Dopo la notizia dell'espansione della produzione di HDD da parte di Toshiba, Morgan Stanley è diventata più ottimista invece che pessimista.
La ricerca di Morgan Stanley indica che la scala di espansione della produzione di Toshiba è stata gravemente sopravvalutata dal mercato: la capacità produttiva della fabbrica nelle Filippine è raddoppiata in due anni, il che corrisponde a un tasso di crescita annualizzato di circa il 30%, equivalente al tasso di crescita dell'offerta dell'intero settore e ben al di sotto del tasso di crescita della domanda. Ancora più importante, l'indagine sui canali mostra che Seagate e Western Digital non hanno intenzione di seguire con l'espansione della produzione e non ci sono segni di allentamento nei prezzi del settore.
Toshiba ha annunciato un investimento di 60 miliardi di yen per espandere la fabbrica di hard disk nelle Filippine, dopo che questa notizia ha causato una caduta superiore al 10% in un solo giorno per Seagate (STX) e Western Digital (WDC). Tuttavia, dopo aver condotto una ricerca approfondita nei canali di settore, Morgan Stanley è giunta alla conclusione diametralmente opposta: non si tratta di un punto finale del dibattito, ma bensì di un'opportunità d'acquisto.
Le verifiche di canale effettuate dal team di analisti di Morgan Stanley guidato da Erik W. Woodring dimostrano che l'entità dell'espansione produttiva di Toshiba è stata gravemente sopravvalutata dal mercato: la capacità annua della fabbrica filippina aumenterà del 30% all'anno sul periodo, raddoppiando in due anni, in linea con la crescita dell'offerta complessiva del settore, nettamente inferiore alla crescita della domanda. Ciò che conta di più è che i controlli di canale indicano che né Seagate né Western Digital intendono seguire Toshiba nell'espansione produttiva e non vi sono segnali di allentamento nei prezzi di settore. Di conseguenza, Morgan Stanley mantiene la valutazione "overweight" su entrambi i titoli, continuando a preferire Seagate come prima scelta, con target price rispettivamente a 1.187 dollari e 676 dollari, superiori del 40% e 64% circa rispetto alla chiusura di venerdì.
Nel frattempo, la banca ha identificato tramite i canali ulteriori due segnali rialzisti: la domanda di HDD è accelerata vistosamente negli ultimi uno o due mesi, mentre stanno emergendo clienti completamente nuovi (come i nuovi provider cloud emergenti e aziende AI fisiche); inoltre, il prezzo delle transazioni spot senza contratti a lungo termine per lo storage nearline ha già raggiunto 3-5 centesimi per GB, con alcune transazioni andate anche oltre, ben sopra la media attuale dei contratti a 1,5 centesimi, confermando nella realtà le previsioni bullish sull'utile della banca.
Espansione sovrastimata, timeline incerta
Le verifiche di canale di Morgan Stanley chiariscono innanzitutto il fraintendimento di mercato sulle dimensioni dell'espansione di Toshiba.
Secondo quanto emerso, l'obiettivo di raddoppiare la capacità riguarda solo lo stabilimento di Toshiba nel Laguna Technopark delle Filippine, che finora produceva prevalentemente hard disk non nearline e rappresentava due terzi della capacità produttiva totale di Toshiba. Prendendo come riferimento l’esercizio 2025, il raddoppio in due anni equivale a una crescita annua del 30%, in linea con quella dell’offerta settoriale complessiva, ma con un evidente gap rispetto all'accelerata crescita della domanda.
Morgan Stanley stima che, anche se Toshiba riuscisse a centrare l’obiettivo, la nuova capacità aggiunta per lo storage nearline in due anni sarebbe inferiore a 150EB, molto meno rispetto alla sola Seagate che, con la tecnologia HAMR, prevede una crescita media annua di circa il 25% degli EB nearline.
È interessante notare che il piano d’espansione era già noto nel settore e non rappresenta una novità; è stato soltanto menzionato pubblicamente in occasione del 30° anniversario della sussidiaria filippina di Toshiba e, successivamente, il giornale Nikkei ha corretto i riferimenti temporali citati nella notizia.
Una fonte di canale afferma: "Questa notizia non cambierà nulla". Inoltre, componenti chiave come le testine magnetiche e i dischi sono forniti da aziende esterne come TDK e Resonac, motivo per cui molti contatti ritengono che la cooperazione nella supply chain resterà il principale collo di bottiglia per la reale attuazione della capacità produttiva.
L'obiettivo del 30% di market share è obsoleto, spazio reale limitato
Nell'articolo di Nikkei viene citato un obiettivo di "raggiungere il 30% di market share a breve" da parte di Toshiba, che ha pure suscitato preoccupazione. Morgan Stanley sottolinea come tale obiettivo fosse già stato posto nel 2022 e non rappresenta dunque una nuova strategia; Nikkei si è soltanto limitata a includere quella vecchia dichiarazione nel report.
Dal punto di vista logico, una crescita della capacità produttiva annua attorno al 30% è solo in linea con quella del settore e non consente a Toshiba di guadagnare quote in modo significativo.
