Il rendimento dei titoli di stato USA supera il 5%, mettendo alla prova la redditività delle aziende, ma JPMorgan rimane imperturbata: le azioni continueranno a essere il motore di crescita dei portafogli di investimento.
Grace Peters, stratega di JPMorgan, ha dichiarato che, anche se l’aumento dei rendimenti obbligazionari sta elevando la soglia di crescita degli utili, le azioni hanno comunque la possibilità di continuare a salire.
Secondo le informazioni fornite da Zhihui Finanza APP, recentemente i titoli di stato statunitensi a lunga scadenza sono stati nuovamente oggetto di vendite, con il rendimento dei Treasury USA a 10 anni che ha superato il 5%, raggiungendo il livello più alto dal 2007. Come importante punto di riferimento globale per la valutazione degli asset a rischio, questo cambiamento sta ridefinendo l'attrattiva relativa tra azioni e obbligazioni. Tuttavia, secondo Grace Peters, strategist di JPMorgan, nonostante l'aumento dei rendimenti obbligazionari stia alzando la soglia di crescita degli utili, le azioni potrebbero continuare la loro ascesa.
Perché il 5% influenza il mercato: la doppia sfida per azioni e obbligazioni
Giovedì le vendite sul mercato obbligazionario si sono ulteriormente intensificate, portando i rendimenti dei Treasury statunitensi più a lunga scadenza ai massimi degli ultimi vent'anni, con il rendimento dei Treasury decennali ai livelli mai visti dal luglio 2007, mentre anche i rendimenti europei sono saliti contestualmente.
Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni influenza i mercati globali non solo in quanto espressione del costo di finanziamento per il governo statunitense, ma anche perché rappresenta un parametro privo di rischio chiave nei modelli di valutazione di azioni e obbligazioni. Peters attribuisce questa recente crescita dei rendimenti obbligazionari a tre fattori principali: dati macroeconomici solidi, nuova offerta di debito per finanziare le infrastrutture di intelligenza artificiale (AI) e le preoccupazioni sull’inflazione innescate dal petrolio sopra i 100 dollari al barile. Se questi fattori macro non verranno meno, il rendimento a 10 anni rimarrà ostinatamente elevato. Questo rappresenta generalmente una notizia negativa per le azioni e un'arma a doppio taglio per le obbligazioni.
Quando il rendimento dei Treasury USA a 10 anni supera il 5%, il suo status di investimento sicuro ma con rendimenti elevati lo rende più interessante rispetto alla maggior parte delle azioni da dividendo e ai vari ETF. Il rendimento medio da dividendi dell'indice S&P 500 è di circa l'1%, mentre quello dell'ETF americano Schwab Dividend Equity (SCHD.US) nell’ultimo anno è stato circa del 3%. Molti investitori orientati ai rendimenti potrebbero scegliere di vendere azioni, spostandosi verso i buoni del Tesoro a breve termine.
Allo stesso tempo, molte azioni a forte crescita sono ancora scambiate a valutazioni premium. In un contesto di tassi di interesse bassi, gli investitori sono disposti a pagare prezzi elevati per il potenziale di crescita futuro, e le aziende possono facilmente indebitarsi per espandersi; tuttavia, con il rialzo dei tassi, le valutazioni si riducono, spingendo gli investitori verso asset più sicuri e facendo aumentare il costo del debito. Pertanto, la crescita dei rendimenti obbligazionari statunitensi è solitamente considerata un vento contrario per le azioni tecnologiche growth a valutazione elevata.
Anche il mercato obbligazionario non è immune dagli effetti. Rendimenti più alti sui Treasury rendono le nuove emissioni di titoli di stato più appetibili agli investitori di rendimento. Anche le obbligazioni societarie, per essere competitive, devono essere emesse a tassi più elevati, attirando così maggiore attenzione. Tuttavia, il prezzo di mercato delle obbligazioni già emesse a tassi bassi scenderà, man mano che sul mercato entreranno titoli a rendimento superiore.
Ad esempio, un'obbligazione emessa precedentemente con una cedola del 3%, in caso di aumento dei tassi, potrebbe vedere il suo prezzo per valore nominale da 1,00 dollaro scendere a 0,80 dollari. Per gli investitori di lungo periodo, questo calo temporaneo non è rilevante, poiché mantenendo il titolo fino alla scadenza si incassa comunque il dollaro per valore nominale; ma per chi intende vendere prima della scadenza, la pressione si fa sentire. L'aumento dei tassi e dei rendimenti dei titoli di stato danneggia le obbligazioni meno delle azioni, ma deprezza comunque i titoli già emessi, spingendo gli investitori verso obbligazioni di nuova emissione e con rendimenti più alti.
Perché JPMorgan resta rialzista sulle azioni
In un contesto di rendimenti prossimi ai massimi, Peters ritiene che il reddito fisso abbia ancora valore in portafoglio, ma che sia necessario selezionare con molta attenzione; tuttavia, nel confronto, guarda con maggiore favore alle azioni, prevedendo una nuova fase “super-ciclo di crescita degli utili sempre più ampia”. “La nostra convinzione è sulle azioni: saranno il motore di crescita dei portafogli.”
Ha evidenziato che il mercato azionario non sta prendendo alla leggera l’aumento dei rendimenti. Il rendimento del Treasury a 10 anni è già variato di circa 40 punti base questo mese: “Non è ancora una volatilità tale da scuotere davvero il mercato azionario su scala di due deviazioni standard, ma chiaramente il mercato resta vigile e credo abbia già scontato buona parte di questi movimenti.”
Peters prevede che le già ottimistiche aspettative sugli utili potranno essere raggiunte e, guardando al 2027, potranno persino essere riviste al rialzo. Consiglia agli investitori di concentrarsi sulle aziende con potere di determinazione dei prezzi e flussi di utili ben visibili.
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