Scelta delle criptovalute per il carry trade
Nel primo semestre, caratterizzato dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran e dall’insediamento di Walsh, i profitti delle operazioni carry trade sono rimasti stabili. Tra le coppie di valute del G10, andando long sulle tre coppie con rendimento più alto e short sulle tre con rendimento più basso, l’indice composto sulla base dei profitti cumulati mostra la seguente performance, come illustrato nel grafico sottostante. Questo risultato è stato favorito sia dal differenziale di tasso stabile tra le principali economie, sia dal calo costante della volatilità a partire dal secondo trimestre.
Dallo scorso marzo, la volatilità delle valute G7 è andata via via diminuendo, con la volatilità implicita 1Y ATM di USDCNY scesa addirittura al minimo decennale di 3,1; in un ambiente di bassa volatilità come questo, il carry trade risulta comodo e agevole.Per i trader, le operazioni che consentono di guadagnare semplicemente mantenendo la posizione nel tempo sono sicuramente molto attraenti.
Ma come si sceglie la coppia di valute adatta per il carry trade? Molte istituzioni si concentrano sull’indicatore carry-to-vol (rapporto tra differenziale di tasso e volatilità). Perché non basta guardare solo il differenziale di tasso? Le valute di finanziamento, in situazioni di crisi di mercato, possono subire forti oscillazioni a causa del sovraffollamento delle posizioni, azzerando all’improvviso i profitti accumulati; la volatilità rappresenta dunque il prezzo dell’incertezza. Un carry-to-vol basso indica che il mercato ritiene il differenziale di tasso poco attraente. In breve, il carry-to-vol esprime quanto rischio si deve correre per ottenere tale differenza, fungendo da ponte tra rendimento e rischio nel carry trade.
Situazione attuale del carry-to-vol sulle principali coppie di valute
In base alle performance di indicatori come ilcarry-to-vol, tra le coppie di valute che seguo regolarmente, ho selezionato due particolarmente adatte al carry trade:
1. USDHKD
In primo luogo la classica USDHKD. Rispetto alle altre valute del G10 può sembrare un po’ “noiosa”, ma quest’anno si è dimostrata molto stabile. Fino al raggiungimento di 7,85, le autorità di Hong Kong difficilmente intervengono per restringere la liquidità in HKD, e al livello attuale di 7,84 c’è ancora un po’ di margine. Si può dunque continuare a detenere USDHKD per ottenere un carry di tre punti base al giorno. Si consiglia di entrare sulla posizione in modo scaglionato, dato che sta per iniziare la stagione dei dividendi delle azioni di Hong Kong, il che potrebbe esercitare una certa pressione di rivalutazione sull’HKD; conviene sfruttare quest’occasione per costruire una posizione.
2. GBPCHF
Tra le valute del G10, sono particolarmente ottimista su GBPCHF. Secondo i dati, il carry-to-vol di GBPCHF è relativamente alto: una valuta ad alto interesse e una a basso interesse, il rendimento è piuttosto interessante.La Banca Nazionale Svizzera (SNB) ha chiaramente dichiarato di essere pronta a prevenire un eccessivo apprezzamento del franco svizzero, offrendo così una protezione al ribasso per GBPCHF.
Inoltre, GBPCHF mostra un certo potenziale di apprezzamento tra le valute incrociate: da un lato i rischi politici nel Regno Unito sono temporaneamente rientrati e Burnham dovrebbe insediarsi il 20 luglio, promettendo di mantenere la disciplina fiscale. Dall’altro, dal punto di vista tecnico, dopo una fase di deprezzamento, GBPCHF sta formando una figura di inversione a testa e spalle rovesciata. Nel complesso, andare long su GBPCHF appare una buona scelta sia per il rendimento sia per le caratteristiche operative.
Riguardo al carry trade, nel primo trimestre anche l’AUD (valuta ad alto interesse) e lo JPY (valuta a basso interesse) avevano registrato buone performance, grazie a un ampio differenziale di tasso che resta tuttora interessante. Perché quindi attualmente non vengono raccomandate? Anche in questo caso, la chiave è il carry-to-vol. Attualmente, la volatilità implicita sia di AUD sia di JPY è elevata: da un lato, il cambio yen giapponese si trova in una zona sensibile alle potenziali manovre di intervento, non ideale per il finanziamento; dall’altro, l’AUD, essendo una commodity currency, tende a essere vulnerabile nelle fasi di forte avversione al rischio da parte del mercato.
Infine, dal punto di vista delle strategie, con l’inizio del secondo semestre, il mercato inizia a temere un aumento della volatilità. Da un lato incide la stagionalità storica, dall’altro la volatilità attuale è ai minimi e ha poco margine di ulteriore ribasso. Per motivi di gestione del rischio, si può valutare di inserire in portafoglio una quota di opzioni call per coprire il rischio di aumento della volatilità.
BFC Forex Talk
Insieme a voi nel 2026
Vi invitiamo a lasciare un messaggio nel backstage
per dialogare con noi
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Le entrate del primo trimestre di SanDisk sono aumentate di quasi quattro volte su base annua; le previsioni di entrate per il secondo trimestre superano nuovamente le aspettative. I data center rimangono il nucleo della crescita per il prossimo anno|Rapporto finanziario
SanDisk ha pubblicato il rapporto finanziario del primo trimestre dell'esercizio 2027, con un fatturato di 11,031 miliardi di dollari, in crescita del 378% su base annua. Il settore dei data center ha registrato un fatturato di 4,8 miliardi di dollari nel primo trimestre, con un aumento del 61% rispetto al trimestre precedente e del 1682% su base annua, un tasso di crescita nettamente superiore a quello del fatturato complessivo. La direzione prevede che, nell'anno solare 2027, i data center saranno ancora il nucleo della crescita del mercato NAND, rappresentando oltre il 55% della quota di mercato, e si stima un fatturato del secondo trimestre tra 12,2 e 12,6 miliardi di dollari, superiore alle aspettative degli analisti di 12,1 miliardi di dollari.

Intel crolla! La guidance per il Q4 è molto inferiore alle aspettative, esplosione in una fabbrica in Israele, domanda di PC debole, disponibilità limitata di chip AI|Rapporto finanziario Odaily Giornale Pianeta
Intel prevede ricavi per il quarto trimestre tra 15 e 16 miliardi di dollari, contro una previsione di mercato di 17 miliardi di dollari e una stima ottimistica sopra i 18 miliardi. L'utile per azione rettificato atteso è di 25 centesimi, ben al di sotto delle aspettative di mercato di 43-45 centesimi. L'esplosione nello stabilimento in Israele verificatasi a ottobre ha interrotto la produzione; il CFO ha dichiarato che ciò comporterà una riduzione dei ricavi del quarto trimestre di circa 300 milioni di dollari e una flessione del margine lordo di circa 200 punti base. I ricavi del terzo trimestre sono stati di 16,5 miliardi di dollari, con una crescita del 21% su base annua; i ricavi dai chip per PC sono diminuiti del 5% e Intel prevede che la debolezza del mercato PC continuerà almeno fino al primo semestre 2027. Il business dei data center è cresciuto del 78%, ma il CEO ha segnalato che la carenza di chip AI ha limitato la performance dei risultati.