In modo approssimativo, Morgan Stanley calcola che, se Toshiba volesse davvero arrivare al 30% di quota entro il 2028, dovrebbe moltiplicare per 5 la sua capacità entro la fine del 2027: cosa che, nella realtà, appare quasi impossibile. Le fonti di canale ritengono credibile piuttosto un obiettivo tra il 12% e il 13%, mentre il 30% resta una dichiarazione principalmente di facciata.
Anche sotto il profilo tecnologico persiste un divario: Toshiba usa ancora la tecnologia MAMR, mentre la nuova unità da 40TB (12 piatti) è in ritardo e il piano di produzione di massa con HAMR è indietro di anni rispetto ai concorrenti. Considerando che i grandi provider cloud puntano su dischi con più alta capacità per ridurre la numerosità dei drive, la decisione di Toshiba di partecipare al mercato con prodotti a bassa capacità ma in quantità elevata comporta un carico aggiuntivo per i clienti in termini di spazio, consumo energetico e raffreddamento.
Prezzi e concorrenza invariati, disciplina sull'offerta confermata
La verifica chiave dalla ricerca di Morgan Stanley è la seguente: Seagate e Western Digital non hanno modificato i rispettivi piani produttivi, Toshiba non sta adottando strategie di prezzo aggressive per accaparrarsi quote e la dinamica dei prezzi di settore resta invariata.
Fonti di canale affermano che anche Toshiba sta lavorando a pieno regime di produzione, in linea con Seagate e Western Digital, e beneficia anch’essa del rialzo dei prezzi sullo storage nearline.
Secondo Morgan Stanley, Seagate ha già venduto tutta la sua capacità di storage nearline fino al 2026, mentre Western Digital sta negoziando per estendere gli accordi a lungo termine fino al 2031. L'investimento di 60 miliardi di yen servirà principalmente a riavviare linee produttive inattive, testare apparecchiature e utensili, senza la costruzione di nuovi impianti, con parte dei capital expenditure già anticipati a bilancio. Le fonti stimano un market share sostenibile massimo per Toshiba nell’intorno della "bassa-media doppia cifra", insufficiente a impattare sul pricing generale del settore.
Domanda in accelerazione e prezzi spot alle stelle: spazio extra di rialzo
Oltre a fugare i dubbi relativi a Toshiba, la ricerca di canale condotta da Morgan Stanley ha individuato due segnali ulteriori di sostegno al segmento HDD.
Primo, negli ultimi uno o due mesi la domanda di hard disk è visibilmente aumentata.
Morgan Stanley ritiene che l'agentic AI costituisca il nuovo motore di crescita incrementale: rispetto ai carichi di lavoro dei tradizionali chatbot, gli agenti intelligenti devono mantenere molti più dati e contesto nelle interazioni multiple, spingendo notevolmente la densità di storage richiesta sugli HDD. Al contempo, le fonti della domanda si stanno ampliando: con capacità di storage dei CSP limitata e il prezzo della memoria NAND che resta 17-20 volte superiore agli HDD, nuovi provider cloud e aziende AI fisiche/humanoid stanno diventando nuovi clienti per gli HDD. Tuttavia, la scarsità dell'offerta (gap stimato a 300EB quest'anno, e fino a 400EB previsti per il 2027/2028) rende ancora difficile l'approvvigionamento.
Secondo, i prezzi spot stanno superando di molto le attese.
Nell’indagine di giugno Morgan Stanley aveva rilevato che i produttori di HDD miravano a prezzi per il nearline storage fra 2,5 e 3 centesimi per GB nel 2027/2028 (attuali circa 1,5 centesimi). Le informazioni più recenti dai canali parlano invece di transazioni spot non legate a contratti a lungo termine che già raggiungono 3-5 centesimi al GB, cioè 30-50 dollari per TB, con alcuni casi anche più elevati. Morgan Stanley sottolinea come, pur non potendo generalizzare questi prezzi a tutto il mercato, i dati di chiusura reale confermano che le assunzioni di prezzo sulle quali si basano le previsioni bull risultano sempre più concrete.
Valutazioni allettanti, Morgan Stanley conferma sovrappeso
Sulla base di queste considerazioni, Morgan Stanley reputa che il brusco ritracciamento di venerdì abbia creato una chiara opportunità di acquisto, non un punto di svolta del tema di investimento.
A prezzi attuali, Seagate quota 10 volte l’utile base per azione CY28 dello scenario base e solo 6,8 volte nello scenario bullish; Western Digital quota 8,5 volte lo scenario base e circa 5,8 volte lo scenario bullish. Morgan Stanley sottolinea che le sue previsioni di utile per azione base sono tuttora superiori del 20-25% rispetto al consenso.
Il target price su Seagate è 1.187 dollari, basato su un utile CY27 per azione previsto a 59,33 dollari (multiplo 20x); per Western Digital il target è 676 dollari con un utile CY27 di 33,80 dollari (multiplo 20x). Per entrambi i titoli è confermata la raccomandazione overweight, con Seagate ancora come preferita. Morgan Stanley conclude che il segmento HDD mostra la più rapida crescita coperta dall’istituto (CAGR superiore all’85%) e il più marcato allargamento dei margini, offrendo agli investitori una finestra per acquisti a sconto alle attuali valutazioni.
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