l’8,5% rispetto al minimo giornaliero. Oltre a BTC ed ETH, anche le altre principali criptovalute del mercato sono salite in sincronia, dimostrando che il capitale non si concentra più solo su bitcoin, ma che si è verificato un più ampio ripristino dell’appetito per il rischio.

La rapida ascesa delle criptovalute si è immediatamente riflessa sugli asset correlati quotati negli Stati Uniti.

Alla chiusura di venerdì, il maggior exchange di criptovalute statunitense Coinbase (COIN) ha chiuso in rialzo di quasi l’11,7%, il grande detentore di bitcoin MicroStrategy (MSTR) è salito di circa il 16,4%, l’azione di Circle (CRCL), prima società di stablecoin quotata negli USA, ha guadagnato quasi il 7,9%, mentre Robinhood (HOOD), il broker per giovani celebre per il supporto al trading di criptovalute, ha registrato un progresso superiore al 9,1%.

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Anche i titoli minerari legati alle criptovalute sono cresciuti sensibilmente: MARA Holdings (MARA) ha chiuso con un rialzo vicino al 13,8%, Bit Digital (BTBT) ha guadagnato circa il 13,1%, Riot Platforms (RIOT) è salita dell’8,6% e Hut 8 (HUT) è cresciuta di oltre l’8,5%.

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Dopo il superamento intraday degli 80.000 dollari da parte di bitcoin, le società legate alle criptovalute come Coinbase, MicroStrategy e MARA hanno tutte superato il 10% di guadagno intraday. Osservando i dati, le azioni di queste società hanno generalmente segnato performance superiori a bitcoin stesso, riflettendo un crescente appetito per il rischio tra gli investitori che preferiscono esporsi agli asset digitali tramite exchange, società di mining e aziende che detengono cripto nei loro bilanci.

Secondo i commenti degli analisti, diversi fattori hanno contribuito a migliorare il sentiment del mercato: la SEC ha autorizzato piattaforme qualificate a negoziare azioni tokenizzate, la CFTC ha promosso un nuovo quadro di regolamentazione per le cripto e i flussi di capitale sono tornati nei Bitcoin ETF. In precedenza, c’era preoccupazione che il CLARITY Act, arenatosi in Senato martedì, portasse nuovi venti contrari al mercato; tuttavia, la reazione di venerdì suggerisce che questi rischi erano già stati in parte assorbiti negli attuali prezzi.

La “Innovation Exemption” della SEC apre la strada alle azioni tokenizzate

Uno dei catalizzatori principali del recente rally delle criptovalute è stata una serie di iniziative da parte dei regolatori USA giovedì scorso.

La SEC americana ha annunciato il 17, ora locale, l’introduzione della “Innovation Exemption”, che concede un’esenzione temporanea e condizionata alle piattaforme di trading di titoli tokenizzati che rispettano determinati requisiti, permettendo così la negoziazione in blockchain di versioni tokenizzate di alcune azioni statunitensi quotate. Secondo la SEC, questa misura mira a favorire la transizione del mercato dei capitali americano verso la negoziazione on-chain.

Secondo le regole pubblicate dalla SEC, le Tokenized Securities Venues (TSV) autorizzate possono utilizzare market maker autorizzati e pool di liquidità per negoziare azioni tokenizzate USA, ma devono rispettare una serie di condizioni, tra cui limiti sui titoli e sui volumi negoziati, nonché concedere agli emittenti delle azioni la possibilità di opporsi.

Inoltre, le azioni tokenizzate devono garantire agli investitori gli stessi diritti delle azioni tradizionali, inclusi dividendi e diritto di voto; i token azionari sintetici, che non conferiscono tali diritti, non sono contemplati da questa esenzione. L’esenzione è una misura temporanea con durata di cinque anni.

Il presidente della SEC, Paul Atkins, ha sottolineato che questa decisione nasce dall'esigenza, dopo lo stallo legislativo in Congresso, di far progredire i mercati finanziari statunitensi nell’“era digitale” sfruttando i poteri esistenti della SEC.

Il settore considera questa iniziativa della SEC come un segnale regolatorio molto positivo. Secondo gli analisti, la decisione offre una via regolamentata alla negoziazione di azioni americane tokenizzate a offerte selezionate da parte di alcune piattaforme, rafforzando ulteriormente i prezzi dei titoli legati, come Coinbase.

CFTC anch’essa più flessibile: regolamentazione via “scorciatoia”

Vale la pena sottolineare che l’azione della SEC non è un evento isolato.

Sempre giovedì della stessa settimana, la Commodity Futures Trading Commission americana (CFTC) ha annunciato una nuova posizione di “no-action”, indirizzata a fornitori di software passivi. Se vengono soddisfatte determinate condizioni, lo staff della CFTC non raccomanderà l’avvio di azioni esecutive contro questi fornitori per il mancato rispetto degli obblighi di registrazione come introduttori di broker (IB). Questa deroga si applica al software che aiuta gli utenti ad effettuare transazioni con intermediari già registrati e mercati di contratti designati.

