Le scommesse rialziste sull'oro aumentano per la terza settimana consecutiva, un sondaggio di Bank of America afferma che l'oro è sottovalutato e i 5000 dollari entrano nel radar del mercato
Huitong News, 25 agosto — Gli speculatori hanno aumentato per la terza settimana consecutiva le posizioni rialziste sull’oro, in parte a causa del rinnovato entusiasmo per le operazioni di svalutazione scaturito dalle preoccupazioni sulla sostenibilità del debito statunitense. Secondo i dati della CFTC, nella settimana terminata il 18 agosto le posizioni nette lunghe sull’oro sono salite a 141.648 contratti, il livello più alto dalla fine di settembre dello scorso anno, con una crescita cumulata del 18% in tre settimane. L’indagine di Bank of America di agosto mostra che il 16% dei fund manager ritiene che l’oro sia sottovalutato (rispetto al solo 6% di luglio), segnando il livello di sottovalutazione più elevato da marzo 2023. Se quest’anno il meeting di Jackson Hole inviasse segnali accomodanti, ciò potrebbe essere positivo per l’oro.
Gli investitori speculativi hanno aumentato per la terza settimana di seguito le scommesse rialziste sull’oro, anche perché crescono le incertezze di mercato sulla sostenibilità dei Treasury USA, riaccendendo il fervore per le operazioni di svalutazione. Tuttavia, nonostante le posizioni speculative long abbiano raggiunto il massimo da inizio anno, il sentiment di mercato rimane inferiore a quello di dodici mesi fa e decisamente più basso rispetto a inizio anno.
Tre settimane consecutive di aumento delle posizioni nette long, nuovo massimo in 9 mesi
Secondo il report della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) relativo alla settimana terminata il 18 agosto, i gestori di fondi hanno aumentato le posizioni speculative long complessive sull’oro futures Comex di 5.961 contratti, raggiungendo quota 154.595; nello stesso periodo, le posizioni short sono cresciute di 1.975 contratti, toccando i 12.947. Le posizioni nette long sull’oro ammontano così a 141.648 contratti, il livello più alto dalla fine di settembre scorso. Nelle ultime tre settimane, la crescita cumulata è stata del 18%, segnando la fase più lunga di accumulo ininterrotto da giugno.
Va notato che la spinta speculativa è ancora inferiore al picco dei 12 mesi precedenti, quando le posizioni nette long arrivarono a 165.519 contratti. Il livello massimo recente di posizioni speculative long sull’oro si è registrato all’inizio di gennaio 2025, con un picco di 215.000 contratti.
Sondaggio Bank of America: oro il più sottovalutato
Secondo il sondaggio globale di Bank of America di agosto sui fund manager, dato il sentiment di mercato ancora piuttosto tiepido, l’oro ha ulteriore potenzialità di rialzo. Il sondaggio, pubblicato la scorsa settimana, sottolinea che l’oro sembra trovarsi nella fase di sottovalutazione più marcata dal marzo 2023. Risulta infatti che il 16% dei fund manager considera l’oro sottovalutato, rispetto al solo 6% di luglio.
Candace Browning Platt, responsabile della ricerca globale di Bank of America, ha affermato domenica scorsa (23 agosto) in un report: "I modelli del nostro team di strategia sulle materie prime indicano che il livello degli acquisti da parte degli investitori è coerente con un prezzo dell’oro a 4.000 dollari l’oncia; per raggiungere i 5.000 dollari, gli acquisti dovranno intensificarsi ulteriormente. Le banche centrali hanno fatto la loro parte: gli acquisti di giugno sono stati nettamente superiori alla media dei precedenti 12 mesi. Se al meeting di Jackson Hole di questa settimana emergessero segnali accomodanti, ciò sarebbe di beneficio per l’oro."
Spazio per il rialzo, i 5.000 dollari entrano nel radar
Sebbene il mercato dell’oro abbia già nettamente recuperato dai minimi di luglio, alcuni analisti sottolineano che, con la soglia dei 5.000 dollari che entra nel radar, esistono ancora ampi margini di crescita. Il sentiment si è certamente orientato al rialzo, ma i metalli preziosi devono affrontare dei venti contrari: il caro petrolio sta alimentando i timori di inflazione e potrebbe costringere la Federal Reserve ad alzare ancora i tassi entro fine anno.
L’head of commodity strategy di TD Securities, Bart Melek, ha commentato: "Dal momento che la Fed non ha ancora fornito segnali chiari di voler contrastare un’inflazione superiore, il timore di svalutazione del dollaro dovrebbe sostenere bene l’oro nelle prossime settimane. Tuttavia, considerando che il prezzo del petrolio potrebbe spingere i tassi di breve termine ancora più in alto, è prematuro affermare che l’oro possa già decollare verso il nostro target di 5.350 dollari l’oncia."
Conclusioni
Sostenuto da speculatori che aumentano la leva per la terza settimana consecutiva, dal sondaggio Bank of America che ne evidenzia la sottovalutazione e dagli acquisti continui delle banche centrali, il sentiment rialzista sull’oro si sta rafforzando sensibilmente e la soglia dei 5.000 dollari entra nel mirino. Ciononostante, i timori di inflazione alimentati dal caro petrolio e il rischio di ulteriori rialzi dei tassi dalla Fed restano variabili chiave che limitano il potenziale dell’oro.
I segnali di politica monetaria che verranno dal meeting di Jackson Hole di questa settimana potrebbero essere determinanti per capire se l’oro riuscirà a proseguire il rally.
Ora di Pechino, 25 agosto ore 14:22, oro spot quota 4.645,22 dollari/oncia
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