Il prezzo target è stato ridotto del 26% in una sola notte! Morgan Stanley: il mito dell'AI di Caterpillar (CAT.US) viene smontato poco a poco dal ciclo economico
Morgan Stanley ha ridotto il target price di Caterpillar da 915 dollari a 675 dollari, una diminuzione del 26%, ritenendo che la narrativa sull’AI stia cedendo il passo a una fase ciclica; il titolo entra così ufficialmente in una fase di ricalibrazione delle valutazioni.
Secondo quanto riportato da Jinse Finance, nella più recente relazione di ricerca pubblicata, Morgan Stanley ha ridotto drasticamente il prezzo obiettivo di Caterpillar (CAT.US) da 915 dollari a 675 dollari, affermando chiaramente che il titolo è passato dalla fase di espansione della valutazione guidata dal tema AI alla fase di “riequilibrio ciclico della valutazione”. Sebbene Morgan Stanley mantenga un rating “Equal-weight” e un punto di vista di settore “attraente”, sottolinea che il mercato ha già valutato il prezzo del titolo a livelli di “perfezione”, lasciando pochi margini di tolleranza all’errore; il nuovo prezzo obiettivo implica un potenziale rialzo di appena il 4%.
Nel terzo trimestre, i risultati di Caterpillar hanno leggermente superato le aspettative e la guidance sull’intero anno è stata mantenuta, ma il titolo è comunque crollato del 9,25% nella stessa giornata. Il sentiment legato all’AI aveva portato il prezzo delle azioni a ripetuti massimi storici in precedenza; Morgan Stanley individua tre punti chiave:
In primo luogo, calo degli ordini su base sequenziale. Gli ordini del terzo trimestre sono stati di circa 25,6 miliardi di dollari, con un calo di circa l’11% rispetto al trimestre precedente e nettamente inferiori alle precedenti aspettative degli investitori, che superavano i 29 miliardi di dollari, alimentando i timori di un imminente picco degli utili.
In secondo luogo, risultati e guidance deboli. A causa dell’aumento dei costi di produzione e delle pressioni inflazionistiche, i risultati del terzo trimestre e la guidance per il quarto trimestre sono stati leggermente sotto le attese. Morgan Stanley ha abbassato la previsione di EPS per il quarto trimestre da 7,59 a 6,39 dollari, quella per l’intero 2026 da 28,38 a 27,24 dollari e per il 2027 da 33,22 a 31,49 dollari.
In terzo luogo, riduzione delle scorte nel settore delle costruzioni. La società ha rivisto al ribasso le prospettive per il settore Construction Industries (CI), prevedendo una riduzione delle scorte presso i rivenditori nel quarto trimestre prossima a 1,6 miliardi di dollari, superiore rispetto alla precedente stima di 1 miliardo di dollari.
Degno di nota, Morgan Stanley aveva già segnalato chiaramente in precedenza due principali rischi al ribasso: la sostenibilità del ciclo degli impianti di alimentazione dati nei data center e una riduzione delle scorte nel settore costruzioni più accentuata. Ora che questi due rischi si stanno materializzando, il prezzo delle azioni entra così in fase di correzione.
Per quanto riguarda i singoli segmenti, il settore delle Risorse Naturali (RI) ha beneficiato di una realizzazione prezzo favorevole, con ricavi e margini in aumento; Power & Energy (P&E) ha registrato una lieve riduzione dei ricavi; mentre Construction Industries (CI), a causa della riduzione delle scorte, prevede una diminuzione del margine operativo del quarto trimestre di circa 318 punti base.
Dal punto di vista della valutazione, il nuovo prezzo obiettivo si basa su un rapporto prezzo/utili di 21,5x rispetto all’EPS del 2027, che Morgan Stanley definisce una valutazione “dal picco al minimo del ciclo”, a confronto con il range storico di prezzo/utili prospettico compreso tra 11x e 22x. Il prezzo obiettivo precedente di 915 dollari si basava su un DCF a crescita multistadio “cosa dovresti credere”, ipotizzando un tasso di crescita annuo composto delle vendite dell’8% dal 2025 al 2030, già considerato “non semplice”. Morgan Stanley prevede che il titolo nella fase intermedia oscillerà tra 550 e 800 dollari.
Tuttavia, al momento, l’istituto non declassa il titolo a “Underweight” per tre motivi: il prezzo delle azioni è già sceso di circa il 40% rispetto al massimo storico di 1.073 dollari; sebbene gli ordini possano aver raggiunto il picco, rimangono solidi senza cancellazioni significative; la società gode di un solido free cash-flow che può essere utilizzato per buyback e fornire così supporto al prezzo delle azioni.
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