Apple prevede di raccogliere 7 miliardi di dollari per il riacquisto di azioni, tornando sul mercato delle obbligazioni in dollari dopo un anno e mezzo.
Apple ha raccolto circa 7 miliardi di dollari tramite l'emissione di obbligazioni suddivise in sette tranche, con scadenze comprese tra due e dieci anni. La tranche con la scadenza più lunga ha un intervallo di spread iniziale di 80 punti base rispetto ai Treasury statunitensi. I proventi derivanti dall'emissione saranno utilizzati per scopi aziendali generali, inclusi il riacquisto di azioni, la distribuzione di dividendi e le spese in conto capitale. Secondo gli analisti, la remunerazione degli azionisti da parte di Apple ha una priorità più alta, nella politica di allocazione del capitale, rispetto agli investimenti nel settore dell'AI.
Apple prevede di tornare sul mercato delle obbligazioni investment grade dopo oltre un anno, con l'intento di raccogliere circa 7 miliardi di dollari; i proventi saranno utilizzati principalmente per il riacquisto di azioni, evidenziando una netta divergenza nella gestione del capitale rispetto ai suoi pari nel settore tecnologico.
Secondo quanto riferito da Bloomberg, citando fonti informate, l'importo finale dell'emissione non è ancora stato determinato e potrebbe essere adeguato in base alla domanda degli investitori. I proventi delle obbligazioni saranno destinati a scopi aziendali generali, inclusi riacquisto di azioni, distribuzione dei dividendi e spese in conto capitale.
L'emissione di Apple sarà suddivisa in sette tranche con scadenze comprese tra due e dieci anni. Il segmento con la scadenza più lunga avrà un intervallo di prezzo iniziale pari a uno spread di 80 punti base rispetto ai Treasury americani. L'ultima emissione di obbligazioni da parte di Apple risale a maggio 2025, quando aveva raccolto 4,5 miliardi di dollari.
Questa nuova emissione contribuirà ulteriormente al già vivace flusso di obbligazioni delle grandi aziende tecnologiche. Allo stesso tempo, gli analisti sottolineano che l'iniziativa di Apple rappresenta più un finanziamento opportunistico che una necessità legata agli investimenti in infrastrutture per l'AI.
Giovedì Apple ha aperto la seduta in rialzo salvo poi scendere e, al momento della redazione, risultava in calo dell'1,2%, registrando la seconda perdita più contenuta tra le Mag7, inferiore solo a quella di Google.

Finanziamento opportunistico, non guidato dall'espansione dell'AI
Robert Schiffman, analista di Bloomberg Intelligence, ha dichiarato: "Il ritorno di Apple sul mercato delle obbligazioni appare più come un'azione opportunistica che una necessità di finanziamento, e i fondi raccolti saranno destinati a riacquisti e dividendi."
Ha inoltre aggiunto che, per Apple, "la remunerazione degli azionisti è una priorità nella gestione del capitale, superiore alle spese ingenti per l'infrastruttura AI che stanno affrontando i grandi player del cloud computing."
Questa valutazione si contrappone alla recente logica di finanziamento attuata da Microsoft, Oracle e Meta. Negli ultimi sette giorni, queste tre società hanno raccolto complessivamente 50 miliardi di dollari sul mercato statunitense, principalmente per sostenere i rispettivi piani di investimento in infrastrutture per l'intelligenza artificiale.
È importante sottolineare che le obbligazioni emesse di recente dai grandi gruppi tech e collegate all'AI sono generalmente caratterizzate da rendimenti più elevati, a causa delle crescenti perplessità degli investitori sulla capacità degli investimenti massicci nell'AI di generare ritorni effettivi, ed essi richiedono un extra premio per il rischio.
Sette tranche, quattro banche principali come sottoscrittori congiunti
Secondo fonti informate, le obbligazioni Apple verranno emesse in sette tranche con scadenze che variano dai due ai dieci anni, offrendo agli investitori una vasta gamma di opzioni temporali. Per la tranche a più lunga scadenza, l'intervallo di prezzo iniziale sarà uno spread di 80 punti base dai Treasury statunitensi.
L'emissione sarà sottoscritta da Bank of America, Deutsche Bank, Goldman Sachs e JPMorgan. L'ultima emissione obbligazionaria in dollari di Apple risale a maggio 2025, quando aveva raccolto 4,5 miliardi di dollari.
Dato che i proventi di questa emissione saranno destinati prioritariamente agli azionisti e non a nuovi investimenti in infrastrutture tecnologiche, il posizionamento di Apple sul mercato si distingue dall'attuale tendenza tra i grandi player tecnologici e potrebbe attirare l'attenzione degli investitori a reddito fisso che prediligono una logica di solidità nei ritorni di capitale.
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