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Dall'alimentare l'AI all'alimentare tutto! Morgan Stanley: Il "super ciclo" dell'energia elettrica è sottovalutato dal mercato

Dall'alimentare l'AI all'alimentare tutto! Morgan Stanley: Il "super ciclo" dell'energia elettrica è sottovalutato dal mercato

华尔街见闻华尔街见闻2026/11/03 02:57
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Per:华尔街见闻

Morgan Stanley ritiene che la domanda di energia elettrica sia ora guidata non solo dall'AI, ma anche dalla rilocalizzazione industriale e dal raffreddamento/condizionamento dell'aria, formando così una "tripla forza trainante". Si prevede che il consumo globale di elettricità raggiungerà i 36 mila miliardi di kilowattora entro il 2030, con una crescita annua del 4,2%. L'Asia assorbirà il 64% dell'incremento. I combustibili fossili riconquisteranno sorprendentemente una quota di mercato, rappresentando circa il 50% della struttura energetica mondiale nel 2030. Il potere di determinazione dei prezzi si sta spostando dai produttori di apparecchiature agli operatori delle centrali, con un previsto aumento dei prezzi all'ingrosso nei principali mercati di circa il 20% anno su anno entro il 2026. Queste tendenze genereranno una ricchezza di 500 miliardi di dollari, facendo salire del 14% le previsioni sugli utili per azione delle aziende interessate entro il 2028, mentre il mercato non ne ha ancora pienamente tenuto conto.

La trasformazione dell'elettrificazione si è ormai allontanata dalla sola narrazione sull’AI: una festa di creazione di ricchezza di ben 500 miliardi di dollari sta fermentando nel mercato globale dell'energia, mentre i modelli di valutazione di Wall Street sono in gran parte rimasti indietro rispetto alla realtà. Le aziende che possiedono una solida capacità di base e che controllano i nodi fondamentali della rete elettrica stanno entrando nel super ciclo di flusso di cassa più forte dai tempi dell’industrializzazione del secolo scorso.

Secondo le informazioni di Trading Desk, il team globale dei servizi pubblici di Morgan Stanley ha lanciato un chiaro segnale nel suo ultimo rapporto di ricerca del 2 novembre: la tensione sul mercato elettrico globale supererà di gran lunga le aspettative. La prossima grande ondata del “super ciclo” di elettrificazione è ormai passata da un unico “alimentare l’AI” ad un più ampio “alimentare ogni cosa”.

Mayank Maheshwari, Stephen C Byrd e altri analisti di Morgan Stanley sottolineano nel rapporto che il motore del “super ciclo” elettrico si è esteso ben oltre i data center per AI: la domanda industriale e il raffreddamento domestico, insieme all’AI, costituiscono adesso i “tre pilastri” della crescita della domanda, una tendenza che non è stata ancora pienamente valutata dal mercato azionario.

Morgan Stanley ha alzato la previsione di consumo globale di elettricità del 10%, stimando che entro il 2030 l’uso mondiale di elettricità raggiungerà circa 36.000 miliardi di kWh, con un tasso di crescita annua composto di circa il 4,2%. Il rapporto evidenzia in particolare quattro grandi “sorprese”:

Le fonti della domanda si stanno espandendo dall’AI a “tutto”; i combustibili fossili stanno riconquistando quote di mercato; la struttura dei prezzi dell’energia sta subendo cambiamenti strutturali; il potere di determinare i prezzi si sta spostando dai fornitori di apparecchiature agli operatori infrastrutturali del settore elettrico.

Morgan Stanley stima che queste tendenze creeranno globalmente circa 500 miliardi di dollari di valore e porteranno il mercato ad alzare del 14% circa le previsioni sugli utili per azione delle aziende interessate per il 2028. Attualmente, le azioni asiatiche “beneficiarie dell’AI” del settore elettrico hanno subito una compressione delle valutazioni dall’inizio dell’anno, ma le previsioni reali degli utili sono state riviste al rialzo; questa divergenza rappresenta un'evidente opportunità d'investimento.