Un documento della CFTC precisa che questa disposizione corrisponde alla Staff Letter 26-25 pubblicata il 17 settembre e amplia esenzioni precedenti estendendole a fornitori di software passivi che soddisfano i criteri.

Il Wall Street Journal sottolinea che dopo il fallimento in Senato del fondamentale disegno di legge sulla struttura del mercato delle criptovalute (CLARITY Act), SEC e CFTC stanno utilizzando le proprie prerogative regolatorie per colmare temporalmente i vuoti lasciati dal legislatore.

Barron’s aggiunge che, anche se il CLARITY Act è rimasto bloccato, ciò non ha modificato le aspettative degli investitori sulla direzione della regolamentazione USA sulle criptovalute, visto che SEC e CFTC possono continuare a implementare regole attraverso le proprie competenze.

Ne consegue che il mercato non sta scontando un’imminente approvazione della normativa, ma piuttosto che le autorità stanno continuando a costruire gradualmente nuovi canali regolatori per il settore degli asset digitali tramite strumenti amministrativi e regolamentari.

Ritorno di capitale nei Bitcoin ETF, appetito per il rischio in crescita

Oltre alle novità regolamentari, sono emersi anche miglioramenti sul fronte dei flussi di capitale.

Secondo il Wall Street Journal, citando dati di JPMorgan, giovedì un gruppo di Bitcoin ETF gestiti da BlackRock e altri hanno registrato un afflusso netto di circa 160 milioni di dollari, interrompendo due giorni consecutivi di deflussi.

Dopo una fase di correzione che aveva portato bitcoin ai livelli più bassi delle ultime settimane, il ritorno dei capitali sugli ETF, unito ai segnali positivi dei regolatori, ha fornito il sostegno finanziario ed emotivo alla ripresa di mercato di venerdì.

Contestualmente, si sono registrate anche temporanee distensioni macroeconomiche.

Alcuni media osservano che, dopo aver sfiorato i 110 dollari al barile all’inizio della settimana, il prezzo del petrolio Brent è sceso sotto i 104 dollari venerdì, alleviando le pressioni sull’inflazione e sui tassi di interesse innescate dal rincaro dell’energia. Secondo queste fonti, il calo del petrolio ha attenuato i timori su futuri aumenti dei tassi, favorendo quindi il rimbalzo di asset rischiosi come bitcoin.

In pratica, il rally di venerdì non è stato determinato esclusivamente da notizie positive “interne” alle criptovalute, ma dalla combinazione sinergica tra regolamentazione, afflussi di capitale e miglioramento del sentiment macroeconomico generale.

Dopo la stretta FED-BOJ, il mercato rivede il “costo della liquidità”

Tuttavia, la tenuta di questo rimbalzo dipenderà dalla futura direzione delle politiche macroeconomiche.

Alice Liu, direttrice della ricerca di CoinMarketCap, sottolinea che, pur a fronte dei recenti rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve e della Banca del Giappone, la capitalizzazione totale del mercato cripto continua ad aumentare: segno che il mercato aveva già scontato in parte questi cambi di politica.

Secondo Liu, particolare attenzione va rivolta all’impatto dell’aumento del costo della liquidità sul posizionamento degli investitori.

Questo aspetto merita davvero attenzione: nonostante il rialzo dei tassi FED abbia portato il rendimento dei Treasury su livelli elevati, aumentando il ritorno degli asset “privi di rischio”, per le criptovalute — già di per sé assets volatili — un ulteriore incremento del costo del denaro potrebbe limitare l’aumento delle esposizioni a leva.

Dunque, il ritorno di bitcoin sopra gli 80.000 dollari testimonia da un lato la rapida reazione del mercato agli sviluppi regolatori, dall’altro suggerisce che, per ora, i tassi alti non hanno impedito ai flussi di capitale di tornare sulle criptovalute.

Dai prezzi di Borsa emerge addirittura un segnale di maggiore propensione al rischio: mentre bitcoin cresce del 6% circa, MicroStrategy supera il 16% di guadagno, e i titoli minerari come MARA e Bit Digital registrano aumenti percentuali a due cifre — segno che gli investitori potenziano la loro esposizione tramite titoli azionari altamente volatili correlati alle cripto.

Va comunque sottolineato che la “innovation exemption” della SEC resta una misura temporanea e condizionata, mentre le agevolazioni concesse dalla CFTC presentano criteri di accesso specifici. Inoltre, una legislazione organica sulla struttura del mercato delle criptovalute non è ancora stata approvata. Per questo, la performance osservata venerdì riflette più che altro una rivalutazione del quadro regolatorio, non una piena implementazione di una regolamentazione statunitense sulle criptovalute.

Dopo la correzione precedente, il ritorno di bitcoin oltre gli ottantamila dollari ripropone il tema centrale: in un contesto di tassi elevati, la maggiore flessibilità regolamentare sarà sufficiente ad attrarre nuovo capitale nel mercato degli asset digitali?

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