L'oro può rimbalzare fino a 5000 dollari?
Huitong News, 27 agosto—— Sullo sfondo del "commercio di svalutazione valutaria", l'oro sta raggiungendo nuovi massimi storici: la debolezza del dollaro, un'inflazione superiore all’obiettivo della Federal Reserve e afflussi di capitale record negli ETF sull'oro stanno insieme spingendo il prezzo dell'oro verso quota 5000 dollari.
Sullo sfondo del "commercio di svalutazione valutaria", l'oro sta raggiungendo nuovi massimi storici: la debolezza del dollaro, un'inflazione superiore all’obiettivo della Federal Reserve e afflussi di capitale record negli ETF sull'oro stanno insieme spingendo il prezzo dell'oro verso quota 5000 dollari.
Il prezzo dell’oro sta beneficiando della debolezza del dollaro, nonostante il rendimento dei Treasury USA sia in rialzo. Gli ETF legati all’oro stanno attirando decine di miliardi di dollari.
Vale la pena notare che la combinazione "dollaro debole + rendimenti dei Treasury in salita" è storicamente rara—di solito l’aumento dei rendimenti dei Treasury esercita una pressione ribassista sul prezzo dell’oro, poiché aumenta il costo opportunità di detenere oro, che non genera interessi. Il fatto che il prezzo attuale dell’oro ignori questo fattore negativo indica che le logiche di "flight to safety" e "svalutazione valutaria" stanno già dominando il processo di price discovery, facendo sì che la storica correlazione negativa tra rendimenti e oro sia temporaneamente inefficace.
Il dollaro ha recuperato quasi metà del calo causato dall’annuncio del Tesoro USA di voler intervenire sul mercato obbligazionario per controllare i rendimenti. Tuttavia, gli investitori nutrono dubbi sull’entità e sull’efficacia di queste misure, cosa che in realtà sta progressivamente ristabilendo fiducia nel dollaro stesso. I dati sull’inflazione forniscono ulteriori sostegni. A luglio, l'indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE) è salito del 3,7% su base annua, con il core PCE al 3,3% su base annua. Entrambi gli indicatori sono rimasti ben al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve per lungo tempo. Dopo la pubblicazione di questi dati, il mercato dei derivati prezza una probabilità di circa il 40% che la Federal Reserve aumenti i tassi a settembre.
Questo significa che, nel caso di un effettivo rialzo dei tassi a settembre, si tratterebbe di un nuovo inatteso cambiamento di rotta in questo ciclo restrittivo—il mercato prevedeva generalmente che il ciclo di strette fosse al termine, mentre i dati sul PCE hanno decisamente ribaltato questa narrativa, amplificando la sensibilità del prezzo dell’oro alle scelte di politica monetaria.
La Casa Bianca sta esercitando nuova pressione sulla Federal Reserve—il governo sta tentando nuovamente di rimuovere Lisa Cook dalla posizione di membro del FOMC, sono proseguiti colloqui telefonici tra Trump e Waller, e il Tesoro ha recentemente manifestato la volontà di abbassare i rendimenti dei Treasury tramite strumenti non di mercato—tutto ciò sta erodendo la fiducia del mercato nel dollaro e sta innescando il cosiddetto “commercio di svalutazione valutaria”. In questo contesto, gli investitori stanno spostando il capitale da valute e obbligazioni verso asset come i metalli preziosi.
In altre parole, la principale preoccupazione di mercato non è più solo l’inflazione, ma anche il rischio di perdita di indipendenza della politica monetaria e il rischio di una “dominanza fiscale”: quando il governo tenta di intervenire sulle decisioni della banca centrale e sulla formazione dei prezzi delle obbligazioni con strumenti amministrativi, la fiducia nel potere d’acquisto effettivo della moneta legale viene erosa e il ruolo dell’oro come “bene rifugio ultimo” viene rafforzato.
Negli ultimi cinque giorni di contrattazione, gli ETF legati a oro e valute digitali hanno raccolto in totale circa 7 miliardi di dollari, il che non sorprende. Di questi, 3,4 miliardi di dollari (quasi la metà) sono confluiti nello SPDR Gold Shares ETF di State Street Global Advisors. I metalli preziosi stanno performando bene, sfruttando il fatto che il dollaro non beneficia di rendimenti elevati dei Treasury.
È importante sottolineare che il flusso concentrato nello SPDR Gold Shares, prodotto tradizionalmente di riferimento, indica che non sono solo hedge fund e operatori speculativi a entrare a mercato, ma anche fondi istituzionali più grandi e orientati alla liquidità—questo comportamento di “acquisto dell’oro fisico e dell’ETF principale” viene generalmente interpretato come un segnale che la tendenza positiva ha una certa sostenibilità e che non si tratta di una semplice speculazione di breve periodo.
4. Opinioni degli istituti: Natixis alza il target price
Secondo la logica di Natixis, la crescita del prezzo dell’oro non è guidata da un singolo evento, ma è il risultato dell’integrazione tra “dati economici in indebolimento + aspettative politiche in cambiamento”. Se i prossimi dati su occupazione e inflazione continueranno a peggiorare e il mercato abbandonerà del tutto le aspettative di ulteriori rialzi, la spinta al rialzo dell’oro potrebbe rafforzarsi; viceversa, se l’inflazione ostinata farà aumentare di nuovo la probabilità di rialzi, questo target price potrebbe subire revisioni al ribasso.
L’annuale summit di Jackson Hole è visto come nodo chiave della comunicazione tra banche centrali globali; l’intervento di Waller potrebbe ridefinire direttamente le aspettative del mercato riguardo le strategie della Federal Reserve. Il sottotesto di TD Securities è chiaro: la crescita attuale del prezzo dell’oro ha già incorporato molte aspettative di interventi politici; se il discorso dovesse risultare più “falco” del previsto o le attese di intervento venissero deluse, il prezzo dell’oro potrebbe subire un rapido ritracciamento. Entrare a rialzo ora, in un clima di euforia, potrebbe non essere una strategia vincente.
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