Ultime prospettive macroeconomiche di JPMorgan: continuare a puntare sulla curva dei Treasury USA che si inasprisce e sulle valute ad alto rendimento, facendo attenzione alla divergenza tra domanda e offerta nel mercato del petrolio.
In un recente rapporto di ricerca, JPMorgan ha presentato una previsione sull’ambiente macroeconomico globale, includendo tassi d’interesse mondiali, cambi valutari, materie prime e mercati emergenti.
Secondo quanto riportato da Zhitong Finance APP, JPMorgan ha recentemente pubblicato un rapporto di ricerca in cui presenta le prospettive sull'ambiente macroeconomico che comprende tassi globali, valute, materie prime e mercati emergenti. JPMorgan ritiene che le recenti dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Powell, sostengano un moderato calo dei rendimenti a breve termine e una curva dei rendimenti più ripida; perciò, continua a consigliare operazioni di steepening sulla curva dei rendimenti dei Treasury USA a 10 e 30 anni. I risultati delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti potrebbero influenzare il dollaro in direzioni diverse, ma l'impatto politico risulterebbe nel complesso limitato e il vantaggio relativo del mercato azionario americano dovrebbe ancora fornire supporto al dollaro. Finché non si verificano shock evidenti di volatilità o alla crescita economica, i differenziali di tasso ancora ampi a livello globale continueranno a sostenere le operazioni di carry trade nel medio termine. Sul fronte delle materie prime, l’attenzione è rivolta alle perturbazioni nella catena di distribuzione dell’energia, ai rischi ribassisti sul prezzo del rame e ai cambiamenti climatici in Sud America. I mercati emergenti devono invece affrontare molteplici sfide: prezzi dell’energia, costi di finanziamento e pressioni fiscali.
Tassi d’interesse globali
Per quanto riguarda i tassi statunitensi, JPMorgan ritiene che la conferenza stampa del presidente della Fed dopo la decisione sui tassi della scorsa settimana supporti un lieve calo dei rendimenti in avanti e un’inclinazione maggiore della curva dei rendimenti. Considerando le aspettative del mercato sulla politica della Fed nel medio termine, la curva rimane ancora leggermente piatta. Se il Tesoro USA non apporterà modifiche significative alla strategia di gestione del debito, la curva dovrebbe farsi più ripida. Di conseguenza, la banca mantiene la propria posizione nello steepening tra i Treasury USA a 10 e 30 anni. Dato che le caratteristiche della curva dei rendimenti attuale sono simili a una posizione long duration a basso beta, se la recente debolezza degli asset rischiosi dovesse propagarsi, questa strategia dovrebbe trarne beneficio.
Nel comunicato sulla rifinanziamento di novembre, JPMorgan prevede che le guidance forward, le quantità delle aste di titoli a cedola nominale e le dimensioni delle operazioni di repo rimarranno invariate. Il rischio maggiore è rappresentato dalla possibilità che il Tesoro riduca le dimensioni delle aste dei titoli a lungo termine, ma la banca ritiene che al momento non ci siano motivi ragionevoli per farlo.
La scorsa settimana, i mercati obbligazionari dei mercati sviluppati (DM) hanno fornito performance eterogenee, con i rendimenti dei Treasury americani che hanno sovraperformato rispetto agli altri mercati. L'attenzione del mercato resta concentrata sulla situazione geopolitica e sulla debolezza protratta dei titoli tecnologici a seguito di risultati trimestrali deludenti. Inoltre, anche le riunioni delle banche centrali (Federal Reserve, Banca Centrale Europea, Banca del Giappone e Reserve Bank of New Zealand) e l'annuncio del budget britannico sono stati sotto osservazione dei mercati.
Valute
Le elezioni di medio termine negli Stati Uniti si terranno il 3 novembre ora locale. Se i Democratici dovessero vincere completamente, questo potrebbe rappresentare un moderato fattore negativo per il dollaro; al contrario, una forte performance inaspettata dei Repubblicani e il mantenimento del Senato potrebbero favorire il dollaro. In generale, JPMorgan si aspetta che, qualunque sia il risultato, l'impatto a livello di policy sarà limitato e il vantaggio relativo del mercato azionario USA dovrebbe continuare, fornendo infine supporto al dollaro.
