Un rifugio sicuro durante il crollo dell’AI! I titoli delle grandi aziende farmaceutiche vicini ai massimi storici
A causa delle preoccupazioni riguardanti le spese in conto capitale dell’AI, i capitali cercano un “premio di certezza”. L’ETF sanitario di State Street ha raggiunto un massimo storico. Sia Eli Lilly che AbbVie si avvicinano al massimo storico di chiusura, mentre Gilead e Amgen sono aumentate rispettivamente del 7,7% e del 7,2% negli ultimi cinque giorni. Eli Lilly continua a puntare sul futuro grazie alla sua posizione dominante nel GLP-1 e a 40 acquisizioni per un valore di 20 miliardi di dollari; per AbbVie, i dati positivi sul nuovo formato per iniezione sottocutanea di Skyrizi, farmaco fondamentale, potrebbero estendere il brevetto e incrementare le vendite.
Mentre i titoli tecnologici subiscono vendite, i capitali stanno accelerando il flusso verso i grandi titoli farmaceutici. I giganti della biofarmaceutica come AbbVie ed Eli Lilly stanno toccando questa settimana livelli storici nei prezzi delle loro azioni, riflettendo un chiaro segnale che gli investitori si stanno spostando verso asset difensivi durante la volatilità dei titoli AI.
Giovedì, lo State Street Health Care Select Sector SPDR ETF ha raggiunto il nuovo massimo storico di 177,19 dollari, registrando un aumento del 5,6% negli ultimi cinque giorni di contrattazione. Allo stesso tempo, gli investitori si sono riversati anche su beni di prima necessità e titoli del Tesoro statunitensi, innescando un’ondata dovuta al calo collettivo delle azioni legate all’AI—a causa delle crescenti preoccupazioni per le dimensioni degli investimenti in capitale AI e la decelerazione dei ricavi di Anthropic.
Giovedì le azioni Eli Lilly hanno chiuso in rialzo del 3,4%, registrando la terza chiusura più alta della loro storia; AbbVie ha chiuso a 283,40 dollari, il secondo valore più alto di sempre, appena sotto il record di 283,48 dollari toccato il giorno precedente. Entrambe le società non hanno beneficiato di importanti dati clinici o notizie di acquisizioni, ma esclusivamente del movimento difensivo dei capitali. Gilead Sciences e Amgen hanno registrato nei cinque giorni passati rispettivamente rialzi del 7,7% e del 7,2%, Merck è salita del 2,3%, mentre UnitedHealth Group ha guadagnato un notevole 9,1% grazie alle solide performance trimestrali.

Rotazione dei capitali: l’ondata AI si ritira, la farmaceutica prende il testimone
Secondo MarketWatch, l’alta volatilità dei titoli AI sta portando i capitali a riconsiderare il valore di allocazione dei grandi titoli farmaceutici. L’attrattiva principale di queste aziende risiede nella crescita degli utili stabile e prevedibile: il continuo investimento nelle pipeline di ricerca e sviluppo e l’estensione del ciclo di vita dei brevetti dei farmaci principali offrono caratteristiche di rischio/rendimento molto diverse rispetto ai titoli tecnologici.
Mentre i titoli AI sono sotto pressione a causa delle controversie sulle spese in conto capitale e delle revisioni al ribasso delle aspettative di crescita, gli investitori stanno contemporaneamente puntando sui beni essenziali e sui titoli di stato; la natura difensiva del settore farmaceutico ne esce così rafforzata. Il nuovo massimo raggiunto dallo State Street Health Care ETF rappresenta una diretta manifestazione di questa riallocazione dei capitali.
Eli Lilly è uno dei principali protagonisti di questa nuova ondata nel settore farmaceutico. Grazie alla posizione dominante nel mercato dei farmaci per la perdita di peso GLP-1, Eli Lilly è ormai considerata uno dei casi di maggior successo del settore. Va sottolineato che l’aumento del valore delle azioni di questa settimana non è stato guidato da catalizzatori specifici, ma si presenta come un pattern regolare: ogni volta che i titoli AI affrontano turbolenze o il settore raggiunge tappe importanti, il valore di Eli Lilly tende a salire di conseguenza.
Anche se il business GLP-1 ha già ottenuto risultati rivoluzionari, Eli Lilly mantiene una forte strategia di investimento futuro. Secondo quanto dichiarato recentemente dal CEO Dave Ricks, quest'anno la società ha concluso 40 operazioni per un valore totale di 20 miliardi di dollari e ha due nuovi farmaci per la perdita di peso in fase avanzata di approvazione regolatoria. Questa determinazione nello “scommettere sul futuro dopo il successo” rafforza ulteriormente la fiducia del mercato nel suo potenziale di crescita a lungo termine.
La buona performance di AbbVie, invece, ha basi fondamentali ancora più concrete. I dati più recenti sulla versione iniettabile sottocutanea del suo farmaco principale Skyrizi mostrano che, dopo 24 settimane di trattamento nei pazienti con morbo di Crohn, i risultati sono molto positivi, fornendo basi solide per la richiesta di approvazione presso la Food and Drug Administration (FDA) statunitense e potenzialmente estendendo la durata del brevetto del farmaco.
Secondo quanto dichiarato di recente dai dirigenti di AbbVie, la versione sottocutanea potrebbe generare “incrementi significativi” delle vendite. Rispetto alla modalità attuale di somministrazione in clinica, infatti, la versione sottocutanea permette ai pazienti di somministrarsi autonomamente il farmaco a casa, aumentando notevolmente la comodità d’uso. Skyrizi ha generato vendite per 17,6 miliardi di dollari lo scorso anno ed è ampiamente utilizzato per pazienti affetti da malattie autoimmuni come le malattie infiammatorie intestinali e il morbo di Crohn.
Lo sviluppo della versione sottocutanea dei farmaci chiave è ormai una strategia importante per le aziende biofarmaceutiche per estendere il ciclo di vita dei brevetti, una mossa che AbbVie segue con logica commerciale ben definita.
Va tuttavia sottolineato che la forza dei grandi titoli farmaceutici non implica che l’intero settore goda di ottima salute. Il segmento delle biotecnologie ad alto rischio e alto rendimento sta mostrando una chiara divergenza. Lo State Street SPDR S&P Biotech ETF è sceso del 2,8% nell’ultimo mese, dopo una ripresa tanto attesa all’inizio dell’anno.
La performance del settore biotech è strettamente legata alle dinamiche dei tassi di interesse e dell’accesso ai finanziamenti, mostrando una vulnerabilità in netto contrasto con la solidità delle grandi aziende farmaceutiche diversificate. Nel contesto attuale, le preferenze degli investitori si stanno spostando verso queste ultime—il “premio di certezza” sta diventando il fulcro della performance del settore farmaceutico in questa fase.
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