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Esperti del settore discutono la tokenizzazione dell’oro, che potrebbe attivare un mercato dei metalli preziosi da mille miliardi di dollari

Esperti del settore discutono la tokenizzazione dell’oro, che potrebbe attivare un mercato dei metalli preziosi da mille miliardi di dollari

汇通财经汇通财经2026/10/07 00:05
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Per:汇通财经

Huitong News 7 ottobre—— Alla conferenza della London Bullion Market Association, gli esperti del settore hanno discusso della tokenizzazione dei metalli preziosi, come soluzione per attivare grandi quantitativi di oro inattivo nei bilanci. La tokenizzazione può semplificare i processi di collateralizzazione dell’oro, aiutando le istituzioni a utilizzarlo come collaterale per le transazioni e riducendo la soglia di accesso per gli investitori retail, sbloccando così l’enorme potenziale del mercato al dettaglio. Gli esperti sottolineano che la tokenizzazione dell’oro deve essere ancorata all’oro fisico, basandosi su una custodia affidabile e diritti di proprietà chiari, come soluzione complementare all’attuale mercato dell’oro, al fine di liberare il valore degli asset aurei.



L’oro viene storicamente considerato un asset valutario fondamentale, ma grandi quantità di oro restano inattive come asset di bilancio, senza apportare maggiore valore finanziario. Nel corso della conferenza globale annuale della London Bullion Market Association, gli esperti del settore hanno proposto che la tokenizzazione dei metalli preziosi possa aumentare l’efficienza d’uso degli asset aurei e attrarre più capitale nell’ambito dei metalli preziosi.

Durante la sessione tematica, Vincent Domien, responsabile delle operazioni di trading sui metalli preziosi presso Standard Bank, ha dichiarato che, sebbene la domanda di oro tokenizzato da parte degli investitori istituzionali sia attualmente piuttosto bassa, la situazione del mercato potrebbe cambiare radicalmente una volta che l’efficienza d’uso degli asset aurei verrà significativamente migliorata. “Nel contesto dell’attuale continuo aumento dei prezzi dell’oro, il problema principale che riscontro è che quella parte di oro presente nei bilanci è completamente inattiva, senza creare alcun valore per i detentori,” afferma Domien.

Rendere attivo l’oro esistente: la tokenizzazione semplifica il processo di collateralizzazione


Vincent Domien spiega che, sebbene l’oro fisico sia già impiegato come collaterale, l’intero processo operativo risulta molto complesso, e si aggiungono vincoli come la limitazione della localizzazione del deposito e un elevato tasso di haircut. Sfruttando la tecnologia della tokenizzazione, l’oro potrà essere trasferito facilmente e gli investitori istituzionali potranno usare l’oro detenuto come collaterale per swap o per soddisfare le richieste di margine. “Se si riuscisse a tokenizzare l’oro, tutti i partecipanti avrebbero accesso immediato a questo asset, con un valore d’uso che crescerebbe istantaneamente. Ciò a cui dobbiamo pensare è come fare in modo che l’oro, che giace inutilizzato nei bilanci delle diverse realtà, venga effettivamente valorizzato”, dichiara.

Il responsabile della struttura e innovazione del mercato globale al World Gold Council, Mike Oswin, dichiara che attivare queste attività auree “dormienti” potrebbe portare fino a decine di miliardi di nuovi collaterali sui mercati finanziari. L’aumento dell’efficienza d’uso dell’oro si tradurrà infine in una crescita della domanda di mercato.

Secondo James Willis, responsabile delle vendite globali di metalli preziosi di HSBC, prodotti digitali sull’oro maturi porteranno ad un aumento del volume detenuto in oro, incoraggiando sia investitori che istituzioni a operare e utilizzare più frequentemente i metalli preziosi. Token strutturati in modo conforme, sorretti da lingotti d’oro fisico, spingeranno altresì la domanda di stoccaggio di oro fisico con l’incrementare dell’accettazione sul mercato. “Se il nostro tentativo di sviluppare questi prodotti avrà successo, creando strumenti di mercato in grado di ampliare le applicazioni dell’oro e dotati di valore pratico, sarà un grande vantaggio per il nostro business. Si registrerà così un aumento delle posizioni in oro e della frequenza con cui i partecipanti al mercato transano e utilizzano l’oro,” evidenzia Willis.