Le correzioni sulle operazioni di carry trade si sono ulteriormente estese. Sebbene gli investitori possano avere motivi per ridurre la propria esposizione al rischio per proteggere i profitti a fine anno, fintanto che non si verificano shock di volatilità o shock negativi alla crescita economica, le prospettive di medio termine rimangono piuttosto buone, dato che i differenziali di rendimento tra le valute restano ampi.
JPMorgan resta ottimista sulle valute ad alto rendimento tra le G10, tra cui dollaro australiano, corona norvegese e dollaro USA. Tuttavia, la strategia della banca diventa più selettiva nei mercati emergenti, dove adotta un approccio più cauto. Nelle operazioni di carry trade ad alta convinzione, la banca preferisce utilizzare l’euro come valuta di finanziamento invece del franco svizzero e dello yen.
Le riunioni delle banche centrali delle G10 sono ancora in corso. Le decisioni della Reserve Bank of Australia, della Bank of England e della Norges Bank continueranno a sostenere la logica rialzista su dollaro australiano, sterlina e corona norvegese; mentre la Sveriges Riksbank non è in grado di invertire la tendenza ribassista della corona svedese.
Materie prime
JPMorgan osserva che, nella maggior parte delle regioni del mondo, le economie continuano a crescere e molte di esse registrano tassi di crescita persino superiori al loro potenziale. Tuttavia, il consumo di petrolio sta diminuendo, con contrazioni in alcune aree normalmente osservate solo durante le recessioni economiche.
Dalla risposta militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, alla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, i paesi esportatori di petrolio del Medio Oriente hanno mantenuto l’export energetico tramite oleodotti alternativi, rotte di trasporto sostitutive, navigazione in dark-mode (con i sistemi di localizzazione delle navi spenti) e trasferimenti ship-to-ship (STS).
Nel mercato del rame, sebbene i fondamentali rimangano complessivamente di supporto, la settimana scorsa il dibattito di JPMorgan si è indirizzato verso una posizione più prudente e incerta, focalizzandosi sui rischi ribassisti. Questi rischi sono concentrati soprattutto sull'inattività degli Stati Uniti nell'adottare misure tariffarie, che potrebbe portare all'eliminazione di una parte dei premi errati precedentemente inclusi nel prezzo del rame.
Dopo il recente forte calo dei prezzi, la competitività delle esportazioni statunitensi è aumentata, motivo per il quale è necessario continuare a monitorare la situazione. Le condizioni meteorologiche restano un fattore chiave, in particolare in Sud America, dove le anomalie delle piogge legate al fenomeno El Niño si stanno intensificando. Dopo le elezioni di medio termine negli Stati Uniti, l’attenzione del mercato si sposterà sul rapporto WASDE (“World Agricultural Supply and Demand Estimates”) del Dipartimento dell’Agricoltura USA, in uscita il 10 novembre.
Mercati emergenti
JPMorgan sottolinea che, con la persistenza dei prezzi dell’energia e della pressione sui rendimenti, che si riflettono sulle condizioni fiscali, si stanno manifestando segnali di tensione nei mercati, la volatilità sta aumentando e le aspettative di crescita economica subiscono un impatto. Lo scenario base della banca resta quello di una dominanza dello scenario reflazionario, che dovrebbe portare ulteriori ritorni per le operazioni di carry trade sulle valute dei mercati emergenti. Tuttavia, la banca sta riducendo le dimensioni del portafoglio e concentrando gli investimenti sulle valute con i carry più elevati e sulle opportunità con i driver più unici.
JPMorgan ritiene che gli spazi per un’ulteriore riprezzatura al rialzo dei tassi terminali siano ora vincolati da nuovi limiti emersi. Nel contempo, la banca mantiene una posizione prudente sulla parte lunga della curva dei rendimenti, poiché le preoccupazioni fiscali e i fattori di domanda/offerta non sono ancora stati pienamente incorporati nello steepening della curva e negli spread degli asset swap.
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