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Il caos geopolitico fa crollare i flussi crypto iraniani di oltre il 76%

Il caos geopolitico fa crollare i flussi crypto iraniani di oltre il 76%

CryptopotatoCryptopotato2025/09/01 02:48
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Per:Author: Chayanika Deka

Il mercato delle criptovalute in Iran si è contratto drasticamente nel 2025 a causa delle tensioni geopolitiche, dei congelamenti di Tether e dei problemi operativi di Nobitex.

Il trading di criptovalute in Iran ha subito un forte rallentamento nel 2025. Una combinazione di tensioni geopolitiche, attacchi informatici e regolamentazioni più severe ha scosso un mercato precedentemente in forte espansione.

Secondo la società di analisi blockchain TRM Labs, gli afflussi totali di criptovalute in Iran da gennaio a luglio 2025 hanno raggiunto circa 3,7 miliardi di dollari, con un calo dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2024.

La contrazione è stata particolarmente marcata dopo aprile, con gli afflussi di giugno crollati di oltre il 50% su base annua. Questo è stato seguito da un calo ancora più netto, superiore al 76%, a luglio.

Hack, Guerra e Congelamento dei Wallet

Diversi eventi geopolitici e di sicurezza hanno gravato pesantemente sui mercati crypto iraniani, come i negoziati nucleari bloccati con Israele, lo scoppio di un conflitto armato a giugno, una violazione da 90 milioni di dollari su Nobitex e il blacklisting da parte di Tether di un importante indirizzo stablecoin collegato all’Iran.

Secondo il rapporto di TRM, questi shock hanno modificato il comportamento dei trader, spingendo i capitali verso exchange esteri e aumentando l’uso di blockchain e stablecoin alternative.

Nonostante la turbolenza, Nobitex ha mantenuto il suo ruolo centrale nell’ecosistema crypto iraniano, gestendo oltre l’87% di tutto il volume di transazioni legato all’Iran nel 2025. Dei più di 3 miliardi di dollari processati tramite la piattaforma, circa 2 miliardi sono transitati attraverso la rete Tron, con un uso massiccio di TRC-20 USDT e TRX.

Questa concentrazione ha offerto efficienza agli utenti ma ha anche amplificato il rischio sistemico, come dimostrato quando il gruppo Predatory Sparrow ha sfruttato vulnerabilità nell’infrastruttura di Nobitex durante il culmine delle ostilità tra Iran e Israele.

Doppie Priorità

L’hack da 90 milioni di dollari ha congelato la liquidità, rallentato l’elaborazione delle transazioni e temporaneamente spinto gli utenti verso piattaforme più piccole o ad alto rischio, rivelando non solo debolezze operative ma anche le “doppie priorità” del regime: abilitare la sorveglianza senza mandato mantenendo al contempo una privacy selettiva per gli utenti VIP. TRM Labs ha tracciato attività on-chain verso attori collegati all’IRGC e entità sanzionate come Gaza Now, sottolineando le dimensioni politiche dell’attacco.

L’escalation geopolitica di giugno ha accelerato la fuga di capitali dagli exchange domestici, come dimostrato dal picco di deflussi da Nobitex superiore al 150% nella settimana precedente il conflitto, spesso verso exchange globali con misure Know Your Customer (KYC) limitate o verso piattaforme ad alto rischio senza KYC.

L’esodo è stato aggravato a luglio quando Tether ha congelato 42 indirizzi collegati all’Iran, molti dei quali legati a Nobitex e a un attore affiliato all’IRGC. Il congelamento ha interrotto flussi transazionali consolidati, portando gli utenti iraniani a spostarsi verso stablecoin alternative come DAI sulla rete Polygon.

Influencer domestici, canali allineati al governo e exchange hanno attivamente incoraggiato questa migrazione, dimostrando sia l’adattabilità dei partecipanti sia l’uso da parte del regime degli asset digitali per eludere le sanzioni.

Nel frattempo, l’ambiente normativo interno dell’Iran ha continuato a evolversi, con la Legge sulla Tassazione della Speculazione e del Profitto approvata nell’agosto 2025, che impone una tassa sulle plusvalenze derivanti dal trading di criptovalute. Sebbene sia prevista un’attuazione graduale, la misura indica l’intenzione di Teheran di regolamentare formalmente i mercati degli asset digitali, equiparando le criptovalute a oro, immobili e forex nel quadro fiscale del regime.

Oltre ai mercati dei capitali, le crypto restano uno strumento fondamentale per l’Iran nell’approvvigionamento e nell’elusione delle sanzioni. I rivenditori cinesi, ad esempio, forniscono componenti per droni, hardware AI e apparecchiature elettriche tramite transazioni in crypto, e un sofisticato settore sotterraneo di bypass KYC sostiene queste operazioni fornendo documenti di identificazione falsificati per l’accesso agli exchange internazionali.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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