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Pensato per gli investitori retail: aprire nuovi spazi di mercato


La tokenizzazione può inoltre aumentare il fascino dell’oro per gli investitori retail. James Willis porta come esempio il token digitale sull’oro lanciato da HSBC a Hong Kong, prodotto che ha attirato numerosi nuovi clienti, anche se questi già avevano accesso a lingotti fisici, ETF sull’oro e strumenti rappresentativi su carta. La facilità delle operazioni di acquisto e trasferimento in token ha interessato persino quei consumatori che normalmente non erano attratti dagli strumenti tradizionali legati all’oro.

Mike Oswin sottolinea che, secondo le stime del World Gold Council, il valore degli asset retail si attesta tra i 6 e i 7 trilioni di dollari statunitensi, mentre il mercato della detenzione fisica e dei token sull’oro retail conta solamente tra i 50 e i 60 miliardi, segnalando un enorme potenziale di crescita. Aggiunge inoltre che nell’ondata della tokenizzazione degli asset, l’oro possiede un vantaggio unico: molti asset finanziari sono già digitalizzati, mentre l’oro resta un bene fisico custodito nei caveaux, e la sfida principale del settore consiste proprio nell’attivare questa ricchezza materiale sfruttando l’infrastruttura digitale. “L’oro è un bene fisico, custodito nei caveaux, che richiede gestione continua. Oggi, grazie all’innovazione tecnologica, ne liberiamo il valore: un traguardo di fondamentale importanza,” evidenzia Oswin.

Requisito irrinunciabile: la fiducia è il fondamento principale dell’oro


Gli esperti presenti sottolineano anche che il percorso verso la tokenizzazione dell’oro non deve mai intaccare la caratteristica principale dell’oro: la fiducia. Qualsiasi certificato digitale sull’oro deve avere al proprio fondo oro fisico reale, una custodia affidabile, diritti di proprietà legali e certi e standard di settore uniformi. James Chapman, direttore di Hilltop Consulting, sottolinea che il detentore deve avere certezza che dietro la risorsa digitale corrisponda vero oro fisico, unitamente a un diritto di proprietà esercitabile legalmente.

Il World Gold Council sta promuovendo un progetto di oro digitale su scala all’ingrosso, che unisce i vantaggi di lingotti contabilizzati e non contabilizzati. L’obiettivo del progetto è mantenere certezza giuridica e diritto di proprietà dei lingotti contabilizzati, introducendo allo stesso tempo la possibilità di frazionamento, trasferimento rapido e regolamento degli asset. James Chapman sottolinea che non si mira a sostituire il mercato attuale dell’oro, ma ad offrire una soluzione complementare, creando una terza via per la detenzione, il trasferimento e il regolamento dei lingotti.

Vincent Domien aggiunge che gli investitori possono assumere posizioni long sull’oro tramite ETF o token, ma lo spazio operativo dopo l’acquisto delle due tipologie di asset risulta decisamente differente. “Entrambi i metodi permettono di detenere posizioni long sull’oro, ma le possibilità di impiego dopo l’ottenimento delle risorse sono ben diverse,” osserva Domien.

Conclusioni


In sintesi, la tokenizzazione dell’oro non consiste semplicemente nel digitalizzare l’oro, ma significa, attraverso la tecnologia, liberare il valore finanziario dell’oro “dormiente”, rispondendo alle esigenze sia delle istituzioni sia degli investitori retail. Tuttavia, tale innovazione non può prescindere dal supporto dell’oro fisico come sottostante: solo preservando la credibilità dell’asset, la tokenizzazione dell’oro potrà davvero aprire nuovi spazi di mercato.

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