A livello geografico, l’Asia assorbirà circa il 64% dell’incremento globale del consumo di elettricità dal 2025 al 2030; Stati Uniti, Sud-Est asiatico e India sono in prima fila sia per il tasso di crescita della domanda che per la tensione dei mercati elettrici, rappresentando così le aree chiave individuate dal rapporto per gli investimenti strategici.

Esplosione della domanda: il motore “3A” spinge i consumi elettrici ben oltre le previsioni

La crescita della domanda di elettricità va ben oltre il perimetro dei soli data center. Questo è il primo grande elemento inaspettato citato nel rapporto. I dati mostrano che le previsioni sul consumo globale sono state riviste al rialzo del 10%, con un CAGR del 4,2% fino a raggiungere circa 36.000 miliardi di kWh entro il 2030.

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Morgan Stanley riassume i principali driver di questa espansione nella domanda elettrica come i “tre A” — Agentic AI (AI agentica), Allshoring (rilocalizzazione industriale), Aircons (condizionamento e raffreddamento). Questi tre fattori stanno ampliando la base della domanda di elettricità dai data center ad ambiti industriali e civili molto più estesi.

Dal punto di vista dell’AI, il rapporto sottolinea che la curva di adozione dell’AI in Asia è una delle più rapide al mondo. Sebbene il costo per token di calcolo scenda costantemente, l’incremento significativo dei carichi di lavoro degli agenti intelligenti aumenta enormemente il consumo di token per ogni attività; di conseguenza, la domanda di potenza di calcolo cresce incessantemente e l’energia elettrica è ormai il principale collo di bottiglia nell’espansione dell’AI.

Il consumo di energia dei data center nella regione Asia-Pacifico dovrebbe aumentare con un CAGR del 27%, raggiungendo circa 133 miliardi di kWh nel 2030, una capacità necessaria di 84GW per alimentare i data center — circa quattro volte il livello previsto per il 2025 —, in linea con il tasso di crescita del 26% degli Stati Uniti.

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Per quanto riguarda la rilocalizzazione industriale, il rapporto la identifica come il principale motore della crescita accelerata della domanda industriale di elettricità in Asia. Morgan Stanley prevede che il consumo industriale di energia in Asia crescerà con un CAGR di circa il 4%, rappresentando il 43% di tutta la nuova domanda di elettricità, con un tasso quasi 2,7 volte superiore a quello dei data center. I dati indicano che dal 2025 settori come India e Sud-Est asiatico hanno già mostrato una significativa accelerazione nella crescita del consumo industriale di energia.

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Sotto il profilo della domanda di raffreddamento, il rapporto la qualifica come una “fonte di domanda sottovalutata”. Entro il 2030, l’incremento del consumo di energia per il raffreddamento degli ambienti sarà paragonabile a quello dei data center, ed apporterà circa 40 punti base di crescita aggiuntiva annua composta della domanda di elettricità in Asia; a livello globale, la quota del raffreddamento sul totale del consumo di energia elettrica dovrebbe salire dall’attuale 10% al 12%.

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Prospettive di consumo elettrico riviste al rialzo, Asia al centro della crescita della domanda

Morgan Stanley ha rivisto al rialzo le stime di crescita della domanda di energia in quasi tutte le principali aree geografiche per il periodo 2026-2030. I tre mercati con i maggiori rialzi sono: India (+454 punti base), Stati Uniti (+169 punti base), e Australia (+141 punti base); anche Europa e Giappone, dopo anni di stagnazione o declino della domanda, mostrano ora timidi segnali di ripresa.

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In termini assoluti, si stima che l’Asia assorbirà circa il 64% dell’incremento globale della domanda dal 2025 al 2030; Morgan Stanley ritiene che la fornitura di elettricità in Asia debba crescere con un CAGR annuo del 5% circa, un ritmo superiore di circa 140 punti base rispetto all’attuale media.

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I combustibili fossili riconquistano quote di mercato, domanda di “energia propria” in forte crescita

La seconda “sorpresa” del rapporto è che i combustibili fossili stanno aumentando (e non diminuendo) la loro quota nel mix energetico. Morgan Stanley prevede che, entro il 2030, circa metà dell’elettricità globale deriverà ancora dai combustibili fossili, mentre in Asia il 60% dell’energia dei data center proviene da carbone e gas naturale — in netta divergenza rispetto alle aspettative di una rapida transizione alle energie pulite sostenute da alcuni investitori.

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Il rapporto rileva che, con il mercato elettrico in crescente tensione, la generazione affidabile da fossili sta ottenendo un “premio di scarsità”, e gas naturale e carbone stanno collaborando in modo sempre più sinergico con lo stoccaggio a batteria e le rinnovabili. Nei mercati asiatici attenti ai prezzi, carbone e storage integrati sono in grado di offrire un costo di generazione estremamente competitivo di 50-60 dollari per MWh in qualsiasi momento della giornata.

Contemporaneamente, il problema del deficit elettrico dei data center americani si sta gradualmente trasferendo anche in Asia. Morgan Stanley stima che, considerando solo le soluzioni attuali, gli sviluppatori di data center USA dovranno affrontare un deficit di 43GW entro il 2028 e 80GW nel 2029, favorendo così il trasferimento all’estero di una grande capacità data center.

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Circa 15GW di tale deficit potrebbero riversarsi in Asia, principalmente nel Sud-Est asiatico (circa 8GW) e in India. Tale tendenza è già tangibile: i provider cloud iper-scalabili negli Stati Uniti e in Cina e nuovi player cloud stanno già vincolando tramite contratti circa 10,6GW di capacità data center in Asia, oltre il 70% dei quali concentrati in India e Sud-Est asiatico.

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La domanda di “energia propria” (Behind-the-Meter) sta anch’essa crescendo rapidamente. In un contesto di pressione crescente sulla rete, Morgan Stanley prevede che negli USA la domanda di energia propria salirà a circa 47GW entro il 2030, mentre in Asia si aggirerà attorno agli 8GW, portando opportunità di business notevoli ai fornitori di energia onsite.

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I prezzi dell’energia tornano a salire, il potere di determinare i prezzi passa ai generatori

La terza e quarta “sorpresa” individuate dal rapporto si riferiscono entrambe alla ristrutturazione del sistema dei prezzi dell’energia. Nel contesto di offerta sempre più tesa, nel 2026 i principali mercati registreranno un aumento dei prezzi all’ingrosso di circa il 20% anno su anno; Morgan Stanley prevede che per il 2028 il differenziale tra le tariffe commerciali sarà ulteriormente ampliato di circa il 15%.

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Dopo la breve contrazione seguita all’apice della crisi energetica del 2022, i prezzi all’ingrosso dell’energia sono tornati a crescere in India, Cina, Malesia, Singapore, Giappone e in vari mercati europei, sostenendo così l’espansione della redditività dei gestori di impianti di generazione.

Per quanto riguarda la determinazione dei prezzi, il rapporto evidenzia che i gestori delle infrastrutture energetiche stanno gradualmente strappando il potere di pricing ai produttori di apparecchiature. Negli ultimi 18 mesi, i prezzi delle apparecchiature sono saliti velocemente, ma ora questa tendenza si sta riversando sui generatori di energia, che stanno aumentando a loro volta i prezzi di vendita.

Il rapporto sottolinea inoltre che i cloud provider iperscalabili sono relativamente poco sensibili alle fluttuazioni dei prezzi energetici: secondo le stime, una variazione del 20% nei prezzi dell’energia impatta solo dell’1% circa la redditività degli operatori cloud AI su larga scala — lasciando quindi margini affinché le aziende elettriche puntino a prezzi più elevati.

Nel frattempo, la cosiddetta “duck curve” delle rinnovabili si sta evolvendo gradualmente nella “curva del cammello a due gobbe”:

la domanda elettrica di mattina e sera cresce bruscamente prima e dopo le ore di luce, ampliando di conseguenza i margini per le fonti di generazione e accumulo più flessibili, mentre la redditività dei generatori puramente rinnovabili resta sotto pressione.

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