Fusioni e acquisizioni su larga scala messe in discussione dal mercato! ServiceNow (NOW.US) smentisce urgentemente le voci sull’acquisizione di Decagon
ServiceNow ha negato martedì le notizie secondo cui avrebbe intenzione di acquisire la startup di intelligenza artificiale conversazionale Decagon.
Secondo quanto riportato dall'app di notizie finanziarie "Zhihui Finanza" in italiano, ServiceNow (NOW.US) ha smentito martedì le notizie riguardanti un suo presunto interesse nell'acquisizione della startup di intelligenza artificiale conversazionale (AI) Decagon. Amit Zavery, presidente, Chief Product Officer e COO di ServiceNow, ha dichiarato in un comunicato: "Abbiamo notato che oggi ci sono informazioni errate sul mercato riguardanti la nostra strategia di acquisizione. Per essere chiari, ServiceNow non ha alcun interesse né intenzione di acquisire Decagon."
In precedenza, alcune fonti avevano riferito che Decagon, specializzata nell'automazione del servizio clienti tramite AI, avrebbe avviato colloqui preliminari di acquisizione con ServiceNow e altri potenziali acquirenti. Dopo la diffusione di queste notizie, il prezzo delle azioni di ServiceNow ha inizialmente subito una reazione negativa.
A tal proposito, l'analista di Jefferies Samad Samana ha spiegato che, data la recente attività di acquisizione di ServiceNow, non sorprende che gli investitori manifestino preoccupazioni riguardo a operazioni di acquisizioni su larga scala e che il titolo abbia risentito inizialmente di una reazione negativa. Tuttavia, lo stesso analista ha sottolineato che Decagon potrebbe rafforzare le capacità di gestione del servizio clienti di ServiceNow, un'area chiave per la crescita dell'azienda. Jefferies ha ribadito il rating "Buy" sul titolo ServiceNow, mantenendo il target price a 140 dollari.
Acquisti ovunque! Gli investitori dubitano della strategia di acquisizione di ServiceNow
Stando alle informazioni, dal 2025 ServiceNow ha annunciato diverse acquisizioni da miliardi di dollari per espandere le proprie competenze in AI, gestione delle relazioni con i clienti (CRM) e sicurezza informatica. All'inizio del 2025, ServiceNow ha acquisito Moveworks, azienda di assistenti AI e ricerca aziendale, per circa 2,85 miliardi di dollari. Nel dicembre 2025, l’azienda ha accettato di acquisire Armis, società di sicurezza informatica, per 7,75 miliardi di dollari in contanti. L'operazione si è conclusa nell'aprile 2026 e dovrebbe ampliare il business della gestione della sicurezza e dei rischi di ServiceNow. Sempre nel dicembre 2025, ServiceNow aveva anche concordato l’acquisizione dell’azienda di sicurezza dell'identità Veza per circa 1,25 miliardi di dollari. Questa operazione è stata completata a marzo 2026. Inoltre, ServiceNow ha acquisito il fornitore di software di vendita basato su AI, Logik.io, per 506 milioni di dollari.
Dopo aver concluso operazioni per oltre 11 miliardi di dollari, gli investitori restano comunque scettici sulla strategia di acquisizione di ServiceNow. Si chiedono se tutte queste acquisizioni stiano accelerando la strategia già esistente o se riflettano piuttosto la necessità di trovare nuove fonti di crescita tramite M&A. Preoccupano, inoltre, la capacità dell’azienda di generare ritorni sufficienti rispetto agli ingenti capitali impiegati in così poco tempo e il rischio che tali operazioni possano appesantire la situazione finanziaria e la redditività futura.
Il completamento di un'acquisizione non garantisce sin da subito la realizzazione di sinergie. ServiceNow deve integrare nella propria piattaforma le tecnologie, il personale, i prodotti e i team di vendita delle società acquisite, con possibili costi di integrazione aggiuntivi. Alcuni analisti hanno ad esempio sottolineato che l’acquisizione di Armis potrebbe incidere sui margini di profitto e sul free cash flow di ServiceNow nel 2026. L’azienda deve infatti sostenere prima i costi connessi, per poi eventualmente ottenere sinergie in termini di ricavi ed efficienza operativa. Qualora l'adozione dei nuovi prodotti da parte dei clienti fosse più lenta del previsto, o le vendite incrociate tra i diversi business fossero inferiori alle attese, i benefici delle acquisizioni potrebbero materializzarsi solo più avanti.
Intanto, gli investitori temono che ServiceNow possa deviare dalla sua tipica strategia focalizzata sulla crescita organica. Il vero punto di forza dell’azienda risiedeva nella piattaforma di software aziendale, sui ricavi ricorrenti da abbonamenti e nell’automatizzazione dei flussi di lavoro. Una successione di grandi acquisizioni potrebbe portare il mercato a pensare che la crescita della società dipenda sempre più da acquisizioni esterne piuttosto che da innovazione interna e sviluppo della base clienti. Per fortuna, rispondendo ai rumors sull’affare Decagon martedì, ServiceNow ha chiarito di essere ancora principalmente orientata su una crescita organica e di non avere al momento alcuna necessità strategica che richieda grandi acquisizioni.
Inoltre, il rapido evolversi del settore AI rende incerti sia i prezzi di acquisizione sia il reale valore della tecnologia acquisita. L'aggressività di ServiceNow nell'acquisire aziende AI, di cybersecurity e software aziendale punta a rafforzare la propria piattaforma per affrontare la disruption che l'intelligenza artificiale sta portando all'industria del software tradizionale. Tuttavia, la velocità di innovazione nell’AI e i rapidi cambiamenti nello scenario competitivo fanno sì che anche le società acquisite più forti possano trovarsi a concorrere con nuove tecnologie, variazioni di percorso tecnologico o mutate esigenze della clientela.
Dal punto di vista degli investitori, ora che ServiceNow ha portato a termine molte acquisizioni, sarà importante monitorare diversi indicatori chiave: la crescita dei ricavi da abbonamenti, la tenuta dei margini di profitto e del free cash flow rispetto ai costi d’integrazione, e se le nuove tecnologie acquisite porteranno effettivamente a maggiore crescita dei clienti e alle vendite incrociate. Il prossimo report trimestrale, previsto per il 28 ottobre, potrebbe offrire risposte a queste domande. Secondo i dati di Koyfin, il mercato prevede che nel terzo trimestre i ricavi cresceranno del 20% su base annua fino a 4,09 miliardi di dollari, mentre l’utile per azione adjusted salirà del 6% a 1,02 dollari.